Rivista il mulino

STATI UNITI
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Redazione, 23 February 2021

Venerdì 26 febbraio alle ore 18:30, in collaborazione con «Pandora Rivista», si terrà la presentazione della sezione «Gli Usa dopo Trump» del n. 6/2020

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Maurizio Vaudagna, 19 February 2021

Si è conclusa la vicenda senza precedenti di un presidente degli Stati Uniti sottoposto a procedura di impeachment due volte in quattro anni e due volte assolto. Per quanto destinato all’insuccesso,

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L’Italia e il nuovo governo hanno opportunità importanti nell’arena internazionale. Il dibattito politico latita su questioni di politica estera
Andrea Ruggeri, 08 February 2021

È indubbio che Mario Draghi – se riuscirà a ottenere la fiducia – avrà priorità di politica domestica. L’emergenza sanitaria e la campagna di vaccinazione sono questioni centrali.

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Arnaldo Testi, 27 January 2021

Forse è la lingua spagnola che da un tono militante e arruffa-popolo a certe affermazioni, ma no, «libertad y justicia para todos» non è uno slogan chavista o peronista.

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Tiziano Bonazzi, 27 January 2021

Più si legge il discorso inaugurale di Joe Biden del 20 gennaio scorso più si sente il soffio di Abraham Lincoln. Molti commentatori hanno scritto che Biden ha pronunciato un discorso senza retorica, quasi sommesso, senza grandi aperture. Vero. Biden non ha l’abilità di Lincoln nel sollevare passioni e per di più, per tradizione e carattere, ama tenere un profilo basso; ma l’assorto, pensoso meditare sulla nazione, quell’espressione dolorosa e realista, «la democrazia è fragile», che egli ha usato, il richiamo all’errore drammatico dell’inimicizia che regna nel Paese per cui ogni avversario è un nemico, tutto ci riporta a Lincoln, il presidente che aveva una visione quasi mistica  dell’unità della nazione e che dovette combattere la più tremenda delle guerre civili per difenderla.

Esattamente come Lincoln Biden trova nelle istituzioni, nei documenti fondativi, la Dichiarazione di indipendenza e la Costituzione, la pietra su cui rifondare l’unità e da quei documenti trae il centro attorno a cui tutto ruota, We, the people of the United States – Noi, il popolo. Un noi ripetuto più volte che significa unità e Biden cita Sant’Agostino per dirci cos'è il popolo, «una moltitudine definita dai comuni oggetti del loro amore». Tuttavia, l’unità è «la cosa più elusiva» in una democrazia, un compito mai terminato: «c’è molto da riparare, da risanare, da costruire», un compito duro. Ed è ancora Lincoln a mostrare la strada. Lincoln, ricorda il neopresidente, mentre combatteva per difendere l’unità contro i secessionisti del Sud firmava il 1o gennaio 1863 l’Emancipation proclamation con cui liberava gli schiavi aprendo la strada a un allargarsi del noi. Sono i better angels, gli angeli migliori che sono in noi, un’altra citazione da Lincoln, che in quella come in tante altre occasioni hanno salvato gli americani. Il parallelo non è retorica, ma ossatura, struttura di un’unità mai garantita, al pari della democrazia, perché, dice Biden, «la nostra storia è stata una continua lotta fra l’ideale americano per cui siamo tutti nati uguali e la realtà violenta del razzismo, del nativismo, della paura, della demonizzazione che ci ha smembrato». E questa lotta non può per lui che avere un nome, quello di Martin Luther King, che proprio a Washington parlò del suo «sogno», e una speranza «il giuramento della prima donna eletta a un ufficio nazionale, Kamala Harris».

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