Rivista il mulino

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ECONOMIA
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Un’azione di governo credibile / 3
Patrizio Bianchi, 29 August 2019

All’indomani della crisi di governo, il Partito democratico ha messo sul tavolo del confronto politico alcune questioni centrali. Tra queste, quella di una netta trasformazione strutturale della nostra economia per uscire dalla trappola mortale in cui tutta l’Europa è caduta.

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Il dibattito sulle sorti del Paese è pressoché assente, sostituito da molto rumore di fondo
Antonio Banfi, 30 July 2019

Straniamento: forse non c’è una parola più adatta per descrivere la sensazione che si prova osservando ciò che sta accadendo in queste settimane nel nostro Paese. Il dibattito pubblico è prevalentemente assorbito da questioni poco serie, o – per meglio dire – da questioni la cui gravità deriva più dal coinvolgimento che tali questioni generano piuttosto che dalla loro effettiva rilevanza. Detto in altri termini, il dibattito politico (se ancora così lo si può definire) è ormai appiattito su faccende di corto respiro

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Dal numero 3/19
Marco Leonardi, 08 July 2019

Si può ben dire che i governi di un Paese normale vengono giudicati per la loro capacità di gestire i conti pubblici e, contemporaneamente, incentivare la crescita. Nel ciclo annuale di bilancio, i documenti di finanza pubblica fondamentali sono tre: il documento di economia e finanza (Def) presentato dal governo in primavera;

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Bruno Simili, 20 June 2019

Trecento pagine fitte, di cui venticinque di glossario, per illustrare una situazione assai seria. Non tanto e non solo per l’analisi dell’oggi, quanto (ancora una volta) per le prospettive. Il Rapporto annuale 2019 dell'Istat, intitolato La situazione del Paese e presentato a Montecitorio dal neo presidente Giancarlo Blangiardo, non lascia aperti molti varchi all’ottimismo. E – di certo involontariamente ma purtroppo inevitabilmente – rappresenta in forma non troppo plastica eppure a suo modo sempre affascinante lo stato dell’arte di un’Italia che arranca, a partire dai dati economici.

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Bruno Simili, 14 June 2019

Il 26 maggio, alle europee e alle amministrative, e domenica 9 giugno per il secondo turno delle comunali, gli elettori che hanno deciso di andare a votare – il 56% alle europee, il 60% in media alle amministrative – hanno in larga parte premiato la Lega di Salvini.

Ma, a livello europeo, il successo dei sovranisti che molti temevano non c’è stato, o almeno non è stato tale da alterare profondamente i rapporti di forza all’interno del nuovo Parlamento europeo.

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