Rivista il mulino

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13 novembre 1985

immagine La storia dei trapianti è fatta di accidenti. Il 12 giugno del 1992 moriva Ilario Lazzari, il primo a ricevere un trapianto di cuore in Italia. Moriva per un’infezione Hiv-relata, contratta per via trasfusionale. Un anno prima era morto in un incidente autostradale Vincenzo Gallucci, il cardiochirurgo che lo aveva operato. Il caso ha collegato bizzarramente uno dei grandi successi della medicina, la pandemia più eclatante del secolo scorso, e una delle maggiori cause di mortalità evitabile nelle società industriali. Morte e vita sono inestricabilmente legate, nella natura come in quella singolare ridefinizione della natura che è il trapianto d’organi. Quando si preleva un organo per trapiantarlo, il cuore deve ancora battere e il sangue circolare. E ancora batteva il cuore del diciassettenne trevigiano Francesco Busnello, anche lui morto sulla strada, quando fu trapiantato su Lazzari, nella notte fra il 13 e il 14 novembre 1985, a Padova. Non era stato facile arrivare a quell’intervento. Un’occasione s’era presentata pochi mesi prima, ma Costante Degan, ministro della sanità nel governo Craxi, non aveva firmato il decreto: ed era dal 1978 che Gallucci, formatosi con DeBakey a Houston, chiedeva l’autorizzazione a fare trapianti. Né si può dire che la società italiana fosse completamente pronta. Poco prima s’era costituita un’associazione, tuttora attiva, dal folle nome di “Lega nazionale contro la predazione di organi”. E poco dopo Guido Ceronetti emanava il primo dei suoi lugubri anatemi contro i trapianti, senz’altra argomentazione che le proprie fobie personali («I Mani di chi patisce l’espianto potrebbero non gradire la cosa, non brillare di piacere di vedere il cuore strappato senza cerimonie al loro “morto”» scriveva su “La Stampa”) e il solito timore astratto della china scivolosa che gli eventi potrebbero prendere («Così facendo si spiana la strada al crimine, agli espianti criminali, agli espianti senza consenso, all’orrore», dichiarava a “la Repubblica”). Scelleratezze che anticipavano di trent’anni l’ondata globale di disinformazione sui vaccini e altre conquiste mediche, e che ancora rallentano l’attuazione delle leggi italiane in materia di trapianti. [...]

 

fedi e mondo

Sinodo: il papa confermato

Si sa che la funzione di Pietro nella Chiesa cattolica è quella di confermare i suoi fratelli e le sue sorelle nella fede. Un velo evangelico per nominare il potere. Ma la sua efficacia risiede nell’essere effettivamente riconosciuto dalla comunità ecclesiale, in particolare dai vescovi, in quanto potere legittimamente operoso. [...]

lettere internazionali

Madrid
11/11/2019

I risultati delle elezioni in Spagna. È andata esattamente come previsto: dai sondaggi dell’estate, che per quanto riguarda la governabilità avevano previsto lo stallo, a quelli dell’ultimo mese sui risultati delle varie forze politiche, fatta eccezione per le dimensioni del successo di Vox e il crollo di Ciudadanos. Un esito dunque scontato, un voto inutile, un regalo alla destra estrema.  [...]

Berlino
5/11/2019

Sulla proposta (tardiva) di un'operazione internazionale in Siria. Circa due settimane fa Annegret Kramp-Karrenbauer, ministra della difesa e presidente della Cdu, ha lanciato la proposta di una forza internazionale tra Siria e Turchia. Com’è noto, dopo la decisione americana di ritirare le proprie truppe dall’area Nord-orientale della Siria, quella sotto il controllo curdo, la Turchia ha avviato una nuova operazione finalizzata alla creazione di una cosiddetta “zona di sicurezza”, [...]
 

calendario civile

9 novembre 1969

[Inaugurazione del primo asilo nido comunale in Italia] Era il 9 novembre del 1969 quando, a Bologna, veniva inaugurato il primo asilo nido comunale d’Italia, anticipando di ben due anni la prima legge italiana che chiedeva l’istituzione di nidi gestiti dai comuni. Fortemente voluto dall’amministrazione Fanti, in particolare dal sindaco e dall’allora assessora ai Servizi sociali Adriana Lodi, il nido veniva intitolato alla memoria dei genitori dell’industriale Aldo Patini, Carolina e Giuseppe, che finanziò la struttura. [...]

culture

Perché opporsi alla disuguaglianza

[Dal numero 5/19] L’estrema disuguaglianza che caratterizza oggi gli Stati Uniti e il mondo nel suo insieme è esposta a serie obiezioni di tipo morale. Il problema è che non è chiaro perché sia così – quali siano di preciso le ragioni morali per opporsi alla disuguaglianza, ridurla o, allorquando sia possibile, eliminarla. [...]

Sulla svolta della Bolognina

[Dal numero 5/19] Lei entra nella segreteria del Pci nel luglio del 1987, all’indomani di un risultato elettorale molto negativo. Quella segreteria segna un cambiamento generazionale: il segretario Alessandro Natta è affiancato da un vice, Achille Occhetto, e da un gruppo di «giovani» di cui, oltre a lei, facevano parte Livia Turco, Massimo D’Alema, Piero Fassino e Gianni Pellicani. Che situazione trovaste al vostro insediamento? Quali erano le questioni che avvertivate come più urgenti per il partito? Quali erano le spinte al rinnovamento e le resistenze, e da parte di quali ambienti o aree culturali? Il risultato elettorale del 1987, prima ancora che negativo, fu simbolicamente significativo: si tornava esattamente alla percentuale del 1968. Un intero ciclo si chiudeva e un altro se ne doveva aprire; bisognava verificare se c’erano le risorse e la forza per farlo. [...]

il caso italiano

Una nuova ecologia politica

[Dal numero 5/19] Anche quando si affronta la grande questione dei cambiamenti climatici il caso italiano è piuttosto interessante, per diverse ragioni. Tra queste c’è senz’altro l’assenza di un partito ambientalista ben presente sulla scena politica, riconoscibile e riconosciuto. [...]

La povertà energetica in Italia: una sfida eco-sociale

[Dal numero 5/19] La povertà energetica è un tema sempre più presente nell’agenda politica europea. Ma se in Paesi come il Regno Unito il concetto di fuel poverty è di dominio comune ormai da anni, in Italia ha acquisito una rilevanza solo in tempi recenti, perlopiù sulla spinta di iniziative comunitarie. [...]

Il comunismo italiano e il 1989

[Dal numero 5/19] Negli anni Ottanta del secolo scorso la tradizione internazionalista del comunismo mondiale tramontò definitivamente, pur essendo ancora invocata nella retorica sempre più vuota di significato dei partiti-Stato del blocco sovietico e di gran parte dei partiti attivi in Occidente e nel Terzo Mondo. [...]

Salvare la sinistra per salvare la liberaldemocrazia

[Dal numero 5/19] C’è un aspetto della crisi della sinistra che ha a che fare non tanto col suo statuto ideologico e il suo profilo storico, quanto con le conseguenze politiche del suo essere in crisi. È un aspetto legato alle conquiste della sinistra riformista del secolo scorso, conseguite con la mediazione della rappresentanza democratica, attraverso la revisione e l’adattamento degli assunti ideologici di partenza. [...]

La fatica di essere riformisti

[Dal numero 5/19] La notte del 9 novembre 1989, la notte in cui cominciò l’abbattimento del Muro, ero su un treno per Monaco di Baviera, dove andavo a fare ricerche nell’ottima biblioteca della città. Arrivando la mattina trovai una situazione sconvolgente. La televisione continuava a mandare le immagini di quella incredibile onda umana, che travolgeva, col Muro, tutti gli assetti, le reciproche posizioni, e anche le comode certezze del dopoguerra. [...]

Riscoprirsi sinistra

[Dal numero 5/19] Nonostante il bicentenario della nascita di Marx abbia ravvivato l’interesse per alcuni filoni del marxismo e per il comunismo, oggi che alla base delle difficoltà di tutte le sinistre e dell’intero schieramento democratico c’è un disorientamento più generale, [...]

Crisi e futuro di un partito in frantumi

[Dal numero 5/19] Dall’8 agosto al 17 settembre: i «quaranta giorni», potremmo dire, che sconvolsero non solo la politica italiana, ma anche il Partito democratico. Ancora alla fine di luglio, dopo le elezioni europee e con il governo gialloverde saldamente in campo, si riuniva l’Assemblea nazionale del Pd, [...]

cartoline dall'Italia

Rigenerazione urbana e valorizzazione culturale

[Cartolina da Spoleto] Capita spesso che un antico edificio sia abbandonato e rischi l’estinzione. Meno frequente che nelle stesse condizioni si trovi un intero comparto urbano monumentale, come avviene a Spoleto in una vasta area (17.000 mq) entro la cinta muraria medievale, [...]

Whirlpool: l’importanza di una fabbrica

[Cartolina da Napoli] Chiunque arrivi a Napoli dall’autostrada si accorge presto che lo stabilimento Whirlpool è uno dei pochi siti industriali rimasto ancora attivo nell’ex quartiere industriale di San Giovanni. L'ho studiato dal punto di vista della sua composizione operaia alla fine degli anni Novanta, in occasione della mia tesi di dottorato. [...]

in libreria

Una storia brevissima della Germania

Il libro di James Hawes, uscito in italiano per i tipi di Garzanti, promette “la più breve storia della Germania che sia mai stata scritta”, ma consegna al lettore una tesi pesante e controversa. Hawes non è uno storico, ma un brillante british novelist, che ha studiato a lungo il mondo germanico ed è abituato a maneggiare la satira. Ne esce una sintesi affascinante, fruibile e divulgativa; [...]

a scuola

Analfabeta sarà lei!

[Dal numero 4/19] Il 3 maggio scorso «la Repubblica», in un articolo dedicato alle competenze degli studenti di terza media, recitava: «Istat, ragazzini promossi ma ignoranti. Il 34% alla fine della terza media non ha competenze sufficienti». Ancora più allarmista il «Corriere della Sera», [...]

Oltre quel crocifisso di plastica

[L’”obbligo di crocifisso” nasconde l’incapacità di lavorare per una scuola inclusiva e solidale] In un clima apparentemente rasserenato dalla svolta politico istituzionale delle ultime settimane, prende avvio l’anno scolastico 2019/2020. L’estate appena trascorsa verrà ricordata per i numerosi episodi di intolleranza a sfondo razzista e xenofobo, generalmente motivati da una visione distorta dell’identità nazionale e dalla difesa di confini fisici e culturali dal rischio invasione. [...]

in Europa

Governare per sopravvivere o per costruire?

[Governi e coalizioni. Italia e Spagna a confronto] In Spagna dopo le elezioni politiche del 28 aprile, che sembravano dover portare a un governo di coalizione tra il partito socialista di Sánchez e la sinistra di Unidas Podemos, non si è riusciti a dar vita ad alcun esecutivo e con tutta probabilità il Paese tornerà alle urne a novembre. Per la quarta volta in quattro anni. In Italia, invece, la crisi politica aperta dalla Lega di Salvini in pieno agosto, che sembrava dover sfociare in un appuntamento elettorale anticipato, si è inaspettatamente chiusa con la formazione di un nuovo esecutivo [...]

memoria / memorie

La piccola aquila

[La scomparsa di Ross Perot, il miliardario che voleva fare il presidente]  “Le aquile non le trovi a stormi. Devi cercarle una a una”. L’aquila naturalmente era lui, Ross Perot, anche se la piccola statura, le spalle strette, le orecchie a sventola e la voce stridula che rovinava la larga parlata texana ne facevano un bersaglio perfetto per vignettisti e imitatori. Non aveva torto Perot a tenere questo slogan inciso su una targa nel suo ufficio assieme ai suoi riferimenti primi, i ritratti di Theodore Roosevelt, il piccolo, pugnace, roboante presidente di inizio Novecento che lanciò gli Stati Uniti nel club delle grandi potenze, e di George Washington, [...]

understanding Italy

Why does Italy keep turning right?

After four days of elections, Europe woke up with a political order that contradicts those who feared a crushing populist and nationalist victory. Parties who have campaigned against Europe didn’t get enough support to carry out the common plan of dismantling the Union from the inside. [...]