Rivista il mulino

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Ma a parlar di premi si trascura la lettura
, April 20, 2009

C’è qualcosa di serio nelle polemiche intorno ai premi letterari? Forse no, forse sono solo le fibrillazioni di un sistema mediatico che ha bisogno di rendere tutto spettacolare e possibilmente scandaloso per riempire le prime pagine. E come volete che il mondo dei libri e della letteratura  arrivi nelle prime pagine se non perché qualcuno insinua, qualcuno trama, qualcuno tradisce? Solo lo scrittore che abbandona, l’editore che denuncia, il giurato che allude possono rendere appetibile una realtà altrimenti tenacemente resistente alle volgarizzazioni. È un degenerazione, d’accordo, ma è la patologica funzionalità del nostro sistema di informazione. E dunque varrebbe la pena di  fregarsene, continuare a leggere libri e a discuterne nelle forme vecchie e nuove che la comunità del lettori magari a fatica ha ormai imparato a praticare.

La modernità imperfetta
, April 11, 2009

C’è di che lagnarsi in quest’Italia d’inizio millennio, certo. Lo si fa ogni giorno, pur consapevoli che gli sforzi maggiori dovrebbero essere destinati alla ricerca di soluzioni più che a sottolineare le diagnosi. Dell’Italia nel mondo si parla ormai poco e male. Di noi stessi invece parliamo forse troppo, e spesso occupandoci di fatti assai poco rilevanti. Poi all’improvvisol'Italia è sulle prime pagine internazionali e resta a lungo sulle home page dei principali siti di informazione. Accade per una grande tragedia, una fra le tante registrate nel corso dei decenni. Le vittime sono moltissime, un numero che deve restare inaccettabile e non può nemmeno in parte essere considerato come il tragico esito di un fato implacabile. Ma a distanza di un secolo dal terribile terremoto che colpì Messina all’inizio del Novecento, resta purtroppo sottotraccia (a volte anzi in primissimo piano) proprio la lettura della tragica fatalità. L’evento naturale e imprevedibile di fronte al quale l’uomo non può fare nulla.

La spirale del silenzio
, April 6, 2009

La nascita del partito unico della destra ha tenuto banco per giorni su quotidiani e televisioni. Le due parole più sbandierate sono state: modernizzazione e interesse collettivo. Parole belle, ma stridenti con la realtà delle scelte che, più o meno negli stessi giorni, sono state prese.
Il Senato aveva da poco votato una legge sull’obbligatorietà dell’idratazione forzata che va contro una norma costituzionale, poiché rovescia il rapporto stato-cittadini che nell’età moderna, l’“età dei diritti”, dà priorità alla libertà personale e all’autodeterminazione del cittadino rispetto ai doveri del suddito.
Violare il diritto alla libertà personale come si coniuga con l’altisonante “interesse del popolo italiano”, variamente coniugato come interesse collettivo o pubblico?

A chi interessa l’Italia?
, March 30, 2009

Perché occuparsi oggi dei fatti italiani? È questa una domanda che ci si pone sempre più frequentemente, in Francia e altrove. L’Italia, vi spiegheranno i vostri interlocutori stranieri, conta meno che mai sulla scena internazionale. Arretra nell’economia mondiale. La sua capacità di attrazione intellettuale è in calo. Conta sempre meno anche in ambito scientifico, culturale o artistico. Nel suo insieme, poi, appare sempre più incomprensibile, anche a causa dei trionfi a ripetizione di Berlusconi, che all’estero viene generalmente visto come un pericolo o, nel migliore dei casi, come un ciarlatano.

La Lega a destra
, March 23, 2009

La prossima nascita del Partito della Libertà, fusione di Forza Italia e Alleanza nazionale, semplifica ulteriormente il sistema partitico italiano. Per ironia della storia o per quella imperscrutabile intelligenza del destino, l’adozione di un pessimo sistema elettorale quale quello in vigore dal 2008 ha prodotto infine risultati virtuosi. Non solo ha d’un colpo ridotto la rappresentanza parlamentare alle elezioni dello scorso anno, ma ha favorito anche una dinamica aggregativa tra i partiti. Il Partito democratico ha certo una origine più antica ma la sfida di “andare da soli” prende corpo con la prospettiva di essere il primo partito nella competizione elettorale. E la risposta da destra è stata l’alleanza di Fi e An.