Rivista il mulino

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Sebald, l’ultimo romantico
, December 23, 2015

Il 14 dicembre 2001, in un singolare incidente d’automobile, moriva Winfried Georg Maximilian Sebald, che Piero Citati considerava «il maggiore tra gli scrittori della sua generazione: nel mondo, non solo in Germania». Era nato nel 1944 in un villaggio dell’Alpe Bavarese da una «normale» famiglia tedesca: il padre era un militare nazista,

Giovanni Berlinguer
, June 12, 2015

Conoscevo poco Giovanni Berlinguer. Sono stato amico da sempre di Luigi, suo cugino. Ma non ho mai incontrato Enrico e avrò, forse, parlato due o tre volte con Giovanni, che di Enrico era il fratello minore. Però Giovanni era nato nel 1924, cioè apparteneva alla generazione dei miei: un po’ più giovane di mio padre, che era del ’21, coetaneo, forse, o giù di lì, di qualcuna delle mie zie. Insomma, come succedeva e ancora succede a Sassari,

Claude Lévi-Strauss
, June 4, 2015

Claude Lévi-Strauss è stato uno degli antropologi (o etnologi, come si preferisce dire in Francia) più influenti della seconda metà del Novecento. Forse solo Clifford Geertz ha raggiunto una notorietà internazionale paragonabile, e non solo all’interno della disciplina. Con questi due studiosi, scomparsi rispettivamente nel 2009 e nel 2006, tramonta l’epoca d’oro di un campo di studi che ha affascinato il secolo scorso,

Stefan Zweig
, December 4, 2014

Sia in Italia sia a livello internazionale, l’opera di Stefan Zweig (1881-1942) sta vivendo un revival di dimensioni impressionanti. Tutti matti per Zweig, titolava recentemente «la Repubblica», mentre il «New York Times» registrava in modo analogo una vera e propria «Zweigmania».

Giovanni Evangelisti (18 giugno 1932 - 4 ottobre 2008)
, October 3, 2014

A sei anni dalla scomparsa, ripubblichiamo il ricordo di Giovanni Evangelisti uscito sul numero 6/2008 della rivista

Ha ripetuto sino alla fine che al Mulino nessuno era insostituibile, sapendo benissimo che in realtà una persona insostituibile c’era ed era proprio lui. Così, al termine di una settimana di lavoro come tante altre, Giovanni Evangelisti se n’è andato senza nessun preavviso lo scorso 4 ottobre. Chi lo ha conosciuto, e soprattutto chi ha conosciuto il privilegio, la gioia e la fatica di lavorare con lui, non riesce ancora a districare il giudizio culturale e professionale dalla commozione e dal rimpianto.

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