Rivista il mulino

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MERCATO
Gianfranco Viesti, 23 December 2016

La vertenza Almaviva, pur così rilevante nella sua dimensione occupazionale, è solo la punta di un iceberg. È un esempio delle difficoltà della nostra società, e in genere di molte società europee e dei Paesi avanzati, a garantire un lavoro stabile, con una retribuzione decente, a tanti suoi cittadini.

Sul perché questo accada ci sono state molte riflessioni negli ultimi anni. È il frutto di strategie di decentramento verso Paesi a costo del lavoro molto più basso di tanti segmenti di attività produttive che possono essere realizzate a distanza; fenomeno che, ci dicono le ultime rilevazioni, sta crescendo meno che in passato ma che rimane molto ampio. È l’effetto sul mercato del lavoro di innovazioni tecnologiche che, in molte mansioni ripetitive, standardizzabili, consentono di sostituire le nuove, avanzate, macchine all’uomo; così che si può risparmiare, e molto, dall’applicazione di tecnologie a base digitale nella produzione di beni e nell’erogazione di servizi.

Ma è anche la ricaduta di grandi scelte politiche, in corso da un trentennio circa. La massima libertà del movimento dei capitali all’interno dell’Europa, e nel mondo, fa sì che essi riescano sempre più e meglio a sfuggire alla tassazione

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Anna Soru, 21 December 2016

Il voucher, complice una certa superficialità dei media, è diventato l’emblema della precarizzazione: qualcosa da eliminare a tutti i costi, senza se e senza ma. Come l’olio di palma.

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