Rivista il mulino

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CORTE COSTITUZIONALE
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Aspettando il pronunciamento della Consulta in merito ai referendum abrogativi su voucher, appalti e licenziamento illegittimo
Silvia Borelli, 04 January 2017

Il 9 aprile dello scorso anno la Cgil ha iniziato la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare «Carta dei Diritti Universali del Lavoro ovvero nuovo Statuto di tutte le Lavoratrici e di tutti i Lavoratori», e per tre quesiti referendari.

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Diletta Tega, 07 December 2016

La Corte costituzionale non può decidere prima del 24 gennaio. Perché, lo ha spiegato lei stessa con il comunicato stampa del 7 dicembre: occorre dare tempo alle parti interessate di costituirsi nei giudizi pendenti e di presentare memorie. 

Qualche dato in più per capire meglio. 

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A proposito della Nota di Mauro Barberis
Pasquale Pasquino, 17 May 2016

Mauro Barberis ha ragione nel sottolineare che la riforma elettorale approvata dalla Camera e ormai nota come Italicum è, sullo sfondo, un elemento essenziale

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A proposito di due recenti sentenze della Corte costituzionale
Nicola Fiorita, Pierluigi Consorti, 19 April 2016

La libertà religiosa sembra sempre più spesso destinata a sfumare in un problema di sicurezza, soprattutto da quando, dall’11 settembre agli ultimi fatti di Bruxelles, l’islam è visto come complicazione sociale.

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Mauro Barberis, 07 March 2016

Che ne è della patria del diritto? Che fine hanno fatto i giuristi d’antan? Queste domande sorgono spontanee, dopo tre notiziole di questi giorni. La prima è del 23 febbraio: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per il caso Abu Omar. Sai la novità, dirà qualcuno. Qui, però, la cosa suona un po’ più grave delle altre volte. Che i nostri servizi segreti abbiano collaborato alla extraordinary rendition verso l’Egitto di un imam sospetto di terrorismo non stupisce nessuno: suona però malissimo, dopo il caso Regeni. Ma soprattutto, dalle ottantuno pagine della sentenza, dal valore più simbolico che pratico, escono altrettanto male, se possibile, le massime autorità dello Stato e dunque l’intera immagine della Repubblica.

La seconda notizia è del giorno successivo: il Tribunale di Messina ha accolto il ricorso contro l’Italicum, la legge elettorale approvata la scorsa primavera e in vigore da luglio 2016. Qui la notizia sta nella celerità. Per il Porcellum, la cui incostituzionalità era molto più ovvia, ci sono voluti quattro anni e tre gradi di giudizio, prima che la Cassazione rinviasse gli atti alla Corte costituzionale. Qui ci ha pensato, in due mesi, uno dei diciotto tribunali di primo grado interpellati, accogliendo sei dei tredici motivi.

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