Rivista il mulino

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la nota
Ma quale unità
, August 17, 2009

Le vacanze d’agosto hanno tante controindicazioni, ma anche vantaggi. Ad esempio consentono di lasciarsi andare a qualche disinvoltura in più. Capita anche ai più seri e autorevoli. Prendiamo il caso del professor Magris, che seduto al suo tavolino del suo caffè della sua Trieste prende carta e penna e scrive al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Claudio Magris ha scritto in effetti al ministro, dieci giorni or sono, una bella e garbata lettera, suggerendo con malcelata ironia alcune misure per rendere effettiva l’autonomia delle identità locali (Dante e Verga? Non li voglio. Mi son de Trieste, «Corriere della Sera», 7 agosto).

La società europea che già c’è
, August 10, 2009

Le recenti elezioni europee – di cui molto si è parlato anche qui – con il calo di partecipazione al voto, il disinteresse ai temi europei nelle campagne elettorali dei singoli paesi, accompagnati dalle crescenti critiche al “deficit democratico” delle Istituzioni europee, insieme al diffondersi di sentimenti euroscettici, hanno acuito la sensazione già serpeggiante di disillusione o almeno di indebolimento della spinta propulsiva rappresentata dal progetto di integrazione europeo. Paradossalmente, oggi che molti obiettivi sono stati raggiunti, sembra che sia sempre più difficile vedere nell’Europa qualcosa di più di una somma di regioni storicamente e culturalmente eterogenee.

Un'estate italiana
, August 3, 2009

In Italia più che in altri paesi, agosto è il mese delle vacanze; si obbedisce a un vero e proprio rituale che ha inizio con le grandi migrazioni sulle strade, negli aeroporti e nelle stazioni e prosegue  con  pratiche sociali ben codificate: il riposo, lo sport, il divertimento, le feste, le visite culturali, le degustazioni gastronomiche o, in qualche caso, la meditazione, la riflessione, il lavoro solitario. Dopo tre o quattro settimane, viene poi il tempo delle grandi migrazioni di ritorno.

La normale anomalia
, July 27, 2009

Negli anni Settanta venne di moda parlare del “caso italiano” come di una anomalia delle democrazie occidentali. Le interpretazioni spaziavano da una visione complessiva che etichettava il nostro Paese come il “grande malato d’Occidente” per via delle sue storiche deficienze economiche (il dualismo Nord-Sud in particolare) e della sua instabilità governativa, nonché per una peculiare cultura politica familistica e particolaristica, ad accezioni più circoscritte che puntavano su aspetti particolari come il predominio incontrastato di un partito inefficiente com’era la Dc, per la diffusione della corruzione, politica ma non solo, per il tasso di violenza politica e l’estensione della criminalità organizzata e, last but not least, per la presenza del più grande partito comunista del mondo libero.

Scudo o condono?
, July 20, 2009

“Scudato” è un (brutto) termine ormai entrato nel gergo, per chi ha letto i giornali la settimana scorsa, ed è rivolto a chi beneficerà dello scudo-ter, terza edizione di un condono speciale per chi detiene illegalmente capitali all’estero e decide di rimpatriarli o regolarizzarli. Lo “scudato”, in cambio di un’imposta del 5% del capitale, ha la garanzia che la propria autodenuncia resterà completamente anonima e non verrà utilizzata contro di lui/lei, né in sede amministrativa, né giudiziaria, in via autonoma o addizionale.