Rivista il mulino

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WELFARE
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L'emergenza sanitaria fa emergere nuove povertà: come contrastarle?
Enrica Morlicchio, Chiara Saraceno, 08 April 2020

L’emergenza in atto ha portato alla luce in modo drammatico le difficoltà che il sistema di Welfare italiano incontra sia nel proteggere davvero tutti i tipi di lavoratori dalla perdita, o riduzione, del lavoro e relativo reddito, sia nell’elaborare forme di protezione innovative per le nuove figure sociali che si trovano ad affrontare i cosiddetti “nuovi rischi”: lavoratori a termine e occasionali, a partita Iva, pseudo-freelance (ad esempio i rider), colf e badanti. L’emergenza ha per di più fatto vedere, anche a chi fingeva di ignorarlo, come il lavoro nero sia spesso, sebbene non sempre, un lavoro di sussistenza per mancanza di alternative, perso il quale si rimane privi di tutto, anche di protezioni, a meno di non accettare quella della criminalità organizzata.

A fronte di questa situazione il governo ha proceduto dapprima allargando la platea di lavoratori inclusi nei sistemi di protezione esistenti, e introducendone una nuova per alcune categorie (autonomi, partite Iva) che finora ne erano prive, confermando peraltro l’impianto frammentato ed eterogeneo che continua a lasciare fuori alcune categorie di lavoratori pur regolarmente assunti, in primis badanti e colf escluse esplicitamente dalla cassa integrazione.

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Corrado Del Bò, 06 April 2020

Quando si parla di diritto alla salute, di solito si pensa a due cose: che le istituzioni mettano in atto una serie di misure appropriate per prevenire il più possibile che le persone si ammalino e che quando ci si ammala si possa essere curati

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Nulla bisogna avere senza sacrifici e senza mostrare meritevolezza ai gratuiti censori
Enrica Morlicchio, Enrico Pugliese, 16 December 2019

Quando, all’inizio del Novecento, lo studioso inglese Seebohm Rowntree elaborò il suo metodo di calcolo del “minimo vitale”, uno dei primi esempi di rilevazione empirica della povertà, incluse tra i bisogni che andavano garantiti anche quello di comprare “bambole, biglie o dolciumi” ai bambini e “vestiti graziosi” alla moglie, di concedersi uno svago come consumare una birra al pub o prendere parte a un concerto popolare, di pagare le spese postali per inviare una lettera ai parenti lontani.

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Anna Bosco, Francesco Ramella, 16 December 2019

Esiste ancora il "modello" dell’Emilia-Romagna? A giudicare dallo stato di apprensione con cui, a sinistra, si discute delle prossime elezioni regionali si direbbe proprio di no. Soprattutto dopo la sconfitta subita alle elezioni europee. Ma cos’era quello che Togliatti definì il laboratorio emiliano? Un modello di sviluppo, innanzitutto: che teneva insieme crescita economica e politiche sociali avanzate; dinamismo di mercato e regolazione pubblica; benessere privato e democratizzazione.

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Marco Trentini, 27 November 2019

I precari possono essere considerati un gruppo sociale o la precarietà è una condizione individuale? Quali politiche si possono mettere in atto? Maurizio Ferrera risponde a questi interrogativi ne La società del Quinto Stato (Laterza, 2019) un libro agile per numero di pagine e stile di scrittura, in cui non si limita a descrivere le trasformazioni in atto nel lavoro, ma presenta anche una proposta di riforma del Welfare.

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