Rivista il mulino

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GOVERNABILITÀ
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Gianfranco Viesti, 02 May 2017

Il referendum consultivo «per l’autonomia» che si dovrebbe tenere in Lombardia e in Veneto il 22 ottobre prossimo è una preoccupante iniziativa politica, volta a sollecitare forme di egoismo territoriale, contro la quale sarebbe opportuno esprimersi, specie nei territori coinvolti, in modo chiaro.

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Paolo Pombeni, 18 April 2017

È tornata in campo, tiepidamente, la storia della contrapposizione fra politici e tecnici, a volte con la solita citazione della frase attribuita a De Gasperi: «Il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni». A prescindere dal fatto che in quella frase si parla di statisti e non di tecnici, in tutto questo dibattito c’è una bella quota di ipocrisia (e passi), ma soprattutto una sottovalutazione dei termini complessivi del problema.

Partiamo da una constatazione semplice: lo statista guarderà senz’altro al futuro, ma se poi perde le elezioni non lo costruisce. De Gasperi ne era perfettamente consapevole e infatti fece molte azioni anche decisamente «politiche» per non perdere l’amplissimo consenso che si era costruito con un partito come la Dc postbellica, che volle, nonostante opposizioni interne, un partito pigliatutto.

Il problema, allora, non è la presunta contrapposizione che esisterebbe fra politici (leggasi: uomini di partito) e tecnici (leggasi: persone che antepongono o dovrebbero anteporre la loro credibilità professionale alla ricerca del consenso). Ciò che divide le due categorie non è una diversa logica, ma un diverso percorso di analisi dei problemi in campo. Parliamo naturalmente del caso in cui da una parte e dall’altra ci siano gli strumenti e le capacità per affrontare questi percorsi, il che, nell’uno e nell’altro caso, spesso non succede.

La questione di fondo è la possibilità o meno di mettere il Paese davanti alle responsabilità che derivano dalla situazione in cui si trova. Il cosiddetto tecnico pensa in genere che sia poco sensato mistificare la durezza dei problemi, visto che prima o poi essa si imporrà da sola. Il cosiddetto politico pensa invece che la pubblica opinione in generale non sia in grado di misurarsi con una realtà sgradevole e che dunque sia opportuno fargliela accettare come la famosa pillola, cioè rivestita di un bel po' di zucchero.

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Michele Salvati, 06 March 2017

Qualche giorno fa Adriana Cerretelli ha scritto sul “Sole-24ore” un bell’articolo dal titolo “Il fattore I”: “I” come Italia o come Instabilità, che poi è lo stesso.

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La governabilità e la possibilità di andare avanti con le riforme dopo la sentenza della Consulta
Michele Salvati, 27 January 2017

La situazione politica italiana lascia poche speranze a chi crede che, nelle attuali democrazie, agli elettori debbano essere prospettate alternative semplici e chiare. Una persona simbolo – un candidato presidente del Consiglio – è solo uno dei modi in cui queste alternative possono essere rappresentate

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A questo punto occorre rassegnarsi a una coalizione riformista contro i populismi
Michele Salvati, 09 January 2017

Sopravvalutare il significato e le ripercussioni del voto negativo sul referendum costituzionale è difficile: l’intera prospettiva politica che aveva sorretto l’azione del governo Renzi rischia di frantumarsi contro il responso delle urne e per ora l’incertezza regna sovrana. 

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