Rivista il mulino

ELEZIONI
Matteo Varani, 12 October 2010

La Lettonia guarda a Nord. Le elezioni parlamentari svoltesi il 2 ottobre in Lettonia hanno decretato la vittoria del partito di governo “Unità”. La formazione di centrodestra, liberista e europeista, guidata dal premier Valdis Dombrovskis ha ottenuto il 30,5% dei consensi, al secondo posto con il 25% si è piazzato il “Centro dell’Armonia”, partito filorusso che lo scorso anno ha vinto le elezioni municipali a Riga,mentre il partito “Unione dei Verdi e dei Contadini” ha ottenuto quasi il 20% .

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Redazione, 28 September 2010

Dall'Atene antica a Montesquieu, da Aristotele a Rousseau, le elezioni erano lungi dall'essere considerate lo strumento democratico per eccellenza: democrazia non equivaleva a sistema rappresentativo, e il dispositivo che meglio garantiva la rigorosa uguaglianza dei candidati era semmai l'estrazione a sorte. Che cosa è accaduto alla fine del XVIII secolo in Europa e negli Stati Uniti perché a tale concezione multisecolare si sostituisse l'idea della coincidenza tra democrazia e rappresentanza?

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Piero Ignazi, 01 April 2010

Quando settori corposi di elettorato si spostano da un partito a un altro, o quanto meno da un’area politica a un’altra, si verifica quello che gli analisti definiscono una «elezione critica». Le elezioni regionali del 28-29 marzo non sono in sé una elezione critica: forniscono piuttosto la controprova di quanto già avvenuto nel 2008, quando assistemmo ad un vero e proprio slittamento verso destra dell’elettorato. La crisi in cui si avvitò il centrosinistra con la caduta del governo Prodi non era destinata a passare rapidamente. Non si era capito, all’epoca, che con il fallimento dell’Unione tramontava un’epoca, quella del confronto paritario con il centrodestra. Nemmeno la nascita del Pd era servita ad arginare lo smottamento in atto. E per autolesionismo, il Pd era stato pure azzoppato dai suoi dirigenti proprio quando, alle elezioni del 2008, aveva ottenuto il miglior risultato dei riformisti.

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Silvia Giannini, 29 March 2010

Venerdì 26 marzo è uscito in Gazzetta ufficiale il tanto atteso decreto per lo sviluppo. Si sa, questo è il “governo del fare”: ma nonostante l’impegno politico-mediatico, prevalgono i delusi. È deluso, ad esempio, chi, confidando nelle reiterate promesse di semplificazione, ha creduto di potere davvero fare a meno della Dia (dichiarazione di inizio attività) per i lavori di manutenzione straordinaria degli immobili, e sta scoprendo, invece, che norme regionali più restrittive rischiano di annullare le semplificazioni ostentate dal governo. Ma è deluso anche chi pensava che il decreto potesse aiutare a rilanciare, o almeno a sostenere, la domanda, per alcune tipologie di beni e settori particolarmente colpiti dalla crisi.

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Simona Viola, 08 March 2010

Che l’obbligo di raccogliere 3.500 sottoscrizioni delle liste fosse diretto a ostacolare l’accesso alla competizione elettorale alle formazioni più deboli è noto. Che la regola si sarebbe tuttavia rivoltata come un boomerang contro la più potente delle formazioni politiche nessuno invece l’avrebbe mai immaginato.

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