Rivista il mulino

UNIONE EUROPEA
Francesco De Palo, 15 March 2012

Le candele di Kavafis. I giorni futuri, scriveva Kavafis, stanno avanti a noi come una fila di candele accese, dorate, calde e vivide. Chissà cosa direbbe il celebre poeta osservando come la malapolitica ha ridotto l’Ellade di oggi.

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Piero Ignazi, 20 February 2012

I politici tedeschi non sono mai stati un modello di virtù cristalline. Negli anni Ottanta uno scandalo finanziario travolse l’intera dirigenza del partito liberale e in seguito lo stesso padre della patria riunificata, Helmut Kohl, dovette subire gli strali della giustizia per finanziamenti illeciti al partito. I casi di corruzione di vario genere non sono estranei alla vita politica tedesca. Non per nulla in Germania si diffuse fin dagli anni Novanta un sentimento di fastidio nei confronti della politica e dei partiti, bollato dall’allora presidente della Repubblica tedesca Richard von Weizsacker come "Politik und Parteienverdrossenheit". Atteggiamenti da primi della classe pronti ad ammonire e redarguire altri Paesi per le loro manchevolezze sono quindi del tutto fuori luogo.

Purtroppo è prevalso questo riflesso nella politica europea della Germania. In questi ultimi anni la cancelliera Angela Merkel si è dimostrata disastrosamente inadatta al ruolo di leader continentale che le circostanze le assegnavano. Invece di guidare con mano ferma ma con atteggiamento cooperativo la crisi economica dell’Unione, ha badato ai propri interessi nazionali. Ha potuto farlo grazie alla debolezza politica della Francia di Nicolas Sarkozy, francamente patetico nella sua impotente burbanza durante le conferenze stampe comuni con la cancelliera, all’inesistenza italiana (to say the least…) e alle difficoltà interne degli altri Paesi di media grandezza come Spagna e Polonia.  

La Germania ha avuto per la prima volta l’opportunità di occupare un ruolo di leadership “palese”.  Solo che ha occupato lo spazio lasciato libero dalle altrui inadeguatezze senza esercitare una leadership in senso proprio. Angela Merkel non sta guidando l’Europa fuori dalle difficoltà dell’Unione.

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Renata Semenza, 15 February 2012

Le crisi economiche hanno storicamente avuto un impatto di genere sulla struttura occupazionale, con conseguenze differenti su donne e uomini, soprattutto in una prospettiva di lungo periodo. Un fatto noto è che il capitalismo abbia utilizzato la forza lavoro femminile per assorbire gli shock economici

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Francesco De Palo, 12 January 2012

Tsunami familiare. Crisi non è solo quando aumentano le tasse, o quando lo spread incombe, o quando le saracinesche dei negozi chiudono. Crisi è anche e soprattutto quando si innesca un cortocircuito sociale che produce disfunzioni nei rapporti e nei nuclei familiari.

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Stefano Bottoni, 10 January 2012

Viktor e gli indignati. Negli ultimi giorni sembrano essersi avverate le più fosche previsioni sul futuro del Paese. L’esecutivo guidato da Viktor Orbán è giunto a un bivio secondo alcuni; in un vicolo cieco senza ritorno secondo altri.

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