Rivista il mulino

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Un saggio. Anzi, un’iniziativa
, June 5, 2015

«[L]a prima funzione della critica non è “di dire la verità al potere” – sai quanto gliene importa, oltre al fatto che lo sa già – ma la messa in questione di sé» (p. 75).

Anche per questa ragione il recente Stato di minorità di Daniele Giglioli  (Laterza, 2015) è un libro interessante. Affrontando il tema dell’azione, esso agisce – innanzitutto – se stesso, scavallando, consapevolmente, i confini tradizionali.

The politics on exit
, April 22, 2015

Il più delle volte, le discipline politiche più diffuse tendono a essere piuttosto noiose. Seguendo l’esempio di dipartimenti e riviste americane, la ricerca su temi di reale interesse intrinseco sembra arenarsi in tentativi interminabili di modulare le opzioni tra l’office-seeking – l’orientamento a governare e il policy-seeking – quello di rappresentare politicamente; l’interazione tra i partiti che puntano a massimizzare il risultato elettorale e gli elettori “strategici”;

Li uccise la polvere, li tradì il profitto
, April 16, 2015

Sono vicende grandi ma non sempre note quelle narrate, anche dando voce ai protagonisti, da Gabriele Polo e Giovanna Boursier in Lavorare manca. La crisi vista dal basso (Einaudi, 2014). Un libro che risulta forte senza che, da parte degli autori, vi sia bisogno di ricorrere ad alcun tipo di drammatizzazione. I drammi sono lì, individuali e collettivi, pronti all'uso, componenti sempre meno marginali della storia industriale italiana.

Donne in carcere
, April 8, 2015

Lo sguardo della differenza femminile sul carcere che Susanna Ronconi e Grazia Zuffa mettono all’opera in Recluse (Ediesse, 2014) è duplice: da una parte è il punto di vista sulla propria condizione delle donne detenute che vi sono intervistate, dall’altra è la chiave di lettura delle autrici sull’istituzione penitenziaria e le sue prospettive.

Il libro nasce come una ricerca sull’autolesionismo in carcere, si sviluppa come un’analisi del vissuto femminile

Europe: The Struggle for Supremacy, from 1453 to the Present
, February 26, 2015

Il centenario dello scoppio della Prima guerra mondiale, ancorché passato per certi versi in sordina in un’Italia vieppiù ripiegata sulla propria crisi economica, politica e sociale, è stato una proficua occasione per ripensare il passato e rileggerlo alla luce del presente. «Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis», scriveva Cicerone nel De Oratore; «Those who cannot remember the past are condemned to repeat it», recita la famosissima frase, vergata all’inizio del ventesimo secolo, quasi un decennio prima dell’inizio della Grande guerra, da George Santayana.