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La politica dell'happy hour
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Il Paese tutto sta andando a escort – per esprimerci in inglesorum, che fa fino –, ma per fortuna c’è chi ci pensa. Prendiamo il caso dello Sgarbi Vittorio, in arte La Zattera della Libertà. Il Pdl è escluso dalle elezioni regionali del Lazio? Niente paura. Arriva il soccorso azzurro. Se non potete votare il capo, votate me, che sono anche meglio, urla il più incontinente dei tappabuchi. Già che c’è, promette sfracelli: «Ne faremo delle belle». E intende che i giudici del Tar, «ignoranti come le capre», ci han messo venti giorni per contare le 2.117 firme della sua lista (mentre una sua «collaboratrice archeologa lo ha fatto in venti minuti»). Ora perciò gli spettano due settimane in più di campagna elettorale, «altrimenti è fascismo, è regime». E chi se ne frega se il Casini Pier Ferdinando sulla questione è tiepido. È «uno che si fa i cazzi suoi», taglia corto, e invece io «mi faccio i cazzi miei». La differenza non è da poco. Non ne siete certi? Lo Sgarbi Vittorio ha di che farvi ragionare: «Se qualcuno mi dice di no, lo prendo a calci in culo».
Per restare al livello, c’è poi la Santanché Daniela. La quale prima si smarca («Non l’ho data per diventare sottosegretario, nemmeno al presidente»), e poi passa a regolamentare l’esercizio della prostituzione. Non per niente il suo sottosegretariato è quello dell’Attuazione del programma di governo. Basta con tutto questo vai e vieni di professioniste. D’ora in avanti esercitino nei bar e nei ristoranti, magari ai piani superiori, giusto per non interferire con l’happy hour. Quando poi osti e baristi prendon d’aceto, la Santanché Daniela dà prova di tutta la sua lungimirante capacità di governance. Invece che tra un cappuccino e una pajata, le escort – per tornare all’inglesorum – potranno dare il meglio di sé nei night club. Lì, giura, «ci sono stanze dove ci si può appartare». Le crediamo sulla parola.
Tutto questo ancora non vi mette tranquilli, quanto alle sorti della nazione? Allora fa per voi la pensata della Moratti Letizia. Che noia quell’impiccio comunista del mandato di perquisizione. Diamoci una mossa, e lasciamo che la polizia ci entri in casa abbattendo direttamente l’uscio. Naturalmente, solo allo scopo di debellare il più odioso dei crimini: la clandestinità. In proposito ha chiesto il solito decretino legge al Maroni Roberto. In prospettiva, il De Corato Riccardo – alias Tolleranza Nero... pardon, Zero – prevede come passerà il tempo libero. «Andremo casa per casa», gongola. Al confronto, «l’ordine regna a Varsavia» già sembra una goliardata.
Ma c’è dell’altro, anche quanto a senso dell’umorismo. Per esempio, c’è la proposta della Faenzi Monica, sindaco di Castiglione della Pescaia. La prossima estate i «vu cumprà» del litorale saranno contingentati: 25, più 8 gelatai e affini. La selezione avverrà per concorso. Termine per presentare la domanda: 7 aprile. Salvo decreti interpretativi. E ci sono poi i leghisti di San Sepolcro, Arezzo. Preoccupati della salute pubblica, distribuiscono per i mercati sapone liquido in bustina. Da usare in caso di contatto accidentale con immigrati, precisano (nel caso di contatto accidentale con pirla tesserati e certificati, non c’è niente da fare). E qui, ormai, non c’è alcun bisogno di interpretazione, né della controfirma del presidente della repubblica: se il paese ci va alla svelta, a escort, è quasi un colpo di fortuna. Che provino a dirci di no: noi sapremo dove prenderli a calci.
 

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