Rivista il mulino

Content Section

Central Section

immagine
Send to Kindle
Dal numero 2/2017
Interrealtà: reti fisiche e digitali e post-verità
rubrica
  • Culture
tag

Quando, agli inizi degli anni Novanta, ho iniziato a studiare l’impatto delle nuove tecnologie sulla nostra vita era normale con-trapporre il «mondo virtuale», che includeva i mass media e le tecnologie digitali, al «mondo reale», quello delle persone in carne e ossa e delle relazioni faccia-a-faccia. E in effetti era vero. Il mondo della comunicazione mediata e massmediale, chiaramente separato dall’utente e dai suoi comportamenti, entrava in contatto solo marginalmente con il mondo delle comunicazioni interpersonali, che invece raccontava i soggetti, i loro comportamenti e le loro emozioni.

Pensiamo per esempio al gesto di premere il tasto di un telecomando per cambiare canale. Penso di averlo fatto tantissime volte, e in molti casi con soddisfazione. Di solito quando iniziava la pubblicità, ma anche quando il programma era noioso o il presentatore irritante.

Che cosa accadeva quando cambiavo canale? A parte vedere qualcosa di diverso, niente. Nessuno al di fuori della stanza in cui mi trovavo sapeva che lo avevo fatto. Lo stesso valeva per il mondo di Internet. Bastava crearsi un «nickname» con cui accedere a una chat online e potevo essere chi volevo. E quando ne uscivo la chat rimaneva su Internet, mentre io continuavo a fare la mia vita normale.

Oggi la situazione è radicalmente cambiata. I nostri comportamenti all’interno dei social media non solo sono immediatamente visibili, ma mettono sempre in relazione la nostra soggettività con gli oggetti sociali che ci circondano. In altre parole, vedere un video su Facebook o dare un «mi piace» alla foto del mio amico non sono più eventi che riguardano solo me e la tecnologia. Anzi, al contrario, sono oggetto di raccolta e di studio da parte dei social media, che poi vendono queste informazioni ai loro inserzionisti. Ma c’è anche un aspetto meno evidente: i comportamenti messi in atto nei social media inevitabilmente posizionano me stesso in relazione ai diversi contenuti mediali e ai loro creatori.

 

 [L'articolo completo, pubblicato sul "Mulino" n. 2/17, pp. 326-334, è acquistabile qui]