Rivista il mulino

Content Section

Central Section

SICUREZZA
1 2 3 »<
Antonio Mutti, 03 January 2017

La biografia di Anis Amri, l’autore della strage di Berlino, pone il problema del fallimento dei sistemi di intelligence nei confronti di una persona sorvegliata perché già colpevole di vari reati. E, a maggior ragione, di quanto sia difficile prevenire gli attentati di potenziali terroristi non ancora identificati.

[...]
Dopo un terremoto non si dovrebbe parlare di ricostruzione senza interrogarsi sui mutamenti del tessuto sociale ed economico
Giuseppe Berta, 29 August 2016

«Ricostruire» è la parola d’ordine che risuona dopo ogni terremoto e ogni catastrofe naturale. Declinata come un imperativo, questa parola diventa uno slogan che risponde

[...]
La stessa sfida si pone dopo ogni terremoto
Alessandro Cavalli, 26 August 2016

I terremoti sono come le guerre. Lasciano dietro di sé cumuli di macerie. E lanciano una sfida che, come le guerre, si può perdere o vincere, la sfida della ricostruzione.

[...]
Mauro Barberis, 01 August 2016

La strage di Monaco è stata rapidamente ascritta alla classe dei massacri adolescenziali: come quello compiuto da Anders Breivik, l’eroe dell’attentatore, in Norvegia, lo stesso 22 luglio, ma del 2011, con 77 vittime. O come quello compiuto da Tim Kretshmer, il diciassettenne che nel 2009, vicino a Stoccarda, uccise 15 liceali con un fucile mitragliatore. Per non parlare di tutti gli episodi simili capitati negli Stati Uniti: dove le armi, possibilmente da guerra, sono molto più facili da ottenere che in Europa.

Se proprio volessimo rassicurarci, si potrebbe aggiungere che a Monaco l’emergenza è stata gestita professionalmente da forze dell’ordine già allenate a sventare in silenzio, come si dovrebbe fare, minacce simili. Anche gli errori commessi – bloccare i trasporti per ore e in un’intera regione, così amplificando inutilmente un crimine poi rivelatosi isolato – potranno essere corretti in futuro, quando si formeranno protocolli per l’emergenza migliori degli odierni.

Ma in realtà c’è ben poco di rassicurante in tutto questo. La verità è che stiamo lentamente imparando a convivere con il terrore: e lo facciamo per tentativi ed errori, come certi Paesi – per tutti Israele, sin dalla nascita – hanno fatto prima di noi. Günther Wallraff, l’autore di Faccia da turco (1985), osserva che «a mettere un’intera città in ginocchio» non è stato il diciottenne Ali Sonboly, poi suicidatosi, ma «un’isteria collettiva, di popolazione e social media»,

[...]
Giuseppe Campesi, 27 April 2016

Non è difficile individuare la differenza nella filosofia di fondo che ispira il cosiddetto “Migration compact”, pubblicato dal Governo italiano a ridosso di un’altra tragedia consumatasi nel Canale di Sicilia,

[...]
1 2 3 »<