Rivista il mulino

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Lunga vita a Facebook

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Il numero di settembre di «Wired» - il noto magazine statunitense - annunciava in copertina la morte del web e l’editoriale del direttore illustrava come la tradizionale funzione informativa stesse ormai cedendo il passo all’intrattenimento. Una recente ricerca della Nielsen Wire (ottobre 2010) non solo ha confermato questo dato, ma ha incoronato i social network come nuovi re del web. Gli utenti americani, in effetti, vi trascorrono un quarto del tempo passato su internet. I social network sono così divenuti la destinazione più popolare sul web: hanno già superato i motori di ricerca, i siti di informazione e di acquisto, i giochi online. Ma Facebook e gli altri, a cominciare da MySpace e Twitter, sono entrati anche nel lessico quotidiano degli italiani. Sempre più spesso, infatti, invece di scambiarsi un biglietto da visita o il numero di telefono, capita di rimanere in contatto con amici e conoscenti attraverso un invito su Facebook o un messaggio sulla bacheca del nostro social network preferito. Secondo gli ultimi dati Nielsen siamo la nazione che nel mondo passa più tempo su Facebook e i suoi fratelli: una media di quasi sei ore e mezzo al mese per ogni utente con una connessione a internet.

Il successo dei social network nasce dalla capacità di attrarre utenti diversi con bisogni differenti. Possiamo individuare tre tipologie di utilizzo: gestione della propria rete sociale (organizzazione e estensione); analisi della rete sociale altrui (esplorazione e confronto); espressione e controllo della propria identità sociale (descrizione e definizione). Allo stesso tempo, una serie di ricerche recenti condotte da psicologi dello Iulm e dell’Università Cattolica di Milano ha mostrato la capacità dei social network di produrre «esperienze ottimali», definite di «flusso» (flow), in grado di fornire una ricompensa intrinseca ai propri utenti. In altre parole, i social network sono in grado di fornire un’esperienza intrinsecamente gratificante, indipendente dallo specifico obiettivo per cui ci si avvicina a essi.

Rendono dunque maturo quel concetto di comunità virtuale introdotto con la nascita di Internet. In particolare, si differenziano dalle comunità virtuali precedenti per la capacità di far entrare in contatto il mondo reale e il mondo virtuale. Se, nei forum e nelle chat, il mondo reale e quello virtuale entravano raramente in contatto e comunque solo per esplicita volontà dei soggetti interagenti, nei social network questo avviene sempre, anche se i soggetti coinvolti non lo vogliono o non ne sono consapevoli. Un esempio a questo proposito è il fenomeno del tagging (etichettare) con cui nei social network è possibile associare a un «amico», indipendentemente dal fatto che sia o meno d’accordo, un’immagine in cui questo è presente. Da questo punto di vista i social network rappresentano il punto di arrivo di un processo di trasformazione che ha reso il computer uno strumento avanzato di knowledge management, con cui non solo gestire e condividere la conoscenza ma renderla parte della nostra esperienza e identità sociale (si veda la tabella seguente).

Attraverso questi nuovi media è infatti possibile, per la prima volta, creare reti sociali ibride – contemporaneamente costituite da legami virtuali e da legami reali – dando vita a un nuovo spazio sociale, l’«interrealtà», molto più malleabile e dinamico delle reti sociali precedenti. A caratterizzare l’interrealtà è proprio la fusione di reti virtuali e di reti reali mediante lo scambio di informazioni tra di esse. Ciò permette di controllare e modificare l’esperienza sociale e l’identità sociale in maniera totalmente nuova rispetto al passato, con rischi e opportunità spesso sottovalutati.

 

La trasformazione del computer

Fase

Information Technologies

Information & Communication Technologies

Knowledge Management Technologies

Periodo storico

1940-1970

1970-2000

2000-oggi

Ruolo del Computer

Strumentale

Comunicativo e informativo

Organizzazione, costruzione e condivisione di conoscenza

Modalità di relazione

Uomo-computer

Uomo-computer-uomo

Uomo-computer-rete

Strumenti

Foglio Elettronico e Database

E-mail e Internet

Web 2.0 e Social Network

Teorie

Teorie dell’informazione

Teorie della Comunicazione

Teorie di gestione della conoscenza, Scienza delle Reti e CyberPsicologia

 

 

p.s.:    L’Autore ha appena pubblicato I social network, Bologna, Il Mulino, 2010. Il volume ha un sito dedicato e una pagina Facebook.

p.p.s.:  I meno obsoleti tra i collaboratori a rivistailmulino.it ci hanno convinti dell’opportunità di inaugurare un profilo Facebook della rivista. Sicché, dopo vari tentennamenti, da qualche settimana ci siamo anche noi. Qui.

Comments
Luigi Bertuzzi, 14-12-2010, 02:56
Saluti dalla Thailandia; un altro dei paradisi che l'evoluzione del computer, brandita come "innovazione", rischia di farci perdere.

Il Logo delle Dolomiti Patrimonio dell'Umanità dovrebbe risvegliarci ... se riuscissimo a fermarci sull'analisi di qualsiasi situazione abbastanza a lungo per trarre qualche conclusione "nostra".

Se neppure gli intellettuali hanno il tempo per farlo .. resta solo sperare in iniziative che .. più dal basso non si può .. come organizzare incontri "Ciaspole" e "Ciacole" nel profondo nord ;-)
http://trovamiunnome.blogspot.com/2008/12/prove-dincontro-tra-mondo-reale-e.html ...
Luigi Bertuzzi, 22-11-2010, 18:59
La tabella sulla trasformazione del computer mi fa venir voglia di tentare un ragionamento.
In principio ci fu il computer. Ora c'è la rete.
Il computer serviva a far calcoli con velocità incredibile e ingestibile per la mente umana.
La rete potrebbe servire a gestire relazioni di complessità per noi impensabile.
Il computer si è trasformato inizialmente [sviluppo sistemi operativi e interfaccia uomo-macchina] in funzione di una relazione tra "produttore di tecnologia" e "ambiente utente" [tipo il CERN, per intenderci], fino a quando l'informatica è diventata un business [Bill Gates - un computer su ogni scrivania; Olivetti, la cara estinta - venture capital alla grande facendo i follower di Microsoft].
Da quando la rete esiste nessuno sembra aver ancora intuito che alla trasformazione del computer [da seguire con lo spirito da gadgettari che il business dell'informatica ci ha inulcato] si poteva / doveva sostituire la trasformazione della società.
M fermo qui. Non saprei come frasare il seguito :((

Il profilo FB della rivista!? Oh noi miseri :(((
Qui non si tratta di rischiare l'obsolescenza; si tratta di smettere di essere follower dell'evoluzione del computer; si tratta di scoprire che "fare rete" significa imparare ad adeguare la tecnologia ai problemi che s'incontrano per raggiungere le mete della "nostra" rete.

Vado a farmi una camomilla ;-)