Rivista il mulino

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RIFORME
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Paolo Pombeni, 01 June 2017

L’accordo piuttosto ampio che sembra si sia trovato su una riforma elettorale che si ispira al modello tedesco riflette al momento una semplice realtà: ciò che interessa ai partiti importanti è contarsi e contenere le fughe degli elettori

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Gianfranco Viesti, 22 May 2017

Il piano inclinato, di Romano Prodi (Il Mulino, 2017), è una ventata d’aria fresca nella discussione sulle politiche di sviluppo del nostro Paese. Su come uscire dalla crisi. Un libro di contenuti, di cose che si possono e si debbono fare.

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Roberto Escobar, 15 May 2017

Ci sono i fatti, e poi c’è la percezione dei fatti. E nelle questioni relative alla sicurezza a contare sembra essere la percezione dei fatti. Prendiamo il caso del cosiddetto «ampliamento» della legittima difesa. Quali sono i fatti?

Nel 2015, anno cui risalgono le statistiche più recenti, sono stati rimandati a giudizio per eccesso di legittima difesa 136 cittadini, poi prosciolti nel 90% dei casi. Dov’è l’allarme sociale? Dov’è il vuoto legislativo? Eppure, la Camera ha legiferato, e con clamore. Leghisti e affini avrebbero voluto sancire la «presunzione assoluta di innocenza» per gli sparatori casalinghi. Insomma, avrebbero voluto sancire un sacrosanto diritto all’eccesso di legittima difesa (un caso evidente di analfabetismo giuridico). Sentendosi scavalcata a destra, la maggioranza ha tergiversato e ha prodotto un testo tragicomico. Ma ci siamo abituati (meno male che il Senato c’è, ha detto Pietro Grasso). Ci stupisce invece che un ramo del Parlamento abbia scelto di perder tempo discutendo una riforma inutile, almeno quanto ai fatti.

Ma lasciamo i fatti, e torniamo alla loro percezione. Ed è qui che la troviamo, l’utilità delle nuove norme sulla legittima difesa. È la stessa utilità che da ben più di vent’anni guida le scelte politiche. È la stessa utilità che dall’inizio degli anni Novanta si è fatta padrona del nostro immaginario, e che ha segnato e segna le fortune di partiti e movimenti, in primo luogo dei loro leader. Iniziata con la Lega, e con il suo uso programmatico della paura a fini di consenso, la politica della percezione è presto diventata prassi dominante, non solo a destra. È la paura, è la sua percezione sociale costruita dalla macchina mediatica della paura, che decide della politica (di quel poco che la finanza e l’economia lasciano alla politica).

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Michele Raitano, 05 May 2017

Il Jobs Act e il precedente decreto Poletti che, introdotto nel marzo 2014, portò a un’ulteriore deregolamentazione dei contratti a termine, muovevano dal presupposto che il mercato del lavoro italiano prevedesse norme eccessivamente rigide per l’assunzione e il licenziamento

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Sessant’anni di Europa
Antonio Padoa-Schioppa, 23 March 2017

A sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma, è più che mai urgente interrogarsi sulle linee istituzionali del futuro governo dell'Unione

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