Rivista il mulino

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RIFORME
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Sessant’anni di Europa
Antonio Padoa-Schioppa, 23 March 2017

A sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma, è più che mai urgente interrogarsi sulle linee istituzionali del futuro governo dell'Unione

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Al di là del mito delle riforme strutturali, per crescere occorre recuperare una visione più pragmatica
Gianfranco Viesti, 06 March 2017

Si registra un certo consenso, fra i pochi che si occupano delle caratteristiche strutturali dell’economia italiana, riguardo al fatto che una parte significativa delle nostre debolezze dipenda dal numero molto limitato di grandi imprese, e in generale dalla modestia dei fenomeni di crescita dimensionale. Nessuno sogna di diventare come la Germania o gli Stati Uniti; il tema è rafforzare alcune delle caratteristiche del nostro capitalismo, come ad esempio ben argomentano nel loro recentissimo libro il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, e Anna Giunta.

Perché è cambiato il mondo. La dimensione serve per radicarsi in mercati grandi, nuovi, lontani, difficili; per dar vita e controllare catene internazionali di fornitori; per utilizzare al meglio le grandi possibilità offerte dalle nuove tecnologie; per finanziare ricerca, innovazione, marketing, design, che sono armi competitive imprescindibili specie da quando non è più disponibile la svalutazione; perché la crescita delle imprese migliori aiuta la riallocazione di capitale e lavoro. Ma vi è di più: imprese medie e grandi servono al Paese. Favoriscono lo sviluppo delle piccole; assumono giovani laureati qualificati; diffondono buone pratiche manageriali; incubano al loro interno quadri e dirigenti che divengono nuovi imprenditori. Purtroppo, i cambiamenti dell’economia italiana sono di segno opposto: si assottiglia sempre più il plotone delle nostre più grandi imprese; e la crisi ha ridotto numericamente anche il gruppo delle medie. Nell’abbigliamento, Benetton fattura un miliardo, Zara e H&M nel complesso più di venti.

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Michele Salvati, 06 March 2017

Qualche giorno fa Adriana Cerretelli ha scritto sul “Sole-24ore” un bell’articolo dal titolo “Il fattore I”: “I” come Italia o come Instabilità, che poi è lo stesso.

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La governabilità e la possibilità di andare avanti con le riforme dopo la sentenza della Consulta
Michele Salvati, 27 January 2017

La situazione politica italiana lascia poche speranze a chi crede che, nelle attuali democrazie, agli elettori debbano essere prospettate alternative semplici e chiare. Una persona simbolo – un candidato presidente del Consiglio – è solo uno dei modi in cui queste alternative possono essere rappresentate

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Le novità introdotte dal governo in materia di esami di Stato e valutazione degli studenti
Mauro Piras, 27 January 2017

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri delle deleghe della Legge 107/2015 (la cd. «Buona scuola»), si è molto discusso sulle nuove regole in merito alla valutazione degli studenti e agli esami di Stato.

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