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DEMOCRAZIA
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Il quarto referendum costituzionale della nostra storia non è meno importante dei precedenti
Nicola Pedrazzi, 22 February 2020

Per la quarta volta nella storia della Repubblica, i cittadini italiani sono chiamati ad approvare o rigettare per via referendaria una modifica della propria Carta fondamentale

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Federico Finchelstein, 04 February 2020

C'è stato un tempo in cui i fascisti non facevamo mistero di essere fascisti. Era l’epoca del fascismo che sino al 1945 ha governato una parte non piccola del mondo. La settimana che si è appena conclusa ha segnato il 75° anniversario dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, l’“opera” più nota di quella stagione terribile, e dovrebbe indicare la nostra lontananza da quei tempi. Eppure il fascismo è ancora in mezzo a noi.

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Dal numero 6/19
Gianfranco Pasquino, 16 January 2020

Se non c’è democrazia nel Partito socialdemocratico tedesco, che cerca di introdurre la democrazia nel sistema politico della Germania imperiale e lotta per ottenerla, la democrazia non potrà mai affermarsi. Al contrario, si imporrà, scrisse memorabilmente Robert Michels, «la legge ferrea dell’oligarchia»

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Dal numero 6/19
Nadia Urbinati, 16 January 2020

I discorsi sulla «crisi» della democrazia, abbondanti nella letteratura scientifica e giornalistica del nuovo millennio, aggiungono ambiguità alla già densa condizione di incertezza che caratterizza i processi politici in corso in tutte le democrazie costituzionali. Ha scritto David Runciman che «democrazia» e «crisi» sono difficilmente separabili, e le storie di successo e quelle di difficoltà sono inevitabilmente intrecciate.

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Marina Calculli, 20 December 2019

C’è una tendenza paradossale che attraversa oggi i movimenti di protesta nel mondo: i manifestanti sfidano il sistema politico, eppure si definiscono ‘apolitici’. Il paradosso è lampante quando si ascoltano le domande degli attivisti contro le autorità nazionali o l’ordine globale. Ma scrutando più da vicino questa strana popolarità dell’apolitico, l’impressione è che i movimenti stiano piuttosto cercando un linguaggio smarrito per poter articolare politicamente la propria contestazione, contro una élite che ha sfigurato l’essenza della politica, ossia la dialettica ideologica.

Dalla crisi economica del 2008 sono cresciuti nel mondo i movimenti “apolitici” o “apartitici”. Accanto al movimento no-global, la cui linea ideologica è chiara ma più datata,

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