Rivista il mulino

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la nota
Paralisi e protesta sociale
, October 18, 2010

La questione salariale è la grande assente del dibattito politico. Una quantità ormai debordante di analisi, provenienti dalle sedi più autorevoli, dall’Ocse alla Banca d’Italia, dimostra il calo costante del potere d’acquisto dei salariati. Negli ultimi anni in Italia si è verificato uno spostamento “rivoluzionario” di capacità di reddito dal settore del lavoro dipendente a quello del lavoro autonomo. Grazie alla gestione tremontiana del changeover tra lira ed euro, coloro che “potevano fare i prezzi” hanno accumulato uno straordinario vantaggio competitivo sui percettori di redditi fissi. E negli anni successivi nulla è stato fatto per riequilibrare il potere d’acquisto dei salariati. Con il risultato che già prima della crisi operai e impiegati hanno visto erodere significativamente il loro livello di vita. Poi, scoppiata la crisi, tutti sono stati coinvolti:

Cominciare dalle famiglie numerose e più povere
Meno tasse?
, October 11, 2010

La riforma fiscale è uno dei cinque punti su cui il presidente del Consiglio ha recentemente chiesto la fiducia in Parlamento ed è tra le priorità indicate nel confronto sulla crescita avviato fra le parti sociali la scorsa settimana. C’è da augurarsi che sia la volta buona, perché di tanto in tanto, come un fiume carsico, il tema del fisco riappare nell’agenda politica, con tanto di  annunci e promesse di un’ampia consultazione nel Paese, salvo poi scomparire subito dopo.
Nella pratica, fino ad ora da parte del governo non sono venute proposte. Quelle poche che man mano sono emerse sono deludenti: a partire dalla cedolare sugli affitti, che premia i proprietari di immobili, o dalla detassazione di alcune componenti del salario, tra cui i premi di risultato e il lavoro notturno, che rischia di segmentare i lavoratori ed erode ulteriormente la base imponibile dell’Irpef, più che stimolare la crescita della produttività. Oltre a interventi sporadici e discutibili di questo tipo, altri si presentano di difficile o impossibile attuazione, ad esempio la riduzione dell’Irap, con onere a carico delle Regioni (a cui intanto si tagliano i fondi), o il tentativo di attrarre le multinazionali a investire nel nostro Paese consentendo loro di adottare il sistema tributario che preferiscono (tra quelli vigenti in uno dei 27 Paesi dell'Unione europea).

Rom a Milano
A prova di vergogna
, October 5, 2010

Ci sono uomini e sottouomini, «Untermenschen», per usare una parola che andava di moda attorno alla metà del secolo scorso. Ora accade a Milano. Ma quella dell’ex capitale morale non è un’esclusiva (Nicolas Sarkozy insegna). Quando si tratta di Rom o di Sinti – di zingari, per dirla secondo la Weltanschauung del Maroni Roberto, del Salvini Matteo e di milioni di altri “uomini superiori” –, quando si tratta di loro, dunque, tutto ci pare lecito, dai pogrom scatenati in nome della legalità all’esclusione sistematica dei loro figli dalle scuole. Ora, appunto, accade (di nuovo) a Milano. Il fatto è chiaro. Utilizzando fondi messi a disposizione proprio dal ministro dell’Interno, il comune si era impegnato a consegnare ad alcune associazioni di volontariato 25 appartamenti sparsi per la città, che poi le associazioni avrebbero dato in uso – a rotazione, e non a titolo gratuito – ad alcune famiglie Rom.

Il Pasticcio di Adro
, September 27, 2010

Il Pasticcio di Adro – espressione ormai idiomatica, come la Disfida di Barletta – ci riserva ogni giorno nuove sorprese. La simpatica vicenda della scuola pubblica decorata con settecento Soli delle Alpi, per non parlare del crocefisso inchiavardato alla parete, riempie ormai intere pagine web. Particolarmente fotografato lo zerbino della scuola, anch’esso decorato del glorioso simbolo padano: con intere comitive di studenti, s’immagina, che vengono anche da fuori regione a pulircisi voluttuosamente le scarpe. Mancano invece notizie sui bagni della scuola: ma per arrivare a settecento, qualche Sole delle Alpi devono avercelo messo anche lì. Un bel progresso, rispetto alla scuola di un tempo. Una volta, a disegnare sui muri svastiche, cuori infranti e oscenità varie dovevano pensarci gli studenti; oggi, invece, ci pensa direttamente l’amministrazione comunale.
Ma il protagonista indiscusso della vicenda è lui, il sindaco di Adro Oscar Danilo Lancini, a guida di un monocolore leghista eletto con il sessantadue per cento dei voti. In tempi di personalizzazione della politica, ci si può limitare a parlare del peccato avendo a disposizione un peccatore del genere?

La vicenda Unicredit
Il formaggio e le croste
, September 23, 2010

Chi scrive non è un economista né tanto meno un esperto di finanza, banche e affini. Ha però una certa conoscenza del funzionamento dei sistemi politici, e di quello italiano in particolare. Le dimissioni/licenziamento di Alessandro Profumo dalla guida di Unicredit vanno infatti inquadrate in una ottica politica, non economica. In particolare squarciano il velo di ignoranza che era calato sul “modo d’essere e di agire” dei partiti di centrodestra e in particolare della Lega Nord.