Rivista il mulino

la nota
Ma il vaccino allora?
, November 16, 2020

Il comunicato stampa con cui la statunitense Pfizer ha annunciato di avere un vaccino efficace contro il Covid-19 è stato rilanciato dalle agenzie di tutto il mondo. Tante le domande: quanto durerà la copertura, chi lo riceverà per primo, perché un comunicato stampa ma non i dati, quali i conflitti di interesse. Poiché apprendiamo queste informazioni dai media e le sentiamo ripetute da medici e scienziati spesso ideologizzati (che interpretano la situazione con una prospettiva influenzata dalla loro ideologia), può essere utile fare il punto sui meccanismi dell’immunità e i suoi aspetti sensibili agli aspetti ideologici.

La polarizzazione ideologica. La pandemia ha reso visibili molti punti deboli del sistema e posto l’attenzione sul sociale. Boris Johnson, a marzo, ha dichiarato che “una società esiste”, capovolgendo l’affermazione di Margaret Tatcher del 1987 (“la società non esiste, ma solo individui”), il che spiega la levata di scudi di partitini e di gruppi di pressione pseudo-culturali neoliberisti (“liberali”, in Italiano). Questi movimenti hanno una grande parte nella polarizzazione del discorso scientifico così come, da posizioni opposte, l’applicazione alla scienza della “cancel culture”.

Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine: in tutto ciò che riguarda il Covid si assiste a una polarizzazione: l’idrossiclorochina e l’immunità di comunità (posso evitare il termine “gregge”?) sono di destra; il dexametasone e l’uso massimale di mascherine di sinistra. Sindacati e sinistra sono i falchi del lockdown; le destre le colombe del riaprire tutto – alleate con i neoliberisti che ormai confinano con i negazionisti del “è solo un’influenza”. Gli scienziati si adeguano: cominciano le destre con la Great Barrington Declaration, sponsorizzata da un think-tank “libertarian”; a sinistra rispondono con il John Snow Memorandum. Il governo Inglese ha un proprio comitato tecnico scientifico, il Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage); subito altri ricercatori hanno costituito un “Independent Sage” alternativo (complementare?),

La vicepresidenza di Kamala Harris: un passo avanti fondamentale
Una come lei, finalmente
, November 9, 2020

Cento anni dopo la ratifica del 19° emendamento che riconobbe il voto alle donne e 55 anni dopo il Voting Rights Act che garantì il rispetto del diritto di voto agli afro-americani, le travagliate, e ancora non del tutto concluse, elezioni di quest’anno vedono comunque un risultato storico, la nomina di Kamala Harris, prima donna, di discendenza indiana e caraibica, alla vicepresidenza.

La veduta lunga di Draghi
, August 19, 2020

E ora, come sempre, si scateneranno interpretazioni e dietrologie. L’ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha appena finito di parlare al Meeting di Rimini e già ci si chiede a chi ha voluto mandare un messaggio e quale

Speciale Coronavirus
, March 26, 2020

In questi giorni di emergenza, in attesa di conoscere le conseguenze sociali ed economiche del lockdown, in Italia e all’estero, stiamo cercando di offrire ai nostri lettori un supplemento di informazione. Sia con interventi tematici, sia con due rubriche speciali.

La prima («Il Coronavirus degli altri»), partita il 25 marzo, è un racconto collettivo, che proseguirà nel corso delle prossime settimane, per dare la parola agli italiani all'estero, testimoni di una quarantena che si sta globalizzando, ma che non si svolge ovunque nello stesso modo. Quali scelte politiche e quali contromisure sanitarie stanno sperimentando gli altri Paesi? Qual è la percezione del «modello italiano», e come è mutata nel tempo? Come si vive la quarantena lontano da casa?

La seconda è un «Viaggio nell’Italia dell’emergenza», che ha preso avvio il 6 aprile. Che impatto ha la quarantena a Torino? E che cosa comporta a Palermo? Quali problemi, paure, esperienze, innovazioni e buone pratiche stanno prendendo corpo lungo la penisola? Quale il ruolo della politica? Cercheremo di dar voce alla diversità dei luoghi con contributi, testimonianze e analisi provenienti da città e territori del nostro Paese.

Tutti i contributi, come di consueto, saranno leggibili gratuitamente.

Le elezioni in Emilia-Romagna
Tornare sui luoghi
, January 27, 2020

Il primo treno della mattina lascia Vignola poco dopo le sei. Lungo il tragitto si ferma sedici volte e raccoglie via via chi pendola sul capoluogo, a cominciare dagli studenti e da chi a Bologna lavora. C’è una corsa ogni ora, più qualcun’altra a inizio giornata. Idem al ritorno, quando l’ultimo treno se ne va dalla Stazione centrale alle venti e diciotto. Per i ritardatari, un bus parte un’ora dopo, ma è l’ultima possibilità per tornare a casa. È sempre pieno, per lo più di immigrati che rientrano dopo una giornata di lavoro: dall’edilizia e dai servizi, badanti, infermiere; e venditori con il saccone ancora pieno di mercanzia. Un treno analogo copre l’asse che ripercorre quello della ottocentesca ferrovia Bologna-Portomaggiore verso la provincia di Ferrara: attraversa Budrio, il paesone della bassa immersa nella nebbia che cerca di togliersi di dosso la cronaca nera di Igor e il ricordo della recente alluvione. Poi c’è la Porrettana, vecchia di oltre un secolo e mezzo, che corre lungo un percorso di grande bellezza sino a Pistoia attraversando Porretta Terme. I piccoli convogli, gestiti da Trenitalia, sono più scalcagnati, e non è raro che vengano soppressi all’ultimo istante. Così tocca aspettare anche un’ora prima che arrivi il successivo. La maggior parte delle corse la domenica non c’è, tanto dei treni quanto dei bus, e per gli adolescenti che vogliono farsi un giro in città o nei centri commerciali della cintura spesso l’unica alternativa è farsi accompagnare in auto dai genitori.