Rivista il mulino

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la nota
La vicenda Unicredit
Il formaggio e le croste
, September 23, 2010

Chi scrive non è un economista né tanto meno un esperto di finanza, banche e affini. Ha però una certa conoscenza del funzionamento dei sistemi politici, e di quello italiano in particolare. Le dimissioni/licenziamento di Alessandro Profumo dalla guida di Unicredit vanno infatti inquadrate in una ottica politica, non economica. In particolare squarciano il velo di ignoranza che era calato sul “modo d’essere e di agire” dei partiti di centrodestra e in particolare della Lega Nord. 

Una nuova fiducia tra le banche
, September 20, 2010

La settimana appena trascorsa verrà ricordata come il periodo nel quale le regole  della finanza  sono entrate d’imperio nella  vita di tutti i giorni, conquistando gli spazi dei media come mai era successo. E’ una delle tante conseguenze della crisi; fino a qualche tempo fa queste regole erano considerate dall’opinione pubblica astruse e incomprensibili, terreno riservato ai tecnici, ed anche i legislatori, consci dello scarso appeeling sugli elettori,  se ne occupavano con poco entusiasmo. Dopo il terremoto sui mercati e i conseguenti dolorosissimi salassi per le tasche di mezzo mondo, lo scenario è cambiato e la sera a cena seguiamo con attenzione i telegiornali che ci parlano dei banchieri centrali intenti a trovare accordi per cambiare i criteri di valutazione e di misurazione delle soglie di capitale delle banche.

La scuola al via
, September 13, 2010

Accingendosi a scrivere della scuola italiana mentre comincia l’anno scolastico, il titolo dovrebbe essere «La scuola italiana, un istituto gravemente screditato». Servirebbe poi un sottotitolo, che potrebbe suonare più o meno così «Comincia l’anno scolastico, ma nessuno sa dove andrà a finire». Non sarebbe una battuta, purtroppo, tale e tanta è la confusione sotto il cielo. Intanto, nel miglior stile made in Italy, a dispetto di norme e regolamenti scolpiti sulla pietra l’incertezza regna sovrana. La ministra Mariastella Gelmini ci ha tenuto molto a sottolineare che «per la prima volta dal 1923 [Riforma Gentile, N.d.R.] le nuove indicazioni nazionali riformano organicamente i contenuti dell’istruzione liceale». Ci sarebbe da esserne lieti. Se non fosse che non è invece la prima volta (forse neppure la seconda, né la terza) che le famiglie italiane si sentono dire che c'è la «Riforma», cercano di capirci qualcosa (faticosamente) e si vedono arrivare poco dopo una «Contro-riforma».{C}

Il limbo dei misfatti
, September 6, 2010

In un agosto particolarmente concitato sono state pubblicate alcune notizie su fatti gravissimi. Benché non più gravi non più di quanto sia emerso e ancora stia emergendo del sistema di corruzione politica operata da cricche, logge, consorterie. Si tratta, come sempre, di notizie che destano prima incredulità e poi una sorta di malessere che sconfina con la rabbia impotente. Tuttavia, la rabbia non deriva solo dalla conoscenza in sé di un malaffare, ma dal fatto che questa stessa conoscenza, portata di fronte all’opinione pubblica, finisca poi affogata in un terreno paludoso, simile a sabbie mobili, da cui può venire ripescata solo di tanto in tanto, più che altro per non lasciarci dormire sonni tranquilli che per illustrare il seguito della storia o per trarne indicazioni operative al fine di evitare, in futuro, simili errori.

Mentre il circo impazza
, August 31, 2010

Chissà che cosa provano in questi giorni i tanti musulmani devoti che vivono in Italia. Viene da chiederselo, seguendo anche solo da lontano il polpettone da cinegiornale costruito sulla visita di un capo di Stato estero a Roma.
Sembra abbastanza probabile che non solo i fedeli musulmani, ma anche gli studiosi dell’islam provino un moto di insofferenza (se non di vera e propria sofferenza) nel vedere le copie del Libro sacro della civiltà islamica circolare tra le 500 (cinquecento) ragazze in cerca di notorietà e di qualche spicciolo, il cui festoso e disinvolto assembramento è stato predisposto dal nostro governo per la nuova visita del vecchio tiranno. Alcune di queste, stando alla stampa, si sono addirittura convertite. «On the spot», come ha scritto il «New York Times». Altre devono essersi presto rese conto che il gioco non valeva la candela, e hanno usato il Libro come semplice scudo per pararsi dagli obiettivi dei soliti paparazzi, talentuosi indiscreti per mestiere.