Rivista il mulino

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Culture
La vincitrice del Booker Prize 2019 insieme a Bernardine Evaristo
Margaret Atwood
, October 21, 2019

Può un libro cambiare il mondo? Nonostante le illusioni di molti, la risposta è chiaramente no. Eppure esistono libri a cui è stato riservato il curioso destino di, se non proprio cambiare il mondo, farsi strumento del cambiamento politico. Sono libri che hanno il potere di offrire un vocabolario e degli strumenti teorici, ma soprattutto narrazioni e immagini che aiutano a comprendere una realtà fino a quel momento sommersa o taciuta, adottando prospettive inconsuete e denunciando la condizione di oppressione in cui vivono le persone. In questo senso, sono libri rivoluzionari. 

La vincitrice del Booker Prize 2019 insieme a Margaret Atwood
Bernardine Evaristo
, October 21, 2019

Bernardine Evaristo vince il Booker Prize 2019 per Girl, Woman, Other, ex aequo con la canadese Margaret Atwood, che a sua volta lo ottiene per The Testaments, sequel di The Handmaid’s Tale. Non è notizia da poco. E non solo perché si tratta di due scrittrici la cui adesione alle istanze femministe – se non del tutto esplicita – appare vivida nelle trame delle loro opere. Ma perché in particolare una di loro, Evaristo – scrittrice, poetessa, attrice e teorica

Dal numero 4/19
Intervista a Burhan Sönmez
, September 20, 2019

La Turchia sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia dal punto di vista della libertà di espressione. Come si ripercuote questa situazione sul suo lavoro di scrittore?

La libertà di pensiero in Turchia è sempre stata circondata da un clima problematico. Da molti decenni, già a partire dal XIX secolo, le diverse generazioni e gli scrittori hanno sempre dovuto affrontare il problema della limitazione delle loro libertà. La differenza è che oggi ci troviamo di fronte a una limitazione più diffusa e sistematica.

Dal numero 4/19
Sui costi della globalizzazione
, September 20, 2019

1. Professoressa Sassen, lei ha definito «espulsioni» tutti quei processi che, nel mondo globalizzato, portano all’esclusione di un gruppo sociale da un contesto, che sia lavorativo, economico, culturale. Espulse sono le soggettività migranti, i disoccupati, i detenuti. È possibile estendere questo stesso concetto anche a tutte le vittime dell’attuale crisi ambientale, tutti coloro che si trovano costretti a fuggire dalla propria terra per ragioni climatiche o ecologiche?

Dal numero 4/19
Di che si parla?
, September 20, 2019

Sono ormai anni che ci si interroga sul progressivo impoverimento del discorso pubblico, sulla difficoltà di individuare luoghi adeguati a reggere l’architettura di un pensiero che sappia resistere agli umori del momento e consolidarsi in progettualità.