Rivista il mulino

Identità italiana
Ritorno al proporzionale?
, January 25, 2021

Nei giorni di questa convulsa crisi di governo è tornato prepotentemente alla ribalta il tema della riforma elettorale. E non appena Conte (ribadendo peraltro i termini di un accordo politico a suo tempo firmato dalla maggioranza, compresa Italia Viva) ha accennato alla questione, subito è scattato, in molti commentatori, una sorta di riflesso condizionato. Ma davvero il «ritorno al proporzionale» sarebbe una sciagura?

Prima di rispondere, intanto, domandiamoci da cosa nasce l’attuale sconfortante quadro parlamentare (l’apoteosi del «gruppo misto»).

A parte la questione dei partiti, bisogna chiarire bene di cosa si parla: è «maggioritario» il sistema con cui si eleggono i sindaci, a cui molti guardano come a una panacea? No, è un sistema su base proporzionale con un premio di maggioranza. E tali erano anche la legge Calderoli (altrimenti nota come Porcellum) o l’abortito Italicum: sistemi cioè che obbligano alla costruzione di coalizioni pre-elettorali quanto più larghe possibili e che, perciò stesso, conferiscono un enorme potere di ricatto e di condizionamento anche alle più piccole formazioni politiche, ai «partiti» personali e ai singoli notabili detentori di un pacchetto di voti. Coalizioni, poi, naturalmente, che si squagliano come neve al sole dopo le elezioni. Sono questi i sistemi che, da vent’anni a questa parte, hanno prodotto frammentazione. E anche l’attuale legge vigente, il cd. Rosatellum, è un ibrido indigeribile: anche in questo caso la quota di collegi maggioritari (un terzo degli eletti) funziona come luogo di contrattazione delle candidature, e non crea alcun reale vincolo politico (come mostra il fatto che, dopo le elezioni del 2018, la Lega abbia potuto tranquillamente abbandonare i suoi partner, per fare il governo gialloverde).

E allora, ai fini di un’operazione di pulizia concettuale, occorre fissare un primo punto: chi propugna le virtù di un sistema maggioritario ha il dovere di precisare a quale maggioritario pensa. I veri sistemi maggioritari sono quello britannico o quello francese del doppio turno (di collegio: non il mega-ballottaggio nazional-plebiscitario che era previsto dall’Italicum). E coloro che li sostengono devono essere consapevoli che, nelle attuali condizioni italiane, questi modelli non garantiscono per nulla una qualche «governabilità» (il famigerato e incostituzionale «vincitore, la sera delle elezioni»), anzi possono rivelarsi delle autentiche lotterie.

Tre partiti e una gamba (la quarta)
, January 22, 2021

Abbiamo ceduto alla tentazione di parafrasare il titolo di un noto film di Aldo, Giovanni e Giacomo, perché la situazione attuale ha più di qualche tratto di comicità surreale. La richiesta del premier Conte

Le novità sull'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica
Una piccola rivoluzione silenziosa
, January 22, 2021

Una recente circolare di aggiornamento del ministero della Salute ha esteso a nove settimane di gestazione l’uso della RU486 per l’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg)

Il reato di tortura
, January 21, 2021

Camus scrisse che «mal nommer un objet, c'est ajouter au malheur de ce monde» (nominare male le cose contribuisce all’infelicità del mondo).

«Non» c’era una volta il reato di tortura.

Dal numero 6/20
Il difficile futuro dopo la pandemia
, January 14, 2021

Il Consiglio europeo, il 21 luglio 2020, ha deciso di costituire un fondo per l’erogazione di sussidi ai Paesi messi in difficoltà economiche dalla pandemia; di questo fondo dieci Paesi saranno contributori netti e diciassette beneficiari netti. In particolare, l’Italia contribuirà con circa 41 miliardi