Rivista il mulino

Bookshelf
Tommaso PIFFER (a cura di), Porzûs
, February 9, 2012

 Nel febbraio del 1945 si consumava ad opera di un commando di Gap comunisti l’eccidio di 20 partigiani delle formazioni «Osoppo» stanziate sul confine orientale: si trattò del più grave e sanguinoso scontro interno alla Resistenza italiana.

Matteo BORRI, Storia della malattia di Alzheimer
, February 9, 2012

 Nel 1906 il medico tedesco Aloysius "Alois" Alzheimer descrisse un processo di disfacimento cellulare mai ancora osservato. Nel 1910 Emil Kraepelin, per l’ottava edizione del suo manuale di psichiatria, coniò l’espressione "Alzheimerische Krankheit"

Maurizio BETTINI, Contro le radici
, January 30, 2012

Si può appartenere a una tradizione senza esserne prigionieri? E si può immaginare la propria identità senza ricorrere alla metafora delle radici? La risposta è sì, basta riflettere su che cosa significa, propriamente, ciascuna di queste parole

Carlotta FERRARA DEGLI UBERTI, Fare gli ebrei italiani
, January 27, 2012

Fatta l’Italia, bisognava «fare gli ebrei italiani», ovvero cercare di capire cosa potesse significare essere ebrei e italiani dopo l’emancipazione e l’Unità, che avevano alterato in maniera sostanziale gli orizzonti politici e giuridici, ma anche simbolici ed emotivi entro i quali le due identità, l’ebraica e l’italiana, erano vissute per secoli.

Nel Giorno della Memoria
Marie-Anne MATARD-BONUCCI, L'Italia fascista e la persecuzione degli ebrei
, January 27, 2012

 

Il 14 luglio 1938 veniva pubblicato su un quotidiano di Roma un manifesto firmato da alcuni scienziati; in esso si proclamava la necessità di un razzismo italiano e si definivano gli ebrei come non appartenenti alla razza italiana. Quel manifesto segna l'avvio ufficiale di una campagna antisemita che il regime fascista aveva in realtà cominciato a impostare da mesi e che di lì a poco troverà il suo sbocco nelle leggi razziali che sanciranno la discriminazione e la persecuzione degli ebrei. Con grande chiarezza e vigore espositivo, questo libro racconta come e perché il fascismo arrivò all'antisemitismo di stato, come fu orchestrata la propaganda e come fu realizzata la persecuzione dal 1938 fino al tragico epilogo della deportazione a opera dei tedeschi. L'autrice si concentra soprattutto sulla forte rottura costituita dall'improvvisa priorità assegnata alla politica antisemita e ne individua l'origine nella necessità per il regime di tenere il paese in stato di mobilitazione permanente. Una svolta su cui pesa la suggestione del modello nazionalsocialista.

 

Marie-Anne Matard-Bonucci insegna Storia contemporanea all'Università di Grenoble II. Fa parte del Centre d'Histoire de Sciences-Po a Parigi. Ha pubblicato "Histoire de la mafia" (1994) e ha curato i volumi "La démocratie en Europe occidentale et aux Etats Unis" (2000), "L'homme nouveau dans l'Europe fasciste (1848-1945)" (con P. Milza, 2004) e "Antisémythes: l'image des juifs entre culture et politique (1848-1939)" (2005).

 

Collana "Biblioteca storica", Bologna, Il Mulino, 2008, pp. 536, € 29,00