Rivista il mulino

FOTOGRAFIA
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Dal numero 2/20
Bruno Simili, 19 May 2020

«Tutto ciò che succede nel mondo mi riguarda». Una frase presuntuosa e folle, che solo chi è davvero avido di conoscere può azzardarsi a scrivere. Ma che quasi nessuno può provare a mettere in pratica.

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Cartolina da Firenze
Matteo Puttilli, 10 January 2020

Chi abbia visitato Firenze nell’ultimo periodo si sarà accorto di una nuova componente del paesaggio commerciale filtrato dalle vetrine del centro storico, vale a dire la proliferazione di esercizi di ristorazione – non soltanto ristoranti e trattorie, ma anche pizzerie, bar e caffè – che espongono, all’interno di apposite celle frigorifere vetrate, grandi e vistosi tagli di carne. Nella maggior parte dei casi, si tratta di porzioni di lombata di manzo da cui si prepara la famosa bistecca “alla fiorentina”, una delle pietanze maggiormente associate all’immagine di Firenze e considerata un’esperienza degustativa da non perdere nella visita alla città.

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Redazione, 27 September 2019

Giovedì 3 ottobre alle 17 e 30, presso la biblioteca Giuseppe Guglielmi di Bologna (via Marsala 31), si svolgerà l'incontro “Guardare con insistenza. Luoghi e paesaggi nella fotografia di Guido Guidi”, nell'ambito della rassegna di incontri “Patrimoni, paesaggi, idee_Ibc incontra”.

Guido Guidi, fotografo e docente di Fondamenti fotografici allo Iuav di Venezia, dialogherà con Daniele De Luigi, curatore della Galleria Civica di Modena, Antonello Frongia, docente di Storia della fotografia all'Università Roma Tre, e Laura Moro, direttrice dell'Istituto Beni Culturali della Regione Emilia‑Romagna.

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Enrica Morlicchio, 20 November 2017

Al centro dell’immagine diramata a inizio novembre dall’agenzia Reuters vi è una profuga Rohingya, in fuga dalle persecuzioni birmane, che tenta di attraversare il fiume Naf, al confine tra Myanmar e Bangladesh. In basso a sinistra s’intravede una macchina fotografica appoggiata a terra. E un braccio possente di colore bianco in mezzo a un groviglio di esili braccia scure che tentano di tirare la donna fuori dal fango che sta per inghiottirla. La macchina fotografica e il braccio sono di un fotografo che in quella circostanza ha ritenuto più urgente e utile aiutare la donna, al limite delle sue forze, anziché documentarne la probabile morte. Grazie a una schiera di fotografi e fotografe appassionati e coraggiosi, in questi anni di grandi migrazioni forzate è stato possibile raccontare l’indicibile.

Il piccolo Alan Kurdi riverso senza vita sulla spiaggia, gli orfani nigeriani sopravvissuti al naufragio che si stringono in un abbraccio disperato, il giovane uomo che tenta di mettere in salvo il figlio attraverso il filo spinato sono protagonisti di immagini che sono possenti non solo per il turbamento che trasmettono, ma anche per la qualità dell’inquadratura. Chiamano in causa l’umanità del fotografo, ma anche la sua professionalità. Eppure, ci dice quel braccio che tira fuori la donna, in alcune circostanze essere testimoni del nostro tempo è un compito eticamente molto più complesso, che non riguarda solo il nostro modo di osservare gli avvenimenti e la nostra abilità nel descriverli, ma anche di viverli. 

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Beatrice Cassina, 25 November 2011

Siamo arrivati a Shatila – alcuni giornalisti libanesi, il fotografo palestinese Ramzi Haddar ed io - con la jeep piena di macchine fotografiche usa e getta, fogli, matite e qualche libro di fotografia, giusto per dare un’idea di quello che sarebbe stato spiegato in quella classe.

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