Rivista il mulino

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la nota
Verso la trans-politica
, July 12, 2010

Fa un caldo tropicale, da romanzo hard boiled, ma questo non porta a fare la cosa giusta, come nell’omonimo film di Spike Lee: o forse sì, se la cosa giusta è la rivolta del ghetto, sempre come nel film. Anche nel nostro ghetto, nella nostra riserva indiana pattugliata da un’informazione reticente, che ritrova un sussulto di dignità solo nell’inevitabile sciopero del 9 luglio, il caldo induce a gesti inconsulti e a decisioni sconsiderate: senza neppure la speranza che, come tutti gli anni, arrivi il Generale Agosto e mandi tutti al mare. La Camera, infatti, è convocata per il 29 luglio, a discutere ancora e sempre della Legge-Bavaglio: e tutto lascia prevedere che a un’estate torrida segua un autunno bollente. Nella prospettiva dell’imbavagliamento, i giornali approfittano degli ultimi mesi di libertà lanciandosi nel gossip.

La storia a pezzi
, July 5, 2010

Di tanti episodi drammatici e luttuosi è costellata la storia della nostra Repubblica. Molti di questi ancora oggi, spesso a distanza di decenni, non hanno avuto una spiegazione definitiva e convincente. Il lavoro degli inquirenti e della magistratura si è ovunque scontrato con quelli etichettati come "poteri occulti”. Le indagini sulla lunga stagione dello stragismo hanno registrato continui depistaggi, così come quelle che hanno cercato di far luce su altri episodi che hanno listato a lutto famiglie e città italiane. Bologna si è trovata più volte involontaria protagonista e ancora oggi, insieme alle famiglie delle vittime, aspetta risposte storiche, definitive e giudiziarie, a quei misteri. Con il passare del tempo, ai più non resta che restare sgomenti proprio di fronte a quelle mancate risposte. E partecipare agli esercizi di memoria collettiva che riescono a ottenere qualche ribalta, per lo più in occasione degli anniversari. {C}

Parole magiche
, June 28, 2010

Poco alla volta, inesorabilmente, mentre la grande abbuffata dei mercati ha riavvicinato interi pezzi di società e di economia sull’orlo del precipizio, ci si è sentiti di nuovo tentati dall’imprevedibile. Da quel mondo magico e irrazionale cui ci si rivolge allorché i conti non tornano e tutto sembra remare contro. Ma quando fallisce anche la meno irrazionale e, sino a prova contraria, anche un po’ tecnica delle magie, il calcio, allora significa che forse si è tirata un po’ troppo la corda.

Il disastro dell’armata italica in terra africana ha messo a nudo, anche per i più distratti, la straordinaria potenza del pallone unita alla sua grande debolezza: crisi dei vivai, strapotere del denaro, onnipresenza dello straniero fuoriclasse. Al dunque, con la medaglia al petto di quattro anni prima, ecco la disfatta.

Oltre il cortile
, June 21, 2010

L’Italia s’è desta nelle piazze, nelle strade, sventolando il tricolore, esibendolo fuori dalle finestre, nelle grandi città come nei paesi più sperduti. Che cosa ha «destato» l’Italia? Sono i mondiali di calcio, la squadra nazionale che gioca in Sud Africa e nei cui successi e insuccessi gli italiani si identificano e per la quale provano un «misterioso» risveglio di orgoglio nazionale? Il fenomeno è ben conosciuto dai sociologi e per meglio comprenderlo sarebbe sufficiente dare uno sguardo alle statistiche europee che da decenni rilevano il sentimento di appartenenza territoriale e di orgoglio nazionale delle diverse popolazioni europee. Così facendo, si osserva che il sentimento di orgoglio nazionale degli italiani raggiunge livelli elevati, analoghi a quelli dei Paesi anglosassoni e, come mostrano le indagini più recenti, in leggero aumento dal 1994 al 2007 (Eurobarometer surveys 1982-2007).

Panem et calcenses
, June 14, 2010

Rieccola: dall’11 giugno fino all’11 luglio. È la 19a Coppa del Mondo di Calcio 2010, la prima a svolgersi nel continente africano. Mobilita le folle. Si impone come un evento planetario, un esempio tra gli altri dell’intensità della globalizzazione. 73.000 ore di trasmissione televisiva in 214 Paesi che coinvolgeranno più di 3 miliardi di spettatori. Cifre che danno le vertigini. Che procurano la sensazione di una vasta emozione collettiva, di una comunione tra gli uomini e di un culto du ballon rond che prende l’aspetto di una religione pagana e planetaria.

Questa percezione piuttosto diffusa ha qualcosa di illusorio. Il calcio è un fenomeno certamente mondiale, ma è ripartito in modo ineguale nei continenti: l’America del Nord è ancora abbastanza indifferente al suo fascino, come del resto lo sono l’India e, in misura minore, la Cina.