Rivista il mulino

LIBERTÀ
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Arnaldo Testi, 27 January 2021

Forse è la lingua spagnola che da un tono militante e arruffa-popolo a certe affermazioni, ma no, «libertad y justicia para todos» non è uno slogan chavista o peronista.

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Luca Demontis, 15 May 2020

La grande confusione di questi giorni evidenzia uno dei tratti più profondi e duraturi del carattere italiano: patrioti nelle emergenze, particolaristi davanti al primo spiraglio di luce. Per una classe politica che

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Gennaro Carotenuto , 23 March 2020

Il virus giustifica la limitazione della libertà di circolazione. È limitata all’immediatezza delle rispettive abitazioni (non tutte confortevoli o salubri), nel comune di residenza in Italia, nella sospensione dello spazio Schengen in Europa.

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Scoppia il caso «la zanzara»
Alessandra Gissi, 16 March 2020

Il pomeriggio del 16 marzo 1966 due studenti e una studentessa del liceo classico Parini di Milano vengono invitati a presentarsi nello studio del sostituto procuratore

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Anche dopo la sentenza del Consiglio di Stato francese l’insofferenza sociale rimane grave
Valeria Ottonelli, 29 August 2016

In molti, venerdì scorso, hanno salutato con sollievo la sentenza del Consiglio di Stato francese che ha dichiarato illegittima l’ordinanza anti-burkini del comune di Villeneuve-Loubet. In Francia, dove i sindaci degli altri comuni coinvolti hanno già dichiarato di voler ignorare la sentenza ed è partita la campagna per l'approvazione di una legge anti-burkini, la polemica non finirà qui. Ma all’estero, complice anche l’imminente fine della stagione balneare, questo spiacevole tormentone estivo molto probabilmente sarà presto dimenticato. Con le polemiche sul burkini, possiamo sperare di lasciarci alle spalle anche l’ennesima fiammata di femminismo per conto terzi e le stucchevoli discussioni sulla libertà delle donne musulmane.

In questa circostanza, paradossalmente, sono stati proprio i sindaci autori delle ordinanze e la sentenza con cui il tribunale amministrativo di Nizza ha inizialmente convalidato tali misure a chiarire in modo lucido e onesto il vero punto della questione. Lo scopo dell’ordinanza non era affatto proteggere la libertà delle donne, ma rispondere a un’affermazione identitaria che veniva percepita come una provocazione inaccettabile e un gesto di sfida alle istituzioni. La libertà delle donne, in questo contesto, compare per così dire fra virgolette, cioè come segnaposto per qualcosa d'altro. Il burkini segnala un’appartenenza religiosa e culturale che ha, fra le sue connotazioni più odiose agli occhi occidentali, la richiesta di un abbigliamento «modesto» e la sua presenza sulle spiagge francesi è stata percepita - giustamente - come il risultato di un atto deliberato, cioè libero, di affermazione di quell’appartenenza attraverso uno dei suoi simboli più controversi, e in quanto tale dotato di una spiccata valenza politica. Un atto libero anche perché gratuito in modo quasi strafottente, dato il contesto: uno statement politico, la rivendicazione della propria appartenenza, ma in stile balneare.

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