Rivista il mulino

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ITALIA
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Paolo Pombeni, 01 June 2017

L’accordo piuttosto ampio che sembra si sia trovato su una riforma elettorale che si ispira al modello tedesco riflette al momento una semplice realtà: ciò che interessa ai partiti importanti è contarsi e contenere le fughe degli elettori

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Carlo Sorrentino, 10 May 2017

Avanza inesorabilmente nel nostro Paese la categoria politica del ripensamento.

Che si tratti della legge sulla legittima difesa, oppure soltanto della squalifica del calciatore Muntari

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Al di là delle identità preconfezionate e monolitiche
Ugo Rossi, 20 March 2017

Per ragioni che possono ritenersi di origine anzitutto storico-geografica, la «questione urbana» di Napoli sfugge a schemi interpretativi consolidati e monodirezionali.

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Paolo Segatti, Stefano Camatarri, 14 March 2017

L’eurofilia degli italiani è finita da un pezzo. Come da tempo è finito il disinteresse per le istituzioni europee, e le due cose sono associate. Facile pensare bene di una istituzione della quale si sa poco

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Al di là del mito delle riforme strutturali, per crescere occorre recuperare una visione più pragmatica
Gianfranco Viesti, 06 March 2017

Si registra un certo consenso, fra i pochi che si occupano delle caratteristiche strutturali dell’economia italiana, riguardo al fatto che una parte significativa delle nostre debolezze dipenda dal numero molto limitato di grandi imprese, e in generale dalla modestia dei fenomeni di crescita dimensionale. Nessuno sogna di diventare come la Germania o gli Stati Uniti; il tema è rafforzare alcune delle caratteristiche del nostro capitalismo, come ad esempio ben argomentano nel loro recentissimo libro il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, e Anna Giunta.

Perché è cambiato il mondo. La dimensione serve per radicarsi in mercati grandi, nuovi, lontani, difficili; per dar vita e controllare catene internazionali di fornitori; per utilizzare al meglio le grandi possibilità offerte dalle nuove tecnologie; per finanziare ricerca, innovazione, marketing, design, che sono armi competitive imprescindibili specie da quando non è più disponibile la svalutazione; perché la crescita delle imprese migliori aiuta la riallocazione di capitale e lavoro. Ma vi è di più: imprese medie e grandi servono al Paese. Favoriscono lo sviluppo delle piccole; assumono giovani laureati qualificati; diffondono buone pratiche manageriali; incubano al loro interno quadri e dirigenti che divengono nuovi imprenditori. Purtroppo, i cambiamenti dell’economia italiana sono di segno opposto: si assottiglia sempre più il plotone delle nostre più grandi imprese; e la crisi ha ridotto numericamente anche il gruppo delle medie. Nell’abbigliamento, Benetton fattura un miliardo, Zara e H&M nel complesso più di venti.

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