Rivista il mulino

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Culture
Il suono verde di Cecylia
, November 30, 2011

Il verde. Ecco la prima parola che ho segnato nel mio diario di viaggio in Polonia. Dall’alto dell’ultima virata su Cracovia mi ha scosso un pensiero, fulminante: se vuoi capire questo Paese, devi ascoltare il sentimento del verde che i polacchi hanno nelle ossa. È un mare di erba e di boschi a perdita d’occhio, accecante, che si arrampica in cima agli alberi, spazia in larghe pianure, primeggia sulle colline.

Non restate folli
, November 15, 2011

Sono i vincenti, si sa, che scrivono la storia. Non solo i vincenti sul campo di battaglia: anche nel mondo della ricerca, nell’arte e nel mercato sono quasi sempre i vincenti a raccontare come le cose sono andate.

Il 12 giugno 2005 un vincente per antonomasia, Steve Jobs, pronunciò di fronte ai laureandi di Stanford un discorso

Firenze: la prospettiva è un gioco
, November 8, 2011

Firenze è un inganno. Sicura nel mostrare la sua sfacciata bellezza, quando cominci a darle del tu, la scopri inibita dal suo stesso splendore. Il passato riempie l’occhio come la cupola del Brunelleschi e nella via di fuga del futuro è difficile immaginare altro. Ma a inizio ottobre, la città si è giocata una chance audace, per farsi guardare da una prospettiva inedita: un occhio contemporaneo che ha spiato attraverso gli scorci più tipici, per scattare fotografie capovolte. Uno ieri rovesciato nell’oggi come un bicchiere lasciato a maturare, capace di inattesi lampi organolettici in una bevuta goduta senza reverenza.

L'uomo in fisarmonica
, October 14, 2011

Tutto tace in questa domenica che nel pomeriggio canterà, incoronando il vincitore della più prestigiosa gara musicale d’Abruzzo: il Concorso Internazionale di Canto “Maria Caniglia”. Sono a Sulmona per ascoltare quattro baritoni e due soprani coreani, un tenore cinese e un soprano ancora dalla Turchia, i finalisti della XXVIII edizione che ha contato la partecipazione di 107 candidati provenienti da 16 paesi, e che anche nel cuore dell’Italia rurale celebra lo stradominio dell’Estremo Oriente. Stamattina però il destino mi ha voluta in un cammino a ritroso, risalendo alle origini musicali di questa terra.

I silenzi di Matera
, October 5, 2011

Giungere quaggiù per caso è impossibile, da oltre diecimila anni. Sono questi i millenni che Matera porta sulle sue spalle di tufo, sospesa nella condizione eccezionale di isola terrestre, disgiunta dal resto d’Italia da una manciata di chilometri di ferrovia mai ultimata.

Scavata a mani nude per secoli e costruita con la stessa pietra estratta dal proprio ventre, dall’alto della sua storia gode di un singolare rapporto con il tempo: apparentemente immobile, Matera si evolve inesorabilmente come il suo scrigno di roccia, dalle cui pieghe stillano canti, rumori, musica. Perché qui i suoni si propagano in modo speciale.