Rivista il mulino

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ECONOMIA
Silvia Giannini, 29 March 2010

Venerdì 26 marzo è uscito in Gazzetta ufficiale il tanto atteso decreto per lo sviluppo. Si sa, questo è il “governo del fare”: ma nonostante l’impegno politico-mediatico, prevalgono i delusi. È deluso, ad esempio, chi, confidando nelle reiterate promesse di semplificazione, ha creduto di potere davvero fare a meno della Dia (dichiarazione di inizio attività) per i lavori di manutenzione straordinaria degli immobili, e sta scoprendo, invece, che norme regionali più restrittive rischiano di annullare le semplificazioni ostentate dal governo. Ma è deluso anche chi pensava che il decreto potesse aiutare a rilanciare, o almeno a sostenere, la domanda, per alcune tipologie di beni e settori particolarmente colpiti dalla crisi.

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Francesco Vella, 07 January 2010

Tra i tanti articoli oggetto delle letture vacanziere, e che cercano di offrire una chiave di lettura dell’ultimo decennio e di ciò che ci aspetta nell’immediato futuro, mi ha particolarmente colpito quello di Alan Beattie sul Financial Times del 29 dicembre  2009, secondo il quale gli anni 2000 sono stati caratterizzati da molte incertezze e preoccupazioni, ma anche da grande affidamento e confidence nella capacità delle istituzioni private  e pubbliche circa la loro capacità di farvi fronte. La crisi scoppiata nell’autunno del 2008 e continuata per tutto il 2009 ha rovesciato queste aspettative.

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Silvia Giannini, 21 September 2009

La settimana scorsa è stato presentato a Parigi il rapporto finale della Commissione, insediata da Sarkozy più di un anno fa e presieduta dal premio Nobel Joseph Stiglitz, per la “Misura della performance economica e del progresso sociale”. Sono quasi 300 pagine di cui raccomando la lettura delle pagine introduttive. Nonostante l’enfasi data da alcuni organi di stampa, non è una novità che il benessere di una nazione non si misuri solo con il Pil (la somma dei beni e servizi finali prodotti in un paese in un certo periodo di tempo), ma debba considerare anche altri aspetti, oggettivi e  soggettivi, che concorrono a definire la qualità della vita e il progresso sociale di una nazione.

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Silvia Giannini, 20 July 2009

“Scudato” è un (brutto) termine ormai entrato nel gergo, per chi ha letto i giornali la settimana scorsa, ed è rivolto a chi beneficerà dello scudo-ter, terza edizione di un condono speciale per chi detiene illegalmente capitali all’estero e decide di rimpatriarli o regolarizzarli. Lo “scudato”, in cambio di un’imposta del 5% del capitale, ha la garanzia che la propria autodenuncia resterà completamente anonima e non verrà utilizzata contro di lui/lei, né in sede amministrativa, né giudiziaria, in via autonoma o addizionale.

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Francesco Vella, 29 June 2009

I venti di crisi non sono finiti e le banche sono ancora al centro dell’attenzione, in una situazione veramente paradossale. Accusate prima di aver dato credito troppo facile, adesso, di non darne abbastanza. Prendiamo le banche italiane. Tutti hanno riconosciuto che la loro prudenza, coniugata con un sistema di vigilanza più efficace, ha contribuito ad attenuare le conseguenze dello tsunami di oltreoceano, ma nel passato avevano ricevuto non poche pressioni: qualcuno ha dimenticato gli articoli di giornale di qualche anno fa quando l’accusa era di eccessiva diffidenza per i mutui a chi aveva un lavoro precario e offriva poche garanzie, diffidenza successivamente rivelatasi provvidenziale. Negli Stati Uniti, come ha efficacemente riassunto in un intervista un proprietario di casa, succedeva in quel periodo l’esatto contrario: “all’epoca bastava essere vivo per avere un mutuo e forse te lo davano anche se eri morto”.

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