Rivista il mulino

SANITÀ
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Pietro Ghezzi, 16 November 2020

Il comunicato stampa con cui la statunitense Pfizer ha annunciato di avere un vaccino efficace contro il Covid-19 è stato rilanciato dalle agenzie di tutto il mondo. Tante le domande: quanto durerà la copertura, chi lo riceverà per primo, perché un comunicato stampa ma non i dati, quali i conflitti di interesse. Poiché apprendiamo queste informazioni dai media e le sentiamo ripetute da medici e scienziati spesso ideologizzati (che interpretano la situazione con una prospettiva influenzata dalla loro ideologia), può essere utile fare il punto sui meccanismi dell’immunità e i suoi aspetti sensibili agli aspetti ideologici.

La polarizzazione ideologica. La pandemia ha reso visibili molti punti deboli del sistema e posto l’attenzione sul sociale. Boris Johnson, a marzo, ha dichiarato che “una società esiste”, capovolgendo l’affermazione di Margaret Tatcher del 1987 (“la società non esiste, ma solo individui”), il che spiega la levata di scudi di partitini e di gruppi di pressione pseudo-culturali neoliberisti (“liberali”, in Italiano). Questi movimenti hanno una grande parte nella polarizzazione del discorso scientifico così come, da posizioni opposte, l’applicazione alla scienza della “cancel culture”.

Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine: in tutto ciò che riguarda il Covid si assiste a una polarizzazione: l’idrossiclorochina e l’immunità di comunità (posso evitare il termine “gregge”?) sono di destra; il dexametasone e l’uso massimale di mascherine di sinistra. Sindacati e sinistra sono i falchi del lockdown; le destre le colombe del riaprire tutto – alleate con i neoliberisti che ormai confinano con i negazionisti del “è solo un’influenza”. Gli scienziati si adeguano: cominciano le destre con la Great Barrington Declaration, sponsorizzata da un think-tank “libertarian”; a sinistra rispondono con il John Snow Memorandum. Il governo Inglese ha un proprio comitato tecnico scientifico, il Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage); subito altri ricercatori hanno costituito un “Independent Sage” alternativo (complementare?),

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Alessandro Tolomelli, 13 November 2020

Possiamo dire ancora una volta, mi pare, che gli italiani danno il meglio di sé solo quando sono con le spalle al muro, mentre non appaiono in grado di agire in modo da anticipare possibili rischi futuri. Quanto è accaduto dal 4 maggio 2020 ad oggi appare come una ulteriore conferma di questa tendenza.

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Roberto Santaniello, 28 September 2020

Un discorso “anima e cuore” quello che Ursula von der Leyen ha pronunciato la scorsa settimana di fronte al Parlamento europeo nel presentare lo “stato dell’Unione 2020”. 

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Dal numero 3/20
Nerina Dirindin, 09 July 2020

Grazie alla Costituzione e alla legge n. 833 del 1978, l’Italia ha potuto affrontare l’emergenza Coronavirus senza aggiungere alla sofferenza e alla paura la preoccupazione del costo di trattamenti che avrebbero potuto essere insostenibili per la gran parte delle famiglie italiane

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Rappresentazioni di pandemia immaginate o reali, dalla finzione televisiva alla realtà di un web confuso
Dario Giugliano, 11 June 2020

Oggi si chiamano serie televisive, nel secolo scorso si chiamavano sceneggiati. Ma cambia poco. Si trattava e si tratta di una storia, che usa il medium delle immagini in movimento e del sonoro e che si sviluppa, a puntate, a partire da

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