Rivista il mulino

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Dal numero 1/19
Un orizzonte democratico per l'economia europea
, March 21, 2019

Allo stato attuale della cultura prevalente e dei rapporti di forza esistenti, molte delle modifiche desiderabili e indispensabili nell’architettura istituzionale e nelle politiche economiche e sociali dell’Unione europea possono apparire poco realistiche.

Dal numero 1/19
1919-1989: un secolo non così breve
, March 21, 2019

Gli anniversari, al di là del loro uso giornalistico, possono essere stimoli per riflettere su un passato con cui non abbiamo ancora fatto bene i conti, non almeno alla luce di quello che ci mette a disposizione il passare del tempo, o, per dirla in termini più aulici, la distanza storica.

Dal numero 1/19
Per l'Europa è ora di essere radicali
, March 21, 2019

È un eufemismo dire che l’Europa sta andando male, molto male: nel suo insieme, l’Unione europea, e nelle sue componenti, gli Stati membri. Non c’è nazione che sia libera da difficoltà che minano le sue fondamenta, perfino là dove tutto sembra andare per il meglio sul fronte economico, come in Germania, in Svezia, in Olanda o in Danimarca.

Dal numero 1/19
Una Repubblica europea per andare avanti
, March 21, 2019

Nel suo recente saggio After Europe, il politologo Ivan Krastev si interroga sulla possibilità che quella che stiamo attraversando sia una fase di «disintegrazione» simile a quella vissuta dall’impero multietnico degli Asburgo o dall’Unione Sovietica.

Dal numero 1/19
Dieci anni di crisi. O quaranta?
, March 21, 2019

Il 2018, apertosi in Italia con la vittoria di Movimento 5 Stelle e Lega alle elezioni politiche, in Francia si è chiuso con le proteste dei gilet gialli che, sia pur in modo confuso e a volte contraddittorio, hanno tentato, almeno in un primo momento, di portare avanti rivendicazioni di maggiore giustizia sociale e di uno Stato che torni a proteggere le classi più sfavorite. L’avanzata dei populisti in Italia e in altri Paesi, il successo di partiti di estrema destra, le proteste di piazza francesi, ma anche la Brexit e il successo di Donald Trump negli Stati Uniti, sono tutti fenomeni fortemente radicati nei rispettivi contesti storici e istituzionali. Tuttavia, al di là delle ovvie differenze, hanno un filo rosso che li lega, rappresentato dalla crisi dei partiti moderati, siano essi una socialdemocrazia ormai ridotta ai minimi termini, o una destra sociale che sopravvive solo dove rincorre i populisti di destra.

È l’onda lunga della crisi che ha scosso l’economia mondiale e che proprio nel 2018 marca un anniversario importante: nel settembre 2008 falliva infatti Lehman Brothers, il simbolo di quelle banche d’affari onnipotenti che avevano fatto il bello e il cattivo tempo per un ventennio, durante il quale alcuni parlavano di «fine della storia» e di trionfo definitivo del modello di organizzazione sociale ed economica rappresentato dalle grandi democrazie liberali.