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Telmo PIEVANI, La fine del mondo
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«Eppure abbiamo bisogno anche della catastrofe, del cataclisma imprevedibile che scompagina le carte, riapre i giochi, ridona speranza a chi era ai margini della storia, rovescia i rapporti di forza, spezza la logica precedente che sembrava invincibile. Un ciclo si compie e un tempo nuovo comincia.»

Colossali ecatombi del passato hanno più volte segnato un nuovo inizio per altre forme di vita. La «catastrofe», la resa dei conti finale con la storia, ci affascina da sempre. Soddisfa bisogni psicologici magnificamente rappresentati nell’immaginario classico della fine del mondo vista come catarsi risolutiva, punizione, vendetta. Attraverso le parole chiave dell’attesa – apocalisse, disastro, nemesi, estinzione – queste pagine piene di ironia, e le storie di scienza che raccontano, ci propongono un messaggio positivo di umiltà evoluzionistica e di accettazione della contingenza della vita sulla Terra, per decidere che cosa fare quando anche questa volta il mondo non sarà finito.

Telmo Pievani, fra i maggiori esperti di evoluzionismo a livello internazionale, insegna Filosofia delle scienze biologiche nell’Università di Padova e fa parte del Consiglio scientifico del Festival della Scienza di Genova. Tra i suoi volumi più recenti: «La teoria dell’evoluzione» (Il Mulino, 20102); «La vita inaspettata» (Cortina, 2011). Insieme a Luigi Cavalli Sforza ha curato la mostra «Homo sapiens» (Roma, Palazzo delle Esposizioni, 2011-12).

 

La fine del mondo. Guida per apocalittici perplessi, Collana "Intersezioni", pp. 188

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