Rivista il mulino

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L’Unione doganale che non si vuole ricordare
, July 9, 2018

C’è un anniversario che è passato completamente sotto silenzio. Un anniversario importante, tale da avere di fatto cambiato la vita di tutti gli europei in maniera concreta. Il 1° luglio del 1968, con un anno e mezzo di anticipo sulla scadenza prevista dal Trattato di Roma, veniva creata l’Unione doganale tra i sei Paesi della Cee

La vita degli altri non ci riguarda. E poco importa se chi cerca di arrivare in Europa morirà in mare o in Africa
La morte degli altri da noi
, July 5, 2018

Salvini giustifica la sua linea dura contro i migranti che vengono dal mare con una motivazione, diciamo così, pedagogica: se gli renderemo impossibile essere raccolti dalle Ong sotto il coordinamento della Guardia costiera italiana, delegando tutte le azioni di salvataggio alla Guardia costiera libica e obbligando la nostra Guardia costiera a rimanere nelle acque territoriali italiane,

La logica morale del trattato di Dublino
, July 2, 2018

Nelle intenzioni del governo italiano, o almeno in quelle del ministro dell’Interno e del presidente del Consiglio, il summit del Consiglio europeo svoltosi pochi giorni fa a Bruxelles avrebbe dovuto avviare un processo di revisione della Convenzione di Dublino e del sistema complessivo di gestione del diritto d’asilo in Europa.

Mentre l'Europa conferma tutta la propria fragilità, l'Italia alza la voce senza ottenere nulla
Quando la propaganda prevale su tutto
, July 2, 2018

Nei giorni scorsi alcuni giornali europei – «The Guardian», «Der Tagesspiegel», «il manifesto» – hanno pubblicato congiuntamente l’elenco ufficiale, su 56 pagine, con i nomi di 34.361 persone morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo negli ultimi 15 anni. Sono indicati anche la causa del decesso e, quando possibile, i nomi. Ma le cifre vere del numero complessivo di chi ha perso la vita per raggiungere l’Europa non saranno mai note. Soltanto nella giornata di venerdì dalla Guardia costiera libica è giunta notizia dell’annegamento di oltre cento persone, che  per le stime ufficiali potrebbero non avere mai un’identità.

Negli stessi giorni il governo italiano agiva su due fronti. Uno di sostanza, almeno nelle intenzioni dichiarate; uno di propaganda. Sostenendo di «alzare la voce» per riuscire là dove nella scorsa legislatura i governi avevano fallito, vale a dire ottenere una reale condivisione con i partner europei delle quote di migranti che arrivano sulle coste italiane. Lo schema è noto: le coste italiane sono coste europee, chi arriva in Italia arriva in Europa. E dunque è l’Europa intera a doversene fare carico. Tutte le dichiarazioni, e le azioni concrete che le hanno affiancate – la vicenda delle navi Aquarius e Lifeline, la annunciata chiusura dei porti, i continui attacchi all’operato delle Ong – sono apparse legate a una stessa logica. A nulla sono serviti gli inviti giunti da più parti di osservare, per una volta, la realtà. Da un lato il forte calo degli arrivi – già in atto da mesi, dopo l’avvio di una politica precisa da parte dell’ex ministro Minniti in accordo con la Libia, o almeno con quella parte della Libia con cui uno Stato può pensare di trovare intese minimamente affidabili. Dall’altro le richieste di non ignorare l’attuale saldo demografico italiano, con uno sguardo all’apporto economico della popolazione di origine straniera e alla sostenibilità di un sistema previdenziale che dovesse, progressivamente, vedere ridotta la loro quota di contributori.

Tutto ciò non ha inciso minimamente sulle scelte che hanno caratterizzato l’azione del governo italiano nelle sue prime settimane di vita. 

Quando il bullismo diventa pratica di governo
Un Piano Marshall per l’Europa
, June 27, 2018

Come è meglio reagire davanti alle parole di un bullo, specie se particolarmente nocive, irresponsabili e crudeli? Che cosa è meglio fare di fronte alle sue violente, degradanti, illegittime e distruttive, non certo costruttive, azioni e velleità? Che cosa opporre al suo baldanzoso e incurante disprezzo del senso del limite e del lecito, del valore e del ruolo della conoscenza, del peso (ma anche del conforto) della memoria storica, delle norme