Rivista il mulino

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la nota
Servizi Pubblici Poco Meno Che Essenziali
, May 4, 2009

C’erano un volta i Servizi pubblici. Qualcuno, per la verità, c’è ancora. La tanto vituperata Sanità, ad esempio, sopravvive a tutte le ridenominazioni, regionalizzazioni, soppressione di ministeri, e anche ai pregiudizi metodicamente instillati nei cittadini dai media: cooperando con il sole, la pizza e il mandolino a fare degli italiani uno dei popoli più longevi al mondo. Persino la Scuola e l’Università pubblica, con rispetto parlando, (r)esistono, ritrovando in se stesse risorse da economia di guerra. Ma dopotutto si tratta di servizi pubblici essenziali, come la Difesa e la Sicurezza: se lo Stato rinunciasse a fornirli, tanto varrebbe dichiarare bancarotta.

Tra “presentismo” e protezionismo
, April 27, 2009

Nel corso della sua lectio magistralis all’Università di Roma (si veda l’articolo di giovedì scorso di Simonetta Fiori su "Repubblica") Eugenio Scalfari ha individuato nel “presentismo” e cioè è nell’essere perennemente schiacciati sulla realtà del presente perdendo ogni memoria storica e ogni riferimento a un “sentimento del tempo che comincia nel passato” uno dei fattori principali del declino etico e culturale del nostro Paese. Il giorno dopo su tutti i giornali italiani troviamo l’immediato riscontro della teoria del “presentismo”. Il commissario europeo all’industria, il tedesco Gunther Verheugen, di fonte alla ventilata ipotesi di una possibile acquisizione della Opel da parte della Fiat, esprime qualche dubbio sulla solidità finanziaria della casa torinese nell’evidente timore di una invasione italica dell’industria automobilistica germanica.

Ma a parlar di premi si trascura la lettura
, April 20, 2009

C’è qualcosa di serio nelle polemiche intorno ai premi letterari? Forse no, forse sono solo le fibrillazioni di un sistema mediatico che ha bisogno di rendere tutto spettacolare e possibilmente scandaloso per riempire le prime pagine. E come volete che il mondo dei libri e della letteratura  arrivi nelle prime pagine se non perché qualcuno insinua, qualcuno trama, qualcuno tradisce? Solo lo scrittore che abbandona, l’editore che denuncia, il giurato che allude possono rendere appetibile una realtà altrimenti tenacemente resistente alle volgarizzazioni. È un degenerazione, d’accordo, ma è la patologica funzionalità del nostro sistema di informazione. E dunque varrebbe la pena di  fregarsene, continuare a leggere libri e a discuterne nelle forme vecchie e nuove che la comunità del lettori magari a fatica ha ormai imparato a praticare.

La modernità imperfetta
, April 11, 2009

C’è di che lagnarsi in quest’Italia d’inizio millennio, certo. Lo si fa ogni giorno, pur consapevoli che gli sforzi maggiori dovrebbero essere destinati alla ricerca di soluzioni più che a sottolineare le diagnosi. Dell’Italia nel mondo si parla ormai poco e male. Di noi stessi invece parliamo forse troppo, e spesso occupandoci di fatti assai poco rilevanti. Poi all’improvvisol'Italia è sulle prime pagine internazionali e resta a lungo sulle home page dei principali siti di informazione. Accade per una grande tragedia, una fra le tante registrate nel corso dei decenni. Le vittime sono moltissime, un numero che deve restare inaccettabile e non può nemmeno in parte essere considerato come il tragico esito di un fato implacabile. Ma a distanza di un secolo dal terribile terremoto che colpì Messina all’inizio del Novecento, resta purtroppo sottotraccia (a volte anzi in primissimo piano) proprio la lettura della tragica fatalità. L’evento naturale e imprevedibile di fronte al quale l’uomo non può fare nulla.

La spirale del silenzio
, April 6, 2009

La nascita del partito unico della destra ha tenuto banco per giorni su quotidiani e televisioni. Le due parole più sbandierate sono state: modernizzazione e interesse collettivo. Parole belle, ma stridenti con la realtà delle scelte che, più o meno negli stessi giorni, sono state prese.
Il Senato aveva da poco votato una legge sull’obbligatorietà dell’idratazione forzata che va contro una norma costituzionale, poiché rovescia il rapporto stato-cittadini che nell’età moderna, l’“età dei diritti”, dà priorità alla libertà personale e all’autodeterminazione del cittadino rispetto ai doveri del suddito.
Violare il diritto alla libertà personale come si coniuga con l’altisonante “interesse del popolo italiano”, variamente coniugato come interesse collettivo o pubblico?