Rivista il mulino

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la nota
Il Pasticcio di Adro
, September 27, 2010

Il Pasticcio di Adro – espressione ormai idiomatica, come la Disfida di Barletta – ci riserva ogni giorno nuove sorprese. La simpatica vicenda della scuola pubblica decorata con settecento Soli delle Alpi, per non parlare del crocefisso inchiavardato alla parete, riempie ormai intere pagine web. Particolarmente fotografato lo zerbino della scuola, anch’esso decorato del glorioso simbolo padano: con intere comitive di studenti, s’immagina, che vengono anche da fuori regione a pulircisi voluttuosamente le scarpe. Mancano invece notizie sui bagni della scuola: ma per arrivare a settecento, qualche Sole delle Alpi devono avercelo messo anche lì. Un bel progresso, rispetto alla scuola di un tempo. Una volta, a disegnare sui muri svastiche, cuori infranti e oscenità varie dovevano pensarci gli studenti; oggi, invece, ci pensa direttamente l’amministrazione comunale.
Ma il protagonista indiscusso della vicenda è lui, il sindaco di Adro Oscar Danilo Lancini, a guida di un monocolore leghista eletto con il sessantadue per cento dei voti. In tempi di personalizzazione della politica, ci si può limitare a parlare del peccato avendo a disposizione un peccatore del genere?

La vicenda Unicredit
Il formaggio e le croste
, September 23, 2010

Chi scrive non è un economista né tanto meno un esperto di finanza, banche e affini. Ha però una certa conoscenza del funzionamento dei sistemi politici, e di quello italiano in particolare. Le dimissioni/licenziamento di Alessandro Profumo dalla guida di Unicredit vanno infatti inquadrate in una ottica politica, non economica. In particolare squarciano il velo di ignoranza che era calato sul “modo d’essere e di agire” dei partiti di centrodestra e in particolare della Lega Nord. 

Una nuova fiducia tra le banche
, September 20, 2010

La settimana appena trascorsa verrà ricordata come il periodo nel quale le regole  della finanza  sono entrate d’imperio nella  vita di tutti i giorni, conquistando gli spazi dei media come mai era successo. E’ una delle tante conseguenze della crisi; fino a qualche tempo fa queste regole erano considerate dall’opinione pubblica astruse e incomprensibili, terreno riservato ai tecnici, ed anche i legislatori, consci dello scarso appeeling sugli elettori,  se ne occupavano con poco entusiasmo. Dopo il terremoto sui mercati e i conseguenti dolorosissimi salassi per le tasche di mezzo mondo, lo scenario è cambiato e la sera a cena seguiamo con attenzione i telegiornali che ci parlano dei banchieri centrali intenti a trovare accordi per cambiare i criteri di valutazione e di misurazione delle soglie di capitale delle banche.

La scuola al via
, September 13, 2010

Accingendosi a scrivere della scuola italiana mentre comincia l’anno scolastico, il titolo dovrebbe essere «La scuola italiana, un istituto gravemente screditato». Servirebbe poi un sottotitolo, che potrebbe suonare più o meno così «Comincia l’anno scolastico, ma nessuno sa dove andrà a finire». Non sarebbe una battuta, purtroppo, tale e tanta è la confusione sotto il cielo. Intanto, nel miglior stile made in Italy, a dispetto di norme e regolamenti scolpiti sulla pietra l’incertezza regna sovrana. La ministra Mariastella Gelmini ci ha tenuto molto a sottolineare che «per la prima volta dal 1923 [Riforma Gentile, N.d.R.] le nuove indicazioni nazionali riformano organicamente i contenuti dell’istruzione liceale». Ci sarebbe da esserne lieti. Se non fosse che non è invece la prima volta (forse neppure la seconda, né la terza) che le famiglie italiane si sentono dire che c'è la «Riforma», cercano di capirci qualcosa (faticosamente) e si vedono arrivare poco dopo una «Contro-riforma».{C}

Il limbo dei misfatti
, September 6, 2010

In un agosto particolarmente concitato sono state pubblicate alcune notizie su fatti gravissimi. Benché non più gravi non più di quanto sia emerso e ancora stia emergendo del sistema di corruzione politica operata da cricche, logge, consorterie. Si tratta, come sempre, di notizie che destano prima incredulità e poi una sorta di malessere che sconfina con la rabbia impotente. Tuttavia, la rabbia non deriva solo dalla conoscenza in sé di un malaffare, ma dal fatto che questa stessa conoscenza, portata di fronte all’opinione pubblica, finisca poi affogata in un terreno paludoso, simile a sabbie mobili, da cui può venire ripescata solo di tanto in tanto, più che altro per non lasciarci dormire sonni tranquilli che per illustrare il seguito della storia o per trarne indicazioni operative al fine di evitare, in futuro, simili errori.