Rivista il mulino

Culture
Dal numero 3/19
Lavoro senza valore
, July 8, 2019

Mai quanto oggi, forse, si sente parlare di lavoro, proclamarne la necessità, rivendicarne il diritto – come già avevano fatto le Costituzioni democratiche emanate nel dopoguerra o anche le diverse «Carte dei diritti» di fine Novecento. Ognuno, pervenuto all’età adulta, avrebbe diritto a un posto di lavoro adeguato alla sua formazione e alle sue capacità, mentre la società – e per essa le istituzioni pubbliche di vario grado – sarebbe tenuta a garantirglielo.

Dal numero 3/19
Sostenibilità e produttività
, July 8, 2019

Bisogna forse tornare ai giorni immediatamente successivi al disastro nucleare di Chernobyl per ricordare una mobilitazione di movimenti di base ambientalisti come quella verificatasi tra i giovani nella prima metà del 2019. In questo caso non c’è stato un singolo evento scatenante. Ma gli andamenti su scala globale e le politiche negazioniste del cambiamento climatico e della crisi ambientale

La mostra "Rouge. Art et utopie au Pays des Soviets" al Grand Palais
Arte sovietica a Parigi
, June 28, 2019

Quando, nel 1935, Walter Benjamin scrisse che il fascismo aveva estetizzato la politica, dunque il comunismo doveva politicizzare l’arte, probabilmente aveva in mente l’incredibile produzione culturale della prima Unione Sovietica. La mostra Rouge al Grand Palais di Parigi riunisce opere d’arte provenienti dagli Stati dell’ex Unione Sovietica, dai primi giorni della Rivoluzione d’Ottobre fino alla morte di Stalin, nel 1953.

Per chi lavora Maurizio Cattelan?
, June 18, 2019

Prima di cominciare a parlare dello strano artista contemporaneo Maurizio Cattelan, mi soffermerò, vedremo poi il perché, su Lorenzo Lotto, il grande pittore rinascimentale, strano anche lui di natura sì, ma che nella sua Annunciazione va fuori dai fogli.

Nell’Annunciazione, appunto, nulla da dire sul classico panorama, azzurro e sereno come in tutte le Avemarie che si rispettino.

Bolsonaro come Castro: a proposito delle (giuste) contestazioni al presidente brasiliano
Il populismo come tecnocrazia
, June 6, 2019

L’attacco di Jair Bolsonaro agli studi umanistici ha scatenato veementi reazioni: in Brasile e nella comunità accademica mondiale. È l’intento di un governo “fascista”, s’è detto e ripetuto, di conculcare “il libero pensiero” in nome della “tecnocrazia”, del famigerato “neoliberalismo”. Lasciamo da parte i termini “fascista” e “neoliberale”, usati sempre a sproposito: la protesta ha ragioni da vendere.