Rivista il mulino

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Due modi per festeggiare l’8 marzo
, March 7, 2011

Domani è la festa delle donne, che molti si sforzano di celebrare sfuggendo alla retorica delle sole mimose per cogliere invece i significati profondi di una ricorrenza che mai, e quello che succede in Italia ne è la più triste testimonianza, perde di attualità.

Una celebrazione decisamente originale e ricchissima di implicazioni l’ha scelta la Corte di giustizia europea con una sentenza del primo marzo, destinata a far discutere e riflettere. I giudici comunitari hanno invalidato un articolo di una direttiva, già applicata in molti Paesi, che consente alle imprese di assicurazioni di differenziare il pagamento dei premi in base al sesso delle persone. La norma, secondo i giudici, contrasta con il principio di parità di trattamento garantito dall’Unione europea.

La cosa potrebbe apparire, a prima vista, scontata, ma così non è, poiché siamo in presenza di una sacrosanta forma di equiparazione che questa volta, tuttavia, si risolve in penalizzazione.

Lo strazio pubblico
, February 28, 2011

Non è la linearità del progetto ma la dimensione trasgressiva, contorta e obliqua, anche se apparentemente orientata al futuro, a dominare la politica italiana. È la trasgressione a regnare sovrana, nel privato e nel pubblico. È vano separare la politica dalla privacy erotica dei politici, se questa si colora di reato, che se commesso da politici ha inevitabilmente una dimensione politica. Come è vano distinguere le cronache politiche dalle cronache rosa, contrapporre serietà ufficiale (che sarebbe salvaguardata) a pornografia ufficiosa (che dovrebbe essere liberalizzata), dato il prorompere inarrestabile di questa, che esonda su quella. È vano anche auspicare che si ritiri dalla politica, dalla scena pubblica, chi (benché innocente fino a prova contraria, anzi fino al terzo grado di giudizio, come del resto gli insegnano i suoi avvocati) si trova in condizioni di minorità morale – dal punto di vista della virtù civica, s’intende – se non altro perché ignora che il peso del potere va portato con disciplina e onore, come recita la Costituzione in  un articolo (il 54, c. 2) fino a oggi incomprensibile (nella sua ovvietà) e sconosciuto, ma riportato a nuova vita e  a piena intelleggibilità dalle cronache dei nostri tempi felici.

Stranieri per sempre?
, February 25, 2011

Aeroporto di Lampedusa. Ore sedici. Arrivano a gruppetti di dieci, in fila indiana, non hanno valigie e sono scortati dalla polizia. Camminano fieri e a testa alta, ma sul volto trapela l'emozione. Per molti infatti è la prima volta che salgono su un aereo. Sono i ragazzi tunisini sbarcati sull'isola. Sono a Lampedusa da due settimane. E finalmente hanno ottenuto il trasferimento nei centri di accoglienza di Bari e Crotone. Dalla parete a vetri si vede l'aereo della Eurofly che effettuerà il volo. In mezzo a loro ci sono dei ragazzini che non dimostrano più di quindici o sedici anni. Hanno diritto a essere accolti in un centro per minori. Ma al diritto preferiscono l'avventura. Anche perché è più sicura. Per la legge sono minori non accompagnati. Ma sulle barche con cui sono arrivati non erano da soli. C'è chi è venuto col fratello, chi con lo zio, chi con gli amici del quartiere. Gente di cui si fidano ciecamente e con cui continueranno il viaggio, verso la Francia. Hanno facce emozionate. E fissano il metal detector come se fosse l'ennesima sfida. Neanche fosse un rito di iniziazione. Una volta passati di là dai controlli e saliti sull'aereo, si diventa uomini. Si diventa stranieri, la vita sarà dura, tutti lo sanno, ma è per lottare che sono partiti.

Dignità e rispetto
, February 21, 2011

L’enorme e inaspettato successo della giornata di mobilitazione delle donne indetta dal comitato “Se non ora quando?”, che ha coinvolto un milione di persone – uomini e donne – in Italia e all’estero, ha spazzato via molti dubbi, sospetti, prese di distanza che l’hanno preceduta. Ricorderò gli argomenti più rilevanti decisamente contrari o comunque sospettosi rispetto a una chiamata in campo delle donne a difesa della loro dignità, presenti nello stesso schieramento del femminismo italiano e della sinistra. Lo farò solo per capire meglio che cosa è invece successo il 13 febbraio. Due ragioni “contro” sono state di gran lunga le più importanti. La prima era legata alla paura di apparire moraliste, addirittura bacchettone, e magari di cadere vittime dell’infernale trappola, fatta di mutande appese,  costruita dal  libertario intermittente (secondo il suo comodo), nonché ateo devoto, Giuliano Ferrara. La seconda metteva di più l’accento sul fatto che era l’oggetto dell’indignazione ad essere insufficiente come motivo per mobilitarsi. Non la dignità delle donne era in gioco, ma quella dell’intera società italiana attraversata da forti diseguaglianze di genere.

Donne italiane
, February 14, 2011

La giornata di mobilitazione del 13 febbraio rappresenta un momento assai significativo. Le grandi manifestazioni che si sono svolte ieri non hanno equivalenti altrove, se si fa eccezione per l'Ucraina, dove, da qualche tempo, si assiste a una singolare protesta-provocazione contro il sessismo del presidente Victor Ianoukovitch, il machismo montante, il turismo sessuale e l'allargamento del fenomeno della prostituzione. Protesta attuata da un movimento di donne che si spogliano in pubblico.

Perché questa particolarità italiana? In primo luogo a causa del presidente del Consiglio. Le rivelazioni dei media e le inchieste giudiziarie in corso hanno svelato gli altarini della sua vita privata, inclusa la sua frequentazione quasi ossessiva di fanciulle e di escort per feste a forte connotazione sessuale. Le sue opinioni del genere femminile, con particolare riguardo per l’aspetto fisico, e l’utilizzo in politica delle “veline” hanno scosso profondamente l’opinione pubblica. Ridotte a semplici oggetti sessuali, le donne si sentono avvilite, sbeffeggiate nella loro stessa dignità.