Rivista il mulino

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EMILIA-ROMAGNA
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Le elezioni in Emilia-Romagna
Bruno Simili, 27 January 2020

Il primo treno della mattina lascia Vignola poco dopo le sei. Lungo il tragitto si ferma sedici volte e raccoglie via via chi pendola sul capoluogo, a cominciare dagli studenti e da chi a Bologna lavora. C’è una corsa ogni ora, più qualcun’altra a inizio giornata. Idem al ritorno, quando l’ultimo treno se ne va dalla Stazione centrale alle venti e diciotto. Per i ritardatari, un bus parte un’ora dopo, ma è l’ultima possibilità per tornare a casa. È sempre pieno, per lo più di immigrati che rientrano dopo una giornata di lavoro: dall’edilizia e dai servizi, badanti, infermiere; e venditori con il saccone ancora pieno di mercanzia. Un treno analogo copre l’asse che ripercorre quello della ottocentesca ferrovia Bologna-Portomaggiore verso la provincia di Ferrara: attraversa Budrio, il paesone della bassa immersa nella nebbia che cerca di togliersi di dosso la cronaca nera di Igor e il ricordo della recente alluvione. Poi c’è la Porrettana, vecchia di oltre un secolo e mezzo, che corre lungo un percorso di grande bellezza sino a Pistoia attraversando Porretta Terme. I piccoli convogli, gestiti da Trenitalia, sono più scalcagnati, e non è raro che vengano soppressi all’ultimo istante. Così tocca aspettare anche un’ora prima che arrivi il successivo. La maggior parte delle corse la domenica non c’è, tanto dei treni quanto dei bus, e per gli adolescenti che vogliono farsi un giro in città o nei centri commerciali della cintura spesso l’unica alternativa è farsi accompagnare in auto dai genitori.

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Anna Bosco, Francesco Ramella, 16 December 2019

Esiste ancora il "modello" dell’Emilia-Romagna? A giudicare dallo stato di apprensione con cui, a sinistra, si discute delle prossime elezioni regionali si direbbe proprio di no. Soprattutto dopo la sconfitta subita alle elezioni europee. Ma cos’era quello che Togliatti definì il laboratorio emiliano? Un modello di sviluppo, innanzitutto: che teneva insieme crescita economica e politiche sociali avanzate; dinamismo di mercato e regolazione pubblica; benessere privato e democratizzazione.

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Dal numero 5/19
Roberto Balzani, 07 November 2019

Le prossime elezioni regionali in Emilia-Romagna assumono, per unanime convinzione degli osservatori, il valore di un test emblematico sia per le trasformazioni in atto nella periferia italiana, sia per la tenuta del governo. L’Emilia-Romagna, infatti, appartiene, con la Toscana e l’Umbria, a quel blocco di regioni italiane che, dal 1970, sono state guidate senza soluzione di continuità da esponenti della sinistra e poi del centrosinistra, finendo per costituire il cuore della subcultura politica «rossa».

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Cartolina dalla Bassa modenese
Giosuè David, 13 September 2019

Le elezioni europee dello scorso 26 maggio hanno portato la Lega di Salvini come primo partito in Italia: un’ascesa non del tutto inaspettata, ma sicuramente un dato importante per il nostro Paese, soprattutto in una regione quale l’Emilia Romagna,

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Dove portano le richieste di autonomia da parte della ex regione rossa?
Gianfranco Viesti, 02 July 2019

Uno degli aspetti più interessanti delle complesse e assai importanti vicende dell’autonomia regionale differenziata è che le richieste non provengono solo da regioni a guida leghista, e cioè Veneto e Lombardia, ma anche dall’amministrazione regionale dell’Emilia-Romagna, a guida Pd.

Vi sono importanti differenze. Sotto il profilo del processo, in Emilia-Romagna – a differenza degli altri due casi – si è proceduto per via amministrativa,

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