Rivista il mulino

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la nota
Costituzione alle vongole
, August 20, 2010

La retorica populista del forzaleghismo continua ad inquinare le fonti delle nostre regole comuni. Non paghi di aver ricevuto il sonoro ceffone del rigetto della loro proposta di riforma costituzionale con ben il 61,7% di voti contrari al referendum confermativo del 2006, i lealisti berlusconiani e le truppe di complemento bossiane continuano a sfornare bizzarre e pericolose interpretazioni della Costituzione. Come già in passato è tornato in auge il mito della volontà popolare, vero cardine della torsione populista prodotta dalla destra. Mentre nella concezione liberale della democrazia la volontà popolare si trasmette e si realizza attraverso percorsi e meccanismi ben definiti che garantiscano i diritti e le minoranze nonché assicurino il bilanciamento dei poteri per non cadere nella dittatura della maggioranza, preoccupazione costante di ogni liberale, nella visione populista ogni barriera al pieno e assoluto dispiegamento di quella che il capo ritiene essere la volontà popolare deve essere travolto.

Bologna, estate 1980
, August 1, 2010

Sono trent’anni da quel 27 giugno, quando attorno alle nove di sera il volo Itavia 870, partito da Bologna con due ore di ritardo e diretto a Palermo, scompare dai radar. Il mattino dopo il mare restituirà una grande chiazza di carburante e alcuni cadaveri. Qualche settimana dopo, il 2 agosto alle 10 e 25, la sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna salta in aria, coinvolgendo il treno fermo sul primo binario e il piazzale dei taxi. 81 vittime nel primo caso, 85 morti e 200 feriti nel secondo. Tutte persone che stavano andando al mare, partendo o tornando dalle vacanze, lavorando come ogni giorno o raggiungendo le famiglie, i fidanzati, gli amici. Persone normali, comuni, ignare […] I due eventi prendono strade molto diverse, ugualmente orientate alla ricerca della verità da un lato e al mantenimento della memoria dall’altro.

Acqua in bocca
, July 26, 2010

Il filtro? Roba da comunisti. E non stiamo parlando di sigarette, ma d’una legge: quella nota come legge-bavaglio. Per due anni Silvio Berlusconi ci ha investito i suoi uomini migliori (detto senz’offesa): oltre al solito Niccolò Ghedini, l’apposito Angelino Alfano e il servizievole Giacomo Caliendo. È stato proprio Caliendo, il sottosegretario più intercettato del millennio, che con spiccato senso del comico ha dato la notizia: non: se ne fa più niente. Non intendeva: della legge-bavaglio, e della sua Weltanschauung da Minculpop. Intendeva invece: del divieto di pubblicazione delle intercettazioni fino al rinvio a giudizio. Ora invece, si dice… si suppone… Insomma, se il capo avrà la gentilezza di non “fraintendersi”, le intercettazioni si potranno pubblicare, ma solo quelle considerate rilevanti.

Obama, le riforme, l’invidia
, July 19, 2010

Il travaglio è stato lungo e difficile, ma alla fine le nuove regole sulla finanza americana sono andate in porto. Chi ha avuto la curiosità negli ultimi tempi di frequentare le rassegne della stampa straniera, ha sicuramente percepito in tutta la sua dimensione il dibattito, a volte il vero e proprio litigio, che ha caratterizzato anche con profonde divisioni e lacerazioni l’opinione pubblica statunitense nella stessa misura, se non di più, di quanto avvenuto per la riforma sanitaria.
D’altronde, quello che è successo oltreoceano non poteva oggettivamente lasciare le cose come stavano e Obama si giocava su questo terreno una grande fetta di credibilità.Non poteva di fronte alle tante vittime dei famigerati subprime far finta di niente, ma doveva anche stare attento ad evitare che le nuove regole si risolvessero in una mannaia che travolge tutto, perché della finanza, o meglio di una finanza equilibrata, comunque l’economia ha bisogno. E doveva anche scontrarsi con il formidabile potere delle lobbies bancarie, pronte a far valere le loro ragioni attraverso molteplici strade.

Verso la trans-politica
, July 12, 2010

Fa un caldo tropicale, da romanzo hard boiled, ma questo non porta a fare la cosa giusta, come nell’omonimo film di Spike Lee: o forse sì, se la cosa giusta è la rivolta del ghetto, sempre come nel film. Anche nel nostro ghetto, nella nostra riserva indiana pattugliata da un’informazione reticente, che ritrova un sussulto di dignità solo nell’inevitabile sciopero del 9 luglio, il caldo induce a gesti inconsulti e a decisioni sconsiderate: senza neppure la speranza che, come tutti gli anni, arrivi il Generale Agosto e mandi tutti al mare. La Camera, infatti, è convocata per il 29 luglio, a discutere ancora e sempre della Legge-Bavaglio: e tutto lascia prevedere che a un’estate torrida segua un autunno bollente. Nella prospettiva dell’imbavagliamento, i giornali approfittano degli ultimi mesi di libertà lanciandosi nel gossip.