Rivista il mulino

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Mirco MIGLIAVACCA, Luca RIGAMONTI, Cambiamenti climatici
, November 30, 2010

Frutto del lavoro di un gruppo di studenti e dottorandi del Collegio di Milano, questo volume analizza, con un approccio interdisciplinare, i cambiamenti climatici alla luce dei recenti sviluppi scientifici e politico-economici. Nella prima parte del volume si analizza la storia climatica del pianeta Terra e vengono presentati i progressi nella comprensione dei processi, sia naturali che indotti dall'uomo, che causano i cambiamenti climatici. Nella seconda parte si descrive il processo con cui il cambiamento climatico entra nell'agenda politica globale, presentando alla comunità internazionale un problema la cui soluzione non può che imporre una strategia globale: dalla riduzione delle emissioni, fino all'educazione energetica ed ambientale dei cittadini. Nella terza ed ultima parte vengono presentate alcune strategie e modelli di azione: partecipazione civica alle politiche ambientali, "corporate social responsibility" per le aziende, sostenibilità nella gestione di agricoltura e foreste, sostenibilità in architettura e nello sviluppo urbano.

Mirco Migliavacca è attualmente ricercatore presso il Centro Comune di Ricerca di Ispra. Si occupa dello studio degli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi terrestri. Collabora attivamente con la Harvard University ed il Max Planck Institute per la biogeochimica. Luca Rigamonti è attualmente project manager presso Safe (Sostenibilità Ambientale Fonti Energetiche), centro di eccellenza per la ricerca e la formazione nel settore dell'energia. Inoltre è coordinatore del Master Safe, giunto alla XII edizione, in "Gestione delle Risorse Energetiche". Il Collegio di Milano, riconosciuto dal Miur come Collegio di Eccellenza, è un centro per la formazione dei migliori studenti iscritti alle sette Università milanesi, che hanno qui la possibilità di sviluppare il loro talento personale. Dal 2003 il Collegio accoglie un centinaio di giovani, anche stranieri, grazie al sostegno delle Università milanesi, di grandi imprese private e di istituzioni pubbliche.

Collana "Percorsi", Bologna, il Mulino, pp. 352, euro 27.

Giacomo DI GENNARO, Antonio LA SPINA, I costi dell'illegalità
, November 26, 2010

Questo volume costituisce la nuova tappa di un percorso di ricerca, promosso dalla Fondazione Rocco Chinnici, sui costi dell'illegalità, iniziato nel 2008 con un'indagine sulla Sicilia. L'attenzione si rivolge ora alla Campania, e in particolare alle province di Napoli e Caserta: due aree caratterizzate dalla densa presenza delle organizzazioni camorristiche, e nelle quali il fenomeno estorsivo è estremamente, e capillarmente, diffuso. Il volume presenta una quantificazione, rigorosa e trasparente, dei costi economici dell'estorsione, elaborati attraverso un database; e si avvale di dati ricavati dagli atti giudiziari e da fonti di prima mano: interviste a magistrati, esponenti delle forze dell'ordine, imprenditori, vittime del racket. La base empirica utilizzata consente la più accurata analisi degli effetti economici e sociali dell'attività estorsiva. E si rivela ulteriormente utile a diagnosticare peculiarità e recenti trasformazioni delle organizzazioni camorristiche, delle loro modalità operative e strutture organizzative. Il volume presenta un'interessante novità: l'analisi testuale, anche attraverso appositi software, dei "discorsi" intorno alla camorra. E non trascura un elemento di speranza: il recente avvio dell'associazionismo antiracket, anche in comparazione con l'esperienza siciliana.

Giacomo Di Gennaro è professore associato di Sociologia e Progettazione e gestione delle politiche sociali nell'Università di Napoli Federico II. Fra le sue pubblicazioni più recenti, "Dire camorra oggi. Forme e metamorfosi della criminalità organizzata in Campania" (a cura di, con D. Pizzuti, Guida, 2009). Antonio La Spina è professore ordinario di Sociologia nell'Università di Palermo, e docente di Valutazione delle politiche pubbliche nell'Università Luiss "Guido Carli" di Roma. Fra le sue molte pubblicazioni con il Mulino, "Mafia, legalità debole e sviluppo del Mezzogiorno" (2005), "Le autorità indipendenti" (con S. Cavatorto, 2008), "I costi dell'illegalità. Mafia ed estorsioni in Sicilia" (2008).

Collana "Percorsi", Bologna, il Mulino, pp. 600, euro 38.

Arianna ARISI ROTA, I piccoli cospiratori
, November 22, 2010

Che rapporto c'è tra gioventù, innamoramento e disponibilità all'azione politica? Che succede se un giovane italiano nei primi anni Trenta dell'Ottocento s'imbatte in un grande comunicatore? E come funzionano una rete e una militanza clandestine in assenza della leadership? Sono alcune delle domande alle quali il volume fornisce una risposta dando voce direttamente ai protagonisti: da un lato, il leader assente, Giuseppe Mazzini, dall'altro, i giovani che ne accolgono il messaggio nella penisola italiana. {C}

I traditori
, November 19, 2010

Chi ha visto Noi credevamo, di Mario Martone, sostiene di averlo trovato bello e per nulla noioso. Nonostante la durata. Tra i critici, c’è addirittura chi è arrivato a fare paragoni impegnativi con Visconti. Può quindi valere la pena di farsi un po’ di fila al botteghino (le cronache dei primi giorni di proiezione parlano appunto di file) per rinfrescarsi la memoria e preparasi alle celebrazioni dei 150 anni. Intanto, sulle pagine del “Corriere della Sera” online dedicate all’Unità d’Italia, si possono vedere i primi dodici minuti del film, per un primo assaggio.

Disuniti dalla lingua
, November 16, 2010

Le tante celebrazioni dell'Unità trascurano spesso le difficoltà che ancora oggi l'italiano ha ad essere riconosciuto come idioma nazionale. La storia d'Italia è, per molti versi, anche la storia di un Paese disunito, almeno per quanto riguarda la lingua. Pieno zeppo di stereotipi negativi, l'uso quotidiano della nostra lingua, da Nord a Sud, ci dice molto di un'Italia in cui il ricorso al dialetto, alla sue derivazioni e alle storpiature è ancora molto forte. Dai "terroni" ai "baluba", emerge l'immagine pittoresca e al tempo stesso fragile di una "Italietta" che fatica ancora a riconoscersi negli italiani "altri".