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POVERTÀ
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L'emergenza sanitaria fa emergere nuove povertà: come contrastarle?
Enrica Morlicchio, Chiara Saraceno, 08 April 2020

L’emergenza in atto ha portato alla luce in modo drammatico le difficoltà che il sistema di Welfare italiano incontra sia nel proteggere davvero tutti i tipi di lavoratori dalla perdita, o riduzione, del lavoro e relativo reddito, sia nell’elaborare forme di protezione innovative per le nuove figure sociali che si trovano ad affrontare i cosiddetti “nuovi rischi”: lavoratori a termine e occasionali, a partita Iva, pseudo-freelance (ad esempio i rider), colf e badanti. L’emergenza ha per di più fatto vedere, anche a chi fingeva di ignorarlo, come il lavoro nero sia spesso, sebbene non sempre, un lavoro di sussistenza per mancanza di alternative, perso il quale si rimane privi di tutto, anche di protezioni, a meno di non accettare quella della criminalità organizzata.

A fronte di questa situazione il governo ha proceduto dapprima allargando la platea di lavoratori inclusi nei sistemi di protezione esistenti, e introducendone una nuova per alcune categorie (autonomi, partite Iva) che finora ne erano prive, confermando peraltro l’impianto frammentato ed eterogeneo che continua a lasciare fuori alcune categorie di lavoratori pur regolarmente assunti, in primis badanti e colf escluse esplicitamente dalla cassa integrazione.

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Dal numero 1/20
Enrica Morlicchio, Enrico Pugliese, Marcello Anselmo, 19 March 2020

Quando, all’inizio del Novecento, lo studioso inglese Seebohm Rowntree elaborò il suo metodo di calcolo del “minimo vitale”, uno dei primi esempi di rilevazione empirica della povertà, incluse tra i bisogni da garantire anche quello di comprare “bambole, biglie o dolciumi” ai bambini e “vestiti graziosi” alla moglie

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Enzo Bianchi, 24 December 2019

Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune (Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, 26 agosto 1789, art. 1)

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza (Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino, 10 dicembre 1948, art. 1)

Tutti gli uomini, dotati di un'anima razionale e creati ad immagine di Dio, hanno la stessa natura e la medesima origine; tutti, redenti da Cristo, godono della stessa vocazione e del medesimo destino divino: è necessario perciò riconoscere ognor più la fondamentale uguaglianza fra tutti (Gaudium et spes, 29, 7 dicembre 1965)

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Nulla bisogna avere senza sacrifici e senza mostrare meritevolezza ai gratuiti censori
Enrica Morlicchio, Enrico Pugliese, 16 December 2019

Quando, all’inizio del Novecento, lo studioso inglese Seebohm Rowntree elaborò il suo metodo di calcolo del “minimo vitale”, uno dei primi esempi di rilevazione empirica della povertà, incluse tra i bisogni che andavano garantiti anche quello di comprare “bambole, biglie o dolciumi” ai bambini e “vestiti graziosi” alla moglie, di concedersi uno svago come consumare una birra al pub o prendere parte a un concerto popolare, di pagare le spese postali per inviare una lettera ai parenti lontani.

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Perché la storia va in una direzione opposta. E come invertire le cose
Fabrizio Barca, 17 November 2019

[…] Certo, è giusto muovere dal reddito. Mentre nel mondo le disuguaglianze di reddito si riducevano, per l’emergere tumultuoso dalla povertà di centinaia di milioni di esseri umani in Asia, mentre peggiorava ancora la condizione dei più poveri della terra, in Italia, come in tutto l’Occidente, dagli anni Ottanta la disuguaglianza di reddito cessava la discesa iniziata sessanta anni prima. E tornava anzi a crescere. Ma anche solo sul piano delle disuguaglianze economiche c’è molto altro, e ben prima della crisi del 2008. L’aumento della povertà.

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