Rivista il mulino

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Culture
Dal numero 3/19
Intervista a Salvatore Veca
, July 8, 2019

Cominciamo dalla tua formazione. Hai studiato Filosofia all’Università di Milano nei primi anni Sessanta, e ti sei laureato con Enzo Paci.

Sono stato uno studente appassionato. La Statale dei primi anni Sessanta, dal punto di  vista filosofico, aveva due poli di attrazione: uno era costituito dall’insegnamento di Enzo Paci – che in quella fase era impegnato su due fronti: da un lato nella presentazione, ricostruzione, esposizione della sua interpretazione del programma della fenomenologia husserliana,

Dal numero 3/19
Sostenibilità e produttività
, July 8, 2019

Bisogna forse tornare ai giorni immediatamente successivi al disastro nucleare di Chernobyl per ricordare una mobilitazione di movimenti di base ambientalisti come quella verificatasi tra i giovani nella prima metà del 2019. In questo caso non c’è stato un singolo evento scatenante. Ma gli andamenti su scala globale e le politiche negazioniste del cambiamento climatico e della crisi ambientale

Dal numero 3/19
Lavoro senza valore
, July 8, 2019

Mai quanto oggi, forse, si sente parlare di lavoro, proclamarne la necessità, rivendicarne il diritto – come già avevano fatto le Costituzioni democratiche emanate nel dopoguerra o anche le diverse «Carte dei diritti» di fine Novecento. Ognuno, pervenuto all’età adulta, avrebbe diritto a un posto di lavoro adeguato alla sua formazione e alle sue capacità, mentre la società – e per essa le istituzioni pubbliche di vario grado – sarebbe tenuta a garantirglielo.

Dal numero 3/19
Le politiche contro l’altro e la crescita dell’intolleranza
, July 8, 2019

Siamo più razzisti? Certo è che l’impressionante escalation di atti e provocazioni di matrice razzista in Italia non può in alcun modo essere sottostimata. Atti gravissimi da parte di gruppi di estrema destra, come quelli di Casal Bruciato di inizio maggio, che si configurano come vere e proprie persecuzioni sistematiche. Ma anche violenza diffusa, nella vita quotidiana, nei mezzi pubblici e in strada.

La mostra "Rouge. Art et utopie au Pays des Soviets" al Grand Palais
Arte sovietica a Parigi
, June 28, 2019

Quando, nel 1935, Walter Benjamin scrisse che il fascismo aveva estetizzato la politica, dunque il comunismo doveva politicizzare l’arte, probabilmente aveva in mente l’incredibile produzione culturale della prima Unione Sovietica. La mostra Rouge al Grand Palais di Parigi riunisce opere d’arte provenienti dagli Stati dell’ex Unione Sovietica, dai primi giorni della Rivoluzione d’Ottobre fino alla morte di Stalin, nel 1953.