La nostra storia

1951

Per iniziativa di Fabio Luca Cavazza, il 25 aprile del 1951 esce a Bologna il primo numero de «il Mulino». Il titolo della testata viene scelto anche richiamandosi al romanzo storico di Riccardo Bacchelli, Il mulino del Po, ma più in generale lo spunto è quello di macinare idee. Diretto da Pier Luigi Contessi, il primo numero è di 8 pagine, formato 32 per 44 cm. Il sottotitolo è «quindicinale di informazione culturale e universitaria». Da novembre, con una nuova numerazione, la rivista inizia a uscire come «mensile di attualità e di cultura», con una nuova veste e un nuovo formato.

1953

Nel 1953, a fianco di Contessi (direttore), Gianluigi Degli Esposti, Renato Giordano, Federico Mancini, Nicola Matteucci, Luigi Pedrazzi, Mario Saccenti e Cavazza (amministratore), entrano nella redazione Gino Giugni e Ezio Raimondi («si aggiunse un assistente universitario che ci colpiva perché era infinitamente più colto e più povero di noi, Ezio Raimondi»). Nello stesso anno al «Mulino» viene attribuito, alla sua prima edizione, il premio Viareggio dedicato alle riviste giovanili di cultura. Sono anni di grande vivacità: «più che altro, facciamo cene…», risponde Cavazza a un giornalista che lo intervista sui metodi di lavoro del gruppo.

1954

Il 9 e 10 gennaio 1954 si tiene il primo ≪Convegno Amici e collaboratori del Mulino≫. In giugno, la relazione introduttiva è il primo volume della neonata Società editrice Il Mulino, che nasce quindi tre anni dopo, per volere dei fondatori della rivista da cui prende il nome. Entrano nella redazione Francesco Compagna e Antonio Santucci.

1955

Nel 1955 «il Mulino» diventa «rivista di cultura e di politica», mentre cessa di apparire formalmente una redazione. Cambiano la grafica e la struttura. Iniziano la loro collaborazione Giorgio Galli e Pietro Scoppola.

1956

Il 16 e 17 giugno 1956 si tiene il secondo «Convegno degli Amici e collaboratori del Mulino», dedicato al XX Congresso del Pcus. Il 4 settembre 1956 si ha una prima formalizzazione del gruppo promotore del Mulino: viene costituita l’Associazione «Carlo Cattaneo» per promuovere incontri e convegni, organizzare ricerche, pubblicare libri e riviste.

1959

La rivista subisce profonde trasformazioni, a cominciare dalla periodicità, che diviene bimestrale. Sotto la direzione di Matteucci, cambiano anche formato e struttura.

1961

Con il numero di gennaio la rivista torna a periodicità mensile, in una nuova veste e secondo una nuova formula editoriale, sotto la direzione di Pedrazzi. La copertina ora è illustrata. Grande spazio è dedicato ai problemi internazionali; la politica italiana è seguita puntualmente, con attenzione anche ai temi di politica economica; forte concentrazione sui problemi della scuola e sul mondo cattolico.

Dal 22 al 25 aprile 1961, decimo anniversario della rivista, a poche settimane dall’elezione di J.F. Kennedy si tiene il quinto «Convegno degli Amici e collaboratori del Mulino» su «La politica internazionale degli Stati Uniti e le responsabilità dell’Europa». Organizzato da Cavazza e Altiero Spinelli, il convegno vede la partecipazione, tra gli altri, di Hans J. Morgenthau, Arthur Schlesinger jr., Raymond Aron, Aldo Garosci, Roy Jenkins, Eugen Kogon, Helmut Schmidt, Paolo Sylos Labini, Andre Thiery e Jacques Vernant.

1964

Alla fine del 1964 l’Associazione Cattaneo si trasforma in Associazione ≪il Mulino≫, trasferendo tutte le attività di ricerca a un organo specifico, l’Istituto di studi e ricerche «Carlo Cattaneo».

1965

Le prese di posizione politiche della rivista non convincono il proprietario della Poligrafici del Resto del Carlino, Barbieri, che decide di ritirare il suo appoggio. Così ai primi del 1965, grazie innanzitutto a una eredita ricevuta da Pedrazzi, e all’impegno di tutti i redattori della rivista (Amirante, Cavazza, Contessi, Evangelisti, Giorgio Galli, Mancini, Matteucci, Pedrazzi, Prandi, Raimondi, Santucci, Spinelli) acquistano in proprio le quote della Società editrice. La proprietà della testata della rivista «il Mulino» passa all’Associazione. Galli sostituisce Pedrazzi, nominato presidente dell’editrice, alla direzione del «Mulino».

La direzione viene trasferita in via S. Stefano 6, nel palazzo un tempo sede del panificio della famiglia Pedrazzi. Nella sua prima Assemblea l’Associazione di cultura e politica «il Mulino» di cui sono soci i dodici redattori della rivista elegge Amirante presidente. L’Associazione «il Mulino» è fra i promotori – con il Centro studi della Fondazione Olivetti e il Centro studi Nord e Sud – dell’Istituto Affari Internazionali (Iai).

1966

I redattori del «Mulino» trasferiscono gratuitamente all’Associazione la proprietà delle quote da loro acquistate della Società editrice. In Associazione vengono via via cooptati studiosi autori della rivista e dell’editrice.

1969

Nel novembre del 1969 l’Assemblea dei soci si riunisce per discutere del futuro della rivista. Si decide di riportare la periodicità a bimestrale. La rivista cambia formato, veste e struttura.

1972

Nel 1972 entra in carica un nuovo Comitato di direzione, con Matteucci confermato direttore. Un nuovo cambio nel biennio 1978- 1979, direttore Arturo Parisi. Cambiano la veste esterna e la struttura, restando invece immutati il formato e la grafica interna. Nel 1980 direttore è Gianfranco Pasquino, che guiderà la rivista sino alla fine del 1983.

1984

Un nuovo Comitato di direzione è eletto per il biennio 1984-1985, con Matteucci direttore. Il 14 settembre 1985 Norbert Elias tiene la prima «Lettura» del Mulino, organizzata dall’Associazione, alla quale sono invitati tutti i collaboratori e gli amici del gruppo. Si tratta del primo di una lunga serie di appuntamenti annuali.

1987

A gennaio 1987 viene rinnovato l’incarico di direttore a Matteucci. mentre Edmondo Berselli assume l’incarico di redattore capo (sarà vicedirettore a partire dal 1995 e sino al 1999).

1990

Il 16 giugno 1990 l’Associazione discute del futuro della rivista «il Mulino» sulla base di una relazione presentata da Parisi, decidendo di procedere a un forte rilancio. Dal gennaio 1991 direttore diventa Giovanni Evangelisti. Con il primo numero cambiano formato e veste grafica, con importanti novità strutturali di contenuto. Ogni fascicolo contiene uno o più blocchi tematici.

A metà dei Novanta, affianca i fascicoli bimestrali della rivista il semestrale «il Mulino/Europa»: complessivamente, dal 1994 al 1996, escono 6 volumi del supplemento che «il Mulino» dedica al processo di unificazione europea e alle sue conseguenze per il nostro Paese.

2000

La vita della rivista prosegue con i cambi di direzione previsti dallo statuto dell’Associazione, proprietaria della testata. Dopo Evangelisti a dirigere la rivista è Alessandro Cavalli, che dal 2000 è affiancato da Bruno Simili nel ruolo di redattore capo.

2001

Con il primo numero del 2001 la rivista, che ha compiuto cinquant’anni, cambia veste grafica, mantenendo inalterato il formato. La copertina, illustrata, viene completamente ridisegnata. Si pubblica l’indice completo degli articoli pubblicati dalla rivista nei primi cinquant’anni di vita. L’1 e il 2 giugno 2001 si tiene a Bologna il convegno internazionale dal titolo «Lo spazio dell’opinione. Le riviste di cultura e politica in Europa», con la partecipazione di alcune delle principali riviste culturali europee.

2003

È il turno di Edmondo Berselli, che guida la rivista dal 2003 al 2008.

2008

Nel 2008 direttore è Piero Ignazi, sotto la cui guida la struttura editoriale viene profondamente rinnovata, con molte nuove rubriche e articoli mediamente più brevi rispetto alla tradizione. La copertina viene completamente ripensata, il formato è accresciuto. Il 29 febbraio dello stesso anno vede la luce il sito internet della rivista, con la pubblicazione di articoli dedicati all’attualità e all’approfondimento.

2012

A Ignazi succede Michele Salvati, direttore dal 2012 al 2017. Bruno Simili lo affianca come vicedirettore, incarico che ricopre tuttora. In questo periodo si consolida il rapporto con «Eurozine», il network di riviste europee di cui «il Mulino» fa parte dal 2011.

2018

La direzione passa a Mario Ricciardi, in carica per un primo triennio dal 2018 al 2020. Dal 2017 al 2019 escono tre numeri interamente monografici: Viaggio in Italia. Racconto di un Paese difficile e bellissimo; Viaggio tra gli italiani all’estero. Racconto di un Paese altrove; E adesso? L’Italia del post- emergenza.

2020

Alla fine del 2020 l’Assemblea dell’Associazione «il Mulino» conferma direttore Ricciardi per il triennio 2021-2023.

2021

A partire dal 2021 la grafica interna ed esterna della rivista vengono completamente ripensate e si passa a periodicità trimestrale, con una maggiore caratterizzazione monografica.

Il 25 aprile del 2021 «il Mulino», nato come foglio quindicinale di informazione universitaria a opera di un gruppo di amici e compagni di liceo, compie settant’anni. In questo periodo è uscito senza interruzione, restando sempre totalmente autonomo. Alla rivista a stampa negli ultimi dodici anni si è affiancato il sito, che proprio in occasione del settantesimo è stato largamente rinnovato, nella veste e nelle funzionalità.

storia del mulino

«Il Mulino» è una rivista di cultura e di politica. È nata a Bologna nel 1951 per iniziativa di un gruppo di ex compagni di liceo, gli stessi, cui nel frattempo si sono aggiunti altri compagni di avventura, che tre anni dopo fondano l’omonima casa editrice. Oggi come allora la rivista cerca di comprendere e affrontare i problemi della società contemporanea.

Usciamo come periodico trimestrale e come sito web.

Il trimestrale si può leggere a stampa o in digitale. Lo si può ricevere in abbonamento o acquistare in libreria, in edicola, sul nostro sito o sugli store online. L’ultimo numero dell’anno è dedicato a un tema specifico, chi si abbona lo riceve insieme al calendario civile del Mulino.

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La rivista online è un sito open. Lo aggiorniamo tutti i giorni ma non è un quotidiano, perché arriva dopo la notizia, la approfondisce con pezzi di ampio respiro, possibilmente scritti da più angoli visuali. Molte delle questioni che ci stanno a cuore sono le stesse che hanno animato e animano i numeri cartacei: la scuola, il lavoro, la formazione permanente, le ragioni della nostra storia, i mutamenti sociali, le politiche attive per crescere come comunità, ancor prima che come economia. Il sito vive su tre profili social (Facebook, Twitter, Instagram), che curiamo come mezzo per conoscere e farci conoscere, lontani dagli assili della viralità.

Questa rivista nasce da studiosi appassionati che non hanno mai distinto tra capire e far capire. I giovani che hanno fondato «il Mulino» intendevano affrontare il presente con l’aiuto di tutti i saperi, e dunque sfidando, nel nome della divulgazione e dell’azione, i confini disciplinari. Questo è il motivo per cui tra le nostre firme trovate così tanti autori e autrici che lavorano nella ricerca e nell’università. Il loro sforzo (e il nostro) è di mettere a disposizione del più vasto pubblico conoscenze normalmente precluse al lettore generalista. Questo non perché crediamo che lo specialismo sia un male – tutt’altro: il nostro editore pubblica più di settanta riviste accademiche – ma la rivista «il Mulino» fa un altro mestiere: parla alla e nella sfera pubblica.

Tutti gli articoli che vengono pubblicati sul sito sono ad accesso libero, come si dice: per leggerli non si paga. È una scelta che possiamo permetterci grazie al supporto del nostro editore e grazie a chi decide di abbonarsi alla rivista trimestrale. Per questo, diciamo a chi vuole sostenerci che il modo migliore di farlo è abbonarsi o regalare un abbonamento alla rivista.

storia del mulino

Poiché crediamo nella qualità del nostro lavoro, ci auguriamo che possa circolare il più possibile. Per questo chiediamo a tutti i nostri lettori di iscriversi alle nostre newsletter e di inoltrarle ad amici e amiche con cui proseguire il dibattito. L’iscrizione alla newsletter settimanale è gratuita; solo gli abbonati ricevono la newsletter tematica curata dalla redazione: si chiama Farine.

«Il Mulino» c’è da settant’anni: i suoi primi settant’anni, come si dice in questi casi. Grazie a chi ci ha creduto e ha fatto in modo che proprio mentre si parla di crisi delle riviste di cultura e di crisi del «pensiero lungo», presi come siamo tutti a compulsare i nostri smartphone si potesse rilanciare un progetto complessivo per ridare spazio all’analisi e alla riflessione, per capire il presente in cui viviamo. Per canto nostro, proviamo a dare risposta ogni giorno alla fiducia dei nostri lettori. Con i piedi a Bologna e la testa nel mondo.

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Alla radice de «il Mulino» c’è la convinzione che esista un segmento consistente di opinione pubblica che non ha rinunciato a riflettere sui problemi sociali, politici ed economici, sulla riformabilità dell’Italia, sulla necessità di intensificare coerentemente e costantemente la sua vocazione europea, sull’importanza di commisurare i problemi interni al contesto internazionale.

Specialmente in un momento in cui appare sempre più intenso l’effetto delle interdipendenze «globali» sui sistemi nazionali, e mentre di converso sorgono nuove tensioni e nuovi conflitti, tutti coloro che credono alla possibilità di introdurre schemi di razionalità in realtà che appaiono vie più complesse, e che intendono affidarsi nel metodo al confronto fra le idee, nel «Mulino» potranno trovare strumenti, analisi e opinioni per misurare con efficacia ciò che sta così rapidamente cambiando.


L’Associazione il Mulino

La rivista è una delle istituzioni promosse e controllate dall'Associazione di politica e cultura «il Mulino», costituita dal gruppo dei redattori della rivista «il Mulino» per organizzare istituzionalmente il gruppo

La società editrice il Mulino

La Società editrice il Mulino, costituita nel 1954 per iniziativa del gruppo promotore della rivista, è una società per azioni la cui maggioranza di capitale fa riferimento all’Associazione «il Mulino»


RIVISTA DI CULTURA E DI POLITICA