Rivista il mulino

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la nota
C'è chi corre (e chi resta indietro)
, April 1, 2010

Quando settori corposi di elettorato si spostano da un partito a un altro, o quanto meno da un’area politica a un’altra, si verifica quello che gli analisti definiscono una «elezione critica». Le elezioni regionali del 28-29 marzo non sono in sé una elezione critica: forniscono piuttosto la controprova di quanto già avvenuto nel 2008, quando assistemmo ad un vero e proprio slittamento verso destra dell’elettorato. La crisi in cui si avvitò il centrosinistra con la caduta del governo Prodi non era destinata a passare rapidamente. Non si era capito, all’epoca, che con il fallimento dell’Unione tramontava un’epoca, quella del confronto paritario con il centrodestra. Nemmeno la nascita del Pd era servita ad arginare lo smottamento in atto. E per autolesionismo, il Pd era stato pure azzoppato dai suoi dirigenti proprio quando, alle elezioni del 2008, aveva ottenuto il miglior risultato dei riformisti.

Incentivi da weekend elettorale
, March 29, 2010

Venerdì 26 marzo è uscito in Gazzetta ufficiale il tanto atteso decreto per lo sviluppo. Si sa, questo è il “governo del fare”: ma nonostante l’impegno politico-mediatico, prevalgono i delusi. È deluso, ad esempio, chi, confidando nelle reiterate promesse di semplificazione, ha creduto di potere davvero fare a meno della Dia (dichiarazione di inizio attività) per i lavori di manutenzione straordinaria degli immobili, e sta scoprendo, invece, che norme regionali più restrittive rischiano di annullare le semplificazioni ostentate dal governo. Ma è deluso anche chi pensava che il decreto potesse aiutare a rilanciare, o almeno a sostenere, la domanda, per alcune tipologie di beni e settori particolarmente colpiti dalla crisi.

La politica dell'happy hour
, March 22, 2010

Il Paese tutto sta andando a escort – per esprimerci in inglesorum, che fa fino –, ma per fortuna c’è chi ci pensa. Prendiamo il caso dello Sgarbi Vittorio, in arte La Zattera della Libertà. Il Pdl è escluso dalle elezioni regionali del Lazio? Niente paura. Arriva il soccorso azzurro. Se non potete votare il capo, votate me, che sono anche meglio, urla il più incontinente dei tappabuchi. Già che c’è, promette sfracelli: «Ne faremo delle belle». E intende che i giudici del Tar, «ignoranti come le capre», ci han messo venti giorni per contare le 2.117 firme della sua lista (mentre una sua «collaboratrice archeologa lo ha fatto in venti minuti»).

Decretini e decretinate
, March 15, 2010

Continua a infuriare la battaglia del decretino. Sabato scorso è scesa in piazza l’opposizione; sabato prossimo lo farà pure la maggioranza. Nel frattempo i sondaggi segnalano cali della popolarità del governo e del premier, ma soprattutto che il centrosinistra, come al solito, non se ne avvantaggia: se tutto va bene, perderà meno regioni di quelle previste qualche mese fa. E il bello è che tutta questa tempesta in un bicchier d’acqua nasce solo dalla pretesa del Cavaliere di trasformare un appuntamento elettorale regionale nell’ennesimo plebiscito pro o contro la propria persona: un po’ come Napoleone imperatore, che aveva bisogno di sempre nuove guerre per puntellare la propria dubbia legittimità.

A caccia di nuove idee
, March 9, 2010

Il mese scorso i giornali italiani riportavano un articolo del 15 febbraio pubblicato dal sito inglese Open Democracy nel quale, dopo un’ indagine tra 100 esperti inglesi di politica italiana,  si ponevano dieci domande al più grande partito d’opposizione, il Pd, su come avrebbe gestito il dopo-Berlusconi. Alcune erano rivolte al passato (ad esempio le ragioni della mancata iniziativa sulla  nota dolente del conflitto d'interessi), ma quelle più importanti riguardavano il futuro, i valori ai quali ispirare  l’azione politica, l’esistenza di una “visione”  e di un’idea di giustizia sociale. L’ultima poneva, infine, il problema di un possibile Obama italiano con il carisma adeguato per dare agli italiani il senso di un reale cambiamento. {C}