Rivista il mulino

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Identità italiana
Contro la fabbrica dei luoghi comuni sul lavoro
, December 11, 2019

Qualche mese fa hanno fatto scalpore alcune dichiarazioni di Carlo Calenda sul lavoro. “Una delle più grandi cazzate che abbiamo raccontato –  secondo l’ex ministro – è che non si salvano i posti di lavoro, ma si salva il lavoro. Per cui pensiamo che un operaio di cinquant’anni che ha passato la vita a fare impianti può andare a lavorare nell’economia delle app. Queste cazzate le abbiamo sostenute, io le ho sostenute, per 30 anni”.

Sfiducia, crisi economica e alleanza per il lavoro
, December 10, 2019

Nei giorni scorsi il Censis, presentando il suo tradizionale rapporto annuale, ha portato ulteriori elementi di conferma alla tesi che la lunga stagnazione dell’economia italiana sia alimentata dalla sfiducia e dal senso di incertezza verso il futuro che ci attanagliano da tempo. Poco dopo è apparsa su "la Repubblica" una lunga intervista del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che propone una "grande alleanza per il lavoro" – un accordo tra governo e rappresentanze del mondo del lavoro e dell’impresa – come via da seguire per cercare di uscire dalla più grave crisi dal dopoguerra. È realistica questa prospettiva? E potrebbe essere efficace come terapia per una diagnosi basata sulla crescente sfiducia?

Tre italiani su quattro ritengono che l’economia continuerà a ristagnare o crescerà poco nei prossimi cinque anni. Non stupisce che queste aspettative negative – confermate anche dal senso di forte incertezza sul futuro, condiviso dalla stragrande maggioranza – si accompagnino a una accresciuta preferenza per la liquidità (aumentano le disponibilità trattenute nei conti correnti o in contanti), mentre calano i tradizionali investimenti nel mattone o in titoli di Stato, per la diminuita convenienza di questi impieghi. Nell’incertezza è meglio restare liquidi, ma questo si riflette a sua volta sugli investimenti delle imprese, che sono sensibilmente diminuiti negli ultimi anni e restano ben al di sotto dei livelli del 2007 (prima della crisi internazionale).

E si riflette ovviamente anche sull’occupazione, che non solo resta bassa nel confronto con altri Paesi ma – sottolinea il Censis - vede crescere il lavoro temporaneo e l’economia nascosta. Non solo si investe dunque poco, ma quando lo si fa prevalgono modalità che limitano l’impegno per il futuro e lasciano per così dire le mani libere per far meglio fronte a un quadro percepito come molto incerto. È evidente però che in tal modo difficilmente si riesce a percorrere la via alta dell’innovazione e della crescita della produttività, l’unica capace di offrire uno scudo efficace all’accresciuta concorrenza dei Paesi emergenti che si manifesta con la globalizzazione.

È possibile oggi essere politici senza essere virali?
Social pieni, piazze anche
, November 25, 2019

L’8 settembre 2007, quando Beppe Grillo intimò all’unica bandiera sventolante in Piazza Maggiore di abbassarsi «perché portano sfiga», io c’ero e come gli altri risi. Ricordo che a fine giornata acquistai online il cofanetto di Incantesimi, lo spettacolo portato in tour da Grillo nel 2006; non feci nessun caso al logo di uno sconosciuto editore (una certa Casaleggio Associati)

Perché la storia va in una direzione opposta. E come invertire le cose
Un’Italia giusta e solidale
, November 17, 2019

[…] Certo, è giusto muovere dal reddito. Mentre nel mondo le disuguaglianze di reddito si riducevano, per l’emergere tumultuoso dalla povertà di centinaia di milioni di esseri umani in Asia, mentre peggiorava ancora la condizione dei più poveri della terra, in Italia, come in tutto l’Occidente, dagli anni Ottanta la disuguaglianza di reddito cessava la discesa iniziata sessanta anni prima. E tornava anzi a crescere. Ma anche solo sul piano delle disuguaglianze economiche c’è molto altro, e ben prima della crisi del 2008. L’aumento della povertà.

L'Ilva e la crisi della siderurgia
, November 15, 2019

Negli ultimi giorni si è molto discusso di questioni giuridiche e ambientali in relazione alla crisi dell’ex Ilva. Ma converrebbe ricordare sempre che le vicende che abbiamo sotto gli occhi sono il prodotto di due elementi in particolare, che sono alla base del dramma che si sta consumando intorno a una delle principali aziende italiane: la crisi del mercato siderurgico e il modo in cui gli operatori la stanno affrontando.