Rivista il mulino

POLONIA
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Malgorzata J. Lewandowska, 02 November 2020

L’aborto in Polonia: storia di un diritto negato. Sono nata nel 1984 a Varsavia. In Polonia c’era ancora il regime comunista, c’era grigiore, gli scaffali dei negozi erano vuoti e fare un viaggio in Europa occidentale era quasi impossibile. All’epoca però vigeva una delle normative sull’aborto più progressiste del Vecchio continente.

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Marcello Flores, 16 May 2020

Il 7 maggio, giorno in cui si festeggia in Russia la vittoria sovietica contro il nazismo, nella città di Tver’ la polizia, su ordine della Procura, ha rimosso due targhe commemorative che erano state sistemate sulla facciata del vecchio palazzo della polizia segreta nel 1991. 

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Jan-Werner Müller, 01 February 2016

La svolta autoritaria della Polonia ha fatto scattare un campanello d’allarme in tutta l’Unione europea e nella Nato. A pochi mesi dal suo arrivo al potere, a fine ottobre, il partito Diritto e Giustizia di Jarosław Kaczyński (in polacco Prawo i Sprawiedliwość, PiS) ha attaccato la Corte costituzionale del Paese, ha politicizzato la magistratura e il pubblico impiego e ha cominciato a limitare il pluralismo dei media. 

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Carla Tonini, 14 October 2015

Elezioni in Polonia: chi vince e chi governa. Il 25 ottobre la Polonia andrà alle urne per eleggere 460 deputati al Parlamento e 100 senatori. La sfida principale è tra i due partiti maggiori: la Piattaforma civica (Po), al governo da otto anni, e Diritto e Giustizia (PiS). Il PiS di Jaroslaw Kacynski è favorito in tutti i sondaggi,

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Valentina Lo Surdo, 20 December 2011

Avevo paura a incontrare Leopold Kozlowski. Sapevo che avrei guardato negli occhi un uomo leggendario, vecchissimo ma con i pensieri guizzanti di un ragazzino, acuminati anzi, e proverbialmente umorale. Mi sono incamminata verso Kazimierz, cuore pulsante della comunità ebraica di Cracovia, rimuginando su cosa avrei potuto chiedere io a L’ultimo klezmer, come sono intitolati un libro e un film in suo omaggio.

Superata la soglia della Klezmer Hois, la casa-teatro-rifugio-ristorante dove il cantore riceve gli amici e suona la sua musica a qualsiasi ora, ecco Leopold con i suoi novantatre anni, immobile sulla sua sedia davanti a una tazza di caffè. Senza darmi il tempo di chiedere mi risponde: «Sono nato nell’ex Polonia orientale, nella cittadina di Przemyslany. Da ragazzo avevo sentito parlare parecchio di Kazimierz». Inizia così il racconto dell’aedo, un racconto che mi avrebbe condotto attraverso le arterie del klezmer, in apnea per quattro ore nell’anatomia del dolore.

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