Rivista il mulino

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I traditori
, November 19, 2010

Chi ha visto Noi credevamo, di Mario Martone, sostiene di averlo trovato bello e per nulla noioso. Nonostante la durata. Tra i critici, c’è addirittura chi è arrivato a fare paragoni impegnativi con Visconti. Può quindi valere la pena di farsi un po’ di fila al botteghino (le cronache dei primi giorni di proiezione parlano appunto di file) per rinfrescarsi la memoria e preparasi alle celebrazioni dei 150 anni. Intanto, sulle pagine del “Corriere della Sera” online dedicate all’Unità d’Italia, si possono vedere i primi dodici minuti del film, per un primo assaggio.

Disuniti dalla lingua
, November 16, 2010

Le tante celebrazioni dell'Unità trascurano spesso le difficoltà che ancora oggi l'italiano ha ad essere riconosciuto come idioma nazionale. La storia d'Italia è, per molti versi, anche la storia di un Paese disunito, almeno per quanto riguarda la lingua. Pieno zeppo di stereotipi negativi, l'uso quotidiano della nostra lingua, da Nord a Sud, ci dice molto di un'Italia in cui il ricorso al dialetto, alla sue derivazioni e alle storpiature è ancora molto forte. Dai "terroni" ai "baluba", emerge l'immagine pittoresca e al tempo stesso fragile di una "Italietta" che fatica ancora a riconoscersi negli italiani "altri".

Carlo M. CIPOLLA, Piccole cronache
, November 14, 2010

Cipolla raccontava con lo stesso stile leggero ed esatto sia storie scaturite da indagini "minute" (sulle monete, sulle epidemie, sulle tecnologie e i commerci), sia secolari dinamiche economiche e sociali. Basti ricordare ad esempio le ricerche sulla peste, o la storia degli orologi e delle innovazioni navali e militari europee, oppure la parabola vertiginosa dell'argento spagnolo nell'economia moderna.

Alberto CLÒ, Si fa presto a dire nucleare
, November 10, 2010

A sentire certi politici del fare o certi ecologisti convertiti dell'ultima ora, sembrerebbe che l'Italia sia oggi fra i paesi più entusiasti e convinti delle virtù del nucleare. E' vero che sul nostro suolo non c'è una sola centrale attiva, ma - dicono - è tutta colpa del referendum del 1987 e di alcuni abili manipolatori del pensiero collettivo. Per rimediare ai danni che ne sono seguiti, abbattere i costi dell'elettricità ed essere competitivi, bisogna dunque rientrare nel settore.

Maria CASALINI, Famiglie comuniste
, November 7, 2010

Nel dopoguerra, almeno su un punto democristiani e comunisti sono d'accordo: la famiglia rappresenta un'istituzione fondamentale per gli italiani e il linguaggio della politica deve prenderne atto. Ma i due schieramenti non condividono lo stesso concetto di famiglia. Questo libro indaga a fondo la mentalità e le culture dell'universo comunista; non solo sulla base dei suoi tratti ideali ma anche delle ricadute nella vita di tutti i giorni: dall'educazione dei figli al rapporto con i consumi.