Rivista il mulino

Content Section

Central Section

Culture
“Non ce n’è Coviddi”
, September 10, 2020

In una scena del primo film di Massimo Troisi – Ricomincio da tre – il comico napoletano cerca di spostare un vaso con la forza del pensiero, convinto che, in caso di successo, potrà mostrare in Tv i suoi poteri paranormali e in questo modo arricchirsi. Troisi se la prenderà con la ritrosia del vaso, che non ne vuole sapere d’avvicinarsi, lasciandolo nella precarietà economica e sociale del suo anonimato.

Mi sono ricordato di questo episodio leggendo la notizia della signora di Mondello, Angela Chianello, diventata famosa per la frase “Non ce n’è Coviddi” pronunciata mentre la intervistavano in spiaggia,

Sul fenomeno della "caduta a terra" dei monumenti
Indizi che fanno ben più di una prova
, July 31, 2020

È sconfortante il silenzio che in Italia avvolge un fenomeno che sta conoscendo punte di autentica isteria negli Stati Uniti e in Inghilterra. Un fenomeno complesso, cui si è arrivati per ragioni spesso contraddittorie,

Riuniti a distanza
, July 28, 2020

Il lockdown e i vincoli che persistono nelle fasi successive hanno aguzzato il nostro ingegno trasportando anche i meno avvezzi all'uso di Internet nel mondo della Rete. Abbiamo trascorso e continuiamo a trascorrere ore e ore davanti a uno schermo: 

Industria ed esperienza cinematografica durante e dopo il lockdown
Schermi difficili
, July 27, 2020

All’inizio di febbraio il presidente dell’Anica, Francesco Rutelli, ha concesso un’intervista a “Milano Finanza” sullo stato e le prospettive del comparto cinematografico. Rileggerla oggi fa impressione: i timidi segnali di ripresa della produzione italiana nel 2019 autorizzavano a prevedere un anno di assestamento

Pazienti e psicologi dentro la pandemia
Covid-19 e psiche
, July 17, 2020

Nessuno di noi – virologi, medici, scienziati, giornalisti, politici, psicoanalisti, gente comune – ha capito davvero e profondamente questo virus. Però tutti ne parliamo. Lo facciamo perché ne abbiamo bisogno, proprio perché il soggetto di cui ci occupiamo è in gran parte ignoto