Rivista il mulino

La legge Sécurité Globale
, November 23, 2020

Martedì scorso - mentre la polizia, filmata da attivisti e presenti, finiva di sgombrare a colpi di gas lacrimogeno un campo profughi che “ospitava” circa 2500 persone a Saint-Denis, nel nord di Parigi - decine di manifestazioni si sono tenute nella capitale francese e in altre città della Francia, nonostante il confinement. Davanti all’Assemblée nationale qualche migliaio di persone si erano ritrovate per protestare contro la cosiddetta “Loi Sécurité Globale”. La giornata è finita in scontri: 33 fermati, tra cui due giornalisti per assembramento (durante una manifestazione autorizzata), altri hanno ricevuto colpi di manganello e intimidazioni.

La legge “Sécurité Globale” è stata presentata a inizio novembre da due deputati della La république en marche (Lrm, il partito del presidente della République, Macron) con il sostegno del governo: le discussioni sono iniziate lo stesso martedì 17 e una parte della legge è stata approvata in soli tre giorni.

Sabato 21 novembre un nuovo assembramento, questa volta più grande e più organizzato, si è tenuto alla Piazza del Trocadero – con il parvis des “Droits de l’Homme” barricato dietro griglie in metallo dietro le quali si poteva vedere la tour Eiffel e qualche decina di Crs, “ma il governo si rende conto dei simboli che fabbrica?”, si chiede Mediapart – mettendo insieme almeno 10 mila persone (25 mila secondo le associazioni che lo hanno organizzato). Manifestazioni e assembramenti si sono tenuti in almeno altre 20 città.

Contro l’approvazione di questa legge si sono mobilitati i sindacati, le società di redazione di praticamente tutti i media in Francia, compresi quelli di Stato – compresi anche testate non proprio gauchistes, come “Le Figaro” o “Le Parisien” –, registi di documentari, collettivi di famiglie vittime di violenza da parte delle forze dell’ordine, associazioni di difesa delle libertà civili e digitali,

Molte ombre (da un punto di vista giuridico) sulla proposta di Kurtz
Il reato di “Islam politico”
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Il 2 novembre 2020 la città di Vienna è stata colpita da un attacco terroristico. Quattro civili inermi sono stati uccisi, altre 22 persone sono rimaste ferite, alcune gravemente. L’attentatore, anch’egli rimasto ucciso, è un cittadino austriaco-macedone, Kujtim Fejzulai, il quale non era solo in contatto con una rete di jihadisti tedeschi,

BER: finalmente!
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Finalmente il 31 ottobre sarà inaugurato il nuovo aeroporto di Berlino e del Brandeburgo: sabato un aereo della Lufthansa e uno di Easyjet atterreranno insieme sulla pista, dal primo novembre l’aeroporto accoglierà i voli di linea, per quanto il traffico aereo sia “estremamente” ridotto

Dal numero 5/20
La seconda occasione
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Trent’anni dopo la cesura nella storia mondiale rappresentata dal 1989-90 oggi potremmo trovarci di fronte a una nuova svolta. Lo si deciderà nei prossimi mesi, a Bruxelles ma anche a Berlino

Dal numero 5/20
L’unità tedesca incompiuta
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Il verdetto è sempre lo stesso e, negli ultimi anni, si è diffuso anche con più forza: tra il 1989 e il 1990 la Germania Ovest avrebbe «colonizzato» l’Est e calpestato i suoi rapporti politici, sociali, economici e culturali con la creazione dei «nuovi Länder»,