n° 2
Brexit per davvero

L’osservazione di Dahrendorf secondo cui i referendum popolari non sono strumenti adatti a risolvere le crisi di identità delle nazioni, ha trovato conferma in questi mesi in cui abbiamo visto il processo della Brexit andare avanti, fino a raggiungere il suo punto di svolta, aggravando le diverse crisi che ormai minacciano la sopravvivenza stessa del Regno Unito e della sua monarchia. La mossa disperata degli antieuropeisti, inseguire una indipendenza illusoria per guadagnare qualche piccolo beneficio economico,  potrebbe avere nel lungo periodo conseguenze devastanti per l’equilibrio costituzionale che si evoluto dal compromesso che chiude la stagione rivoluzionaria del XVII secolo.

Per questo oggi è molto importante ragionare sulla Brexit. Nella consapevolezza che, come sempre nella storia europea, parlare di uno non vuol dire disinteressarsi dell’altro. Anche quando si dividono, gli europei si capiscono, come accade a chi appartiene alla stessa famiglia. Questa è stata la grande risorsa su cui i fondatori dell’Europa unita facevano affidamento. A questa risorsa dobbiamo tornare a guardare per comporre le divisioni che la minacciano, a Londra come a Bruxelles.

 

Indice del fascicolo 2/21

Editoriale

L'Unione Europea tra crisi, Brexit e pandemia

Maurizio Ferrera

Cronologia

Introduzione. Brexit, una storia finita?

Gianfranco Baldini

Brexit a Westminster

Gianfranco Baldini, Edoardo Bressanelli

Brexit e il «cleavage» centro-periferia

Emanuele Massetti

La risposta europea

Brigid Laffan

Brexit e il capitalismo britannico

Jonathan Hopkin

La questione immigrazione e i diritti dei lavoratori

Guglielmo Meardi

«Global Britain». I significati possibili di una formula

David W. Ellwood

La monarchia britannica tra Brexit e «identity politics»

Massimo Faggioli

Intervista

Alan Sked

Andrea Pareschi

Profilo

Roy Jenkins

Mario Ricciardi

Macinalibro

Winston Churchill tra mito e realtà

Paolo Pombeni

L'anno scorso a Marienbad

Raccontare l'«eccentric London» agli italiani. Le corrispondenze televisive dal Regno Unito, tra famiglia reale e Brexit

Luca Barra, Arnaldo Greco

Economia

La politica industriale al tempo del pnrr

Mario Pianta

Demografia e democrazia

Sedici anni son pochi? L’età al voto e altri problemi democratici

Giampiero Dalla Zuanna, Andrea Zannini

Nostra romana Chiesa

La riforma del conclave

Alberto Melloni

Idee

La politica internazionale è geopolitica?

Andrea Ruggeri

«Sostenibilità D». Le conseguenze della rivoluzione digitale nelle nostre vite

Paolo Benanti, Sebastiano Maffettone


Gli altri fascicoli dello stesso anno

Ricostruzioni
n° 4

Ricostruzioni

Ricostruire: dopo una guerra, dopo una carestia, dopo un disastro naturale come un terremoto o un'alluvione. E, naturalmente, dopo una pandemia. Rimettere in moto processi virtuosi per ridare luce a un futuro per le nostre comunità, per una società più equa e un'economia più sostenibile.
Che succede a destra?
n° 3

Che succede a destra?

Che cosa si sta muovendo nello schieramento politico che solitamente chiamiamo «destra»? Mentre va a chiudersi la lunga e rilevante parentesi berlusconiana, c’è chi tenta di imporsi come nuovo leader, sia all’opposizione sia all’interno della compagine governativa. Nel complesso, emerge ancora una volta la difficoltà che si riscontra in Italia di mettere insieme un’area di conservatorismo simile a quella presente altrove. Nel frattempo, le forze politiche della destra italiana presenti in Parlamento sembrano restare ancora legate a formazioni che faticano a rimanere nei confini di una democrazia.
Guarire le nostre democrazie
n° 1

Guarire le nostre democrazie

Questo primo fascicolo del 2021 si presenta con una nuova veste grafica, arricchita da un’illustrazione ispirata dall’assalto del Campidoglio avvenuto all’inizio dell’anno. L’immagine che si riflette nel vetro in frantumi esprime efficacemente la scoperta di una vulnerabilità che non riguarda soltanto la democrazia statunitense. Tale consapevolezza è maturata negli ultimi due decenni, quando ci è toccato assistere allo sgretolarsi di buona parte delle certezze economiche e politiche che ci avevano accompagnato dalla fine della Guerra fredda all’inizio del nuovo secolo.

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