Rivista il mulino

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Identità italiana
Quale liberalismo per la sinistra?
, January 24, 2020

Quando politici e osservatori pensano alla sinistra, alla sua crisi e ai modi per uscirne, ricorrono perlomeno a due strategie. La prima si propone di elaborare una prospettiva post-ideologica e al passo coi tempi, facendo spesso ricorso a concetti e parole d’ordine che un tempo erano utilizzate nel campo avversario. A questa strategia di solito si accompagna il tentativo di far fare alla sinistra le stesse cose che prima faceva la destra, ma in modo più decente e accettabile per i ceti sociali più deboli.

Dal numero 6/19
La democrazia nei partiti (degli altri)
, January 16, 2020

Se non c’è democrazia nel Partito socialdemocratico tedesco, che cerca di introdurre la democrazia nel sistema politico della Germania imperiale e lotta per ottenerla, la democrazia non potrà mai affermarsi. Al contrario, si imporrà, scrisse memorabilmente Robert Michels, «la legge ferrea dell’oligarchia»

Dal numero 6/19
Come restituire legittimità ai partiti
, January 16, 2020

Nel tentativo di fornire una definizione ai partiti politici, la scienza politica ha insistito su un aspetto che sembrava coglierne l’essenza e soprattutto demarcarne i confini con ogni altro tipo di associazione o gruppo: la sua esclusività nell’arena elettorale. Il certificato di garanzia dell’essere un partito politico verrebbe quindi dal presidiare l’ambito elettorale.

Dal numero 6/19
Non c’è un passato a cui tornare
, January 16, 2020

I discorsi sulla «crisi» della democrazia, abbondanti nella letteratura scientifica e giornalistica del nuovo millennio, aggiungono ambiguità alla già densa condizione di incertezza che caratterizza i processi politici in corso in tutte le democrazie costituzionali. Ha scritto David Runciman che «democrazia» e «crisi» sono difficilmente separabili, e le storie di successo e quelle di difficoltà sono inevitabilmente intrecciate.

Dal numero 6/19
Un voto da riempire
, January 16, 2020

Nonostante le scarse fortune politiche dell’ambientalismo italiano e a dispetto delle tesi pessimistiche sul declino della partecipazione giovanile, a fine settembre centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze sfilavano nelle strade del nostro Paese. In piazza c’erano molti di quei sedicenni e diciassettenni al centro del breve quanto timido dibattito sviluppatosi attorno alla proposta di abbassamento dell’età di voto.