Rivista il mulino

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Adolfo Suárez, icona della giovane democrazia spagnola
, March 27, 2014

C’è una distanza siderale tra il giudizio che accolse Adolfo Suárez al momento della sua nomina alla presidenza del governo spagnolo da parte del re Juan Carlos I e quello che ne ha accompagnato la definitiva uscita di scena il 23 marzo. Una distanza che nessuno spagnolo nel secondo dopoguerra era riuscito finora a far segnare.

Perché ancora oggi "non è mai troppo tardi"
Alberto Manzi
, February 26, 2014

Nel 1965, al Congresso mondiale degli organismi radio-televisivi che si tenne a Tokyo, la trasmissione della Rai Non è mai troppo tardi ricevette, su indicazione dell’Unesco, il premio dell’Onu come uno dei programmi più significativi nella lotta contro l’analfabetismo. Raro esempio di programma televisivo italiano conosciuto e citato a livello internazionale da studiosi di sociologia e pedagogia dei mass-media (Antony Bates, C.W. Bending, Henri Dieuzeide, tra gi altri), gli viene riconosciuto il merito di aver contribuito alla storia della televisione educativa. 

Un ricordo
Luigi Bernardi (1953-2013)
, October 16, 2013

È stato editore, saggista, giornalista, scrittore, sceneggiatore, drammaturgo, traduttore, editor. Ha creato e diretto case editrici che hanno fatto la storia recente del fumetto italiano (L’Isola Trovata, Glénat Italia, Granata Press), scoprendo o valorizzando autori come Vittorio Giardino e Magnus. Soprattutto, con la rivista «Orient Express» Luigi Bernardi, scomparso oggi a Bologna, ha dato un contributo fondamentale al «fumetto d’autore italiano», etichetta verso cui era divenuto ben presto critico. 

Marshall Berman (1940-2013)
, September 13, 2013

L'11 settembre è morto il filosofo americano Marshall Berman, autore e lecturer del Mulino (sua infatti fu la seconda delle Letture del Mulino, dopo quella inaugurale di Norbert Elias; la tenne nel 1986 e la intitolammo "Perché il modernismo oggi"). {C}

Il pacifista rivoltoso
, February 23, 2011

Gene Sharp, chi? Questa è stata la reazione della maggior parte di coloro che, aprendo il "New York Times" qualche giorno fa, hanno letto l’articolo sul timido e oscuro professore di 83 anni che, dalle stanze del modesto edificio di Boston in cui ha sede l’Albert Einstein Institute, da lui fondato nel 1983, sembra abbia promosso o quanto meno intellettualmente fomentato le rivolte che stanno sconvolgendo la sponda sud del Mediterraneo e infiammando il Medioriente.

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