Rivista il mulino

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la nota
L'impronunciabile guerra civile
, April 26, 2010

Sembra non finire mai del tutto la disputa sul periodo storico che portò l’Italia dall’8 settembre 1943 alla Liberazione. A lungo molti preferirono non parlare apertamente di “guerra civile”, impronunciabile per chi, antifascista, temeva ogni forma di accostamento tra vittime repubblichine e partigiane. Fu, per decenni, una questione di civiltà e d’identità nazionale ancora prima che storiografica. Non è un caso, ad esempio, che il primo titolo dei Ventitré giorni della città di Alba di Fenoglio fosse Racconti della guerra civile. Poi, anche grazie al lavoro di Claudio Pavone (Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza, del 1991), di guerra tra italiani si è iniziato a parlare con sempre maggiore frequenza.

Considerazioni "inattuali"
, April 19, 2010

Le riforme in Italia non arrivano mai. Le infrastrutture sono vecchie, gli acquedotti perdono acqua, l’alta velocità del trasporto è ancora di là da venire, la giustizia civile è in condizioni tali che un cittadino onesto spesso preferisce subìre il torto che affrontare un processo che può durare decenni; l’efficacia della ricerca e la qualità dell’istruzione perdono costantemente colpi in quella che dovrebbe essere diventata, anche in Italia, la “società della conoscenza”; veti e blocchi si incrociano, si sommano e mettono i bastoni tra le ruote a qualsivolglia onesta iniziativa.

La Quinta Repubblica: un modello per l’Italia?
, April 12, 2010

La questione della riforma istituzionale è uno dei tormentoni della vita politica italiana fin dagli anni Settanta: ritorna regolarmente sulla spinta dell’attualità per poi, in genere, sparire altrettanto rapidamente. Accadrà lo stesso in questo 2010? È prematuro rispondere, ma ciò che è certo è che il dibattito sul presidenzialismo è stato rilanciato in coincidenza delle elezioni regionali. E, come al solito, le istituzioni francesi sono state citate quale esempio da imitare o, al contrario, da evitare assolutamente.

Ciao Eddy
, April 12, 2010

Ci succede sempre così, quando se ne va una persona che per noi ha contato tanto. Quando non c’è più ci sembra impossibile non potere più godere della sua intelligenza, dei suoi consigli, delle sue battute. Nel caso di Edmondo Berselli, scomparso ieri a Modena, questa sensazione di irrealtà prende quasi il sopravvento sul dolore. Chi come noi ha potuto stargli vicino per imparare un mestiere, fatica a parlarne, immaginandolo sornione a farsi beffe di chi oggi sta scrivendo di lui.

C'è chi corre (e chi resta indietro)
, April 1, 2010

Quando settori corposi di elettorato si spostano da un partito a un altro, o quanto meno da un’area politica a un’altra, si verifica quello che gli analisti definiscono una «elezione critica». Le elezioni regionali del 28-29 marzo non sono in sé una elezione critica: forniscono piuttosto la controprova di quanto già avvenuto nel 2008, quando assistemmo ad un vero e proprio slittamento verso destra dell’elettorato. La crisi in cui si avvitò il centrosinistra con la caduta del governo Prodi non era destinata a passare rapidamente. Non si era capito, all’epoca, che con il fallimento dell’Unione tramontava un’epoca, quella del confronto paritario con il centrodestra. Nemmeno la nascita del Pd era servita ad arginare lo smottamento in atto. E per autolesionismo, il Pd era stato pure azzoppato dai suoi dirigenti proprio quando, alle elezioni del 2008, aveva ottenuto il miglior risultato dei riformisti.